A questo autore sono arrivata tramite Poemas del Alma.
E' un sito letterario su cui si possono pubbicare le proprie
poesie...in spagnolo, ma che contiene numerose poesie di autori
affermati. Questa era la "poesia del giorno" dell'altro ieri che mi
aveva sinceramente commosso anche prima di averla tradotta.
Il
problema più grosso è stato trovare notizie di Maria Antonietta. Nei siti
di lingua italiana è sconosciuta, ma anche in quelli di lingua spagnola
e inglese (sempre molto accorti a recensire e pubblicare ogni autore
valido). Per le notizie biografiche, ho integrato quelle scarne reperite
in rete, con quelle che mi ha fornito l'amica Alejandra Ziebrecht (la
ricordate?), cilena come la Le quesne e che ringrazio per la
disponibilità.
Quanto al testo della poesia, vi rimando all'introduzione della antologia che ho riportato, traducendola.
Non credo siano necessari ulteriori commenti.
Maria Antonietta Le Quesne nasce a
Santiago nel 1895. Collaborò nel 1918 con la rivista “Selva
Lirica” diretta da Segura Castro e J. Egana e nel 1919 col
periodico di Arte "Númen"di Valparaiso.
Nel 1920 fu segretaria della rivista
letteraria “Siembra”.
Muore nel 1921 di tubercolosi a
ventisei anni e nello stesso anno viene pubblicata postuma
dall'editore Ateneo di Valparaiso, una selezione di poesie da “Recodo
Azul”, uno dei suoi due libri inediti, l'altro era "Otoño".
Più
tardi le Edizioni “Juventud” pubblicarono la sua opera completa.
"Delicata e profonda, questa poetessa
dalla esistenza martirizzata, lega il suo verso alla tremenda
disperazione di sentire sfuggire la vita. Il suo pensiero imprigiona
a volte sottili ansie: il lamento di amore nascosto, il battito
affrettato del suo respiro ansimante. Non si preoccupa della forma. È
solo animata da una forza segreta per lanciare velocemente gli ultimi
scampoli di vita nelle sue strofe. Frasi semplici, dolorose che
portano il messaggio singhiozzante della sua gioventù, ribellata
contro l'implacabile fatalità."
(dal libro “La mujer en la poesia
chilena (1784-1961)” a cura di Maria Urzua y Ximena Adriasola,
Editore Nascimiento, Santiago, 1963, Cile)
E TUTTO PASSERA'
So che ci sono segni che mettono
un limite alla mia vita...
La Morte?
Credo a lei come alla Primavera:
più ansie che cure...
(Però penso alla tomba
e sento freddo, fratelli...)
….................................
….................................
Un pomeriggio di autunno
i fiori tremeranno nelle vostre mani,
una volta, vostre profumate sensazioni
e cadranno nella mia tomba, con la
rinunzia
dei bambini, cuori sanguinanti ...
E tutto passerà...
verrà il crepuscolo,
tornerete, abbattuti, i più
affezionati
- dopo che mi avrete salutato - alle
vostre case...
penserete qualche ora alla morte,
e tutto passerà ….
Dopo verrà l'inverno
e piangerà l'angoscia
delle inquietudini di secoli
nella mia vecchia emozione
e filtrerà le sue lacrime,
senza un aroma nuovo
di mani affettuose,
sopra il mio cuore...
Y todo pasará
Yo sé que hay signos que a mi vida marcan
un límite cercano...
¿La Muerte?
Pienso en ella como en la Primavera:
más ansias que cuidado...
(Pero pienso en la tumba
y siento frío, hermanos...)
....................................................
....................................................
Una tarde de otoño,
las flores temblarán en vuestras manos,
una vez, sus fragantes emociones
y caerán en mi tumba, con blandura
de infantiles, sangrantes corazones...
Y todo pasará...
Vendrá el crepúsculo,
tornaréis, cabizbajos, los más fieles,
—que me habréis despedido— a vuestro hogar...
pensaréis unas horas en la muerte,
y todo pasará...
Luego vendrá el invierno
y llorará la angustia
de inquietudes de siglos
en mi vieja emoción
y filtrará sus lágrimas,
sin un aromo nuevo
de manos cariñosas,
sobre mi corazón...
un límite cercano...
¿La Muerte?
Pienso en ella como en la Primavera:
más ansias que cuidado...
(Pero pienso en la tumba
y siento frío, hermanos...)
....................................................
....................................................
Una tarde de otoño,
las flores temblarán en vuestras manos,
una vez, sus fragantes emociones
y caerán en mi tumba, con blandura
de infantiles, sangrantes corazones...
Y todo pasará...
Vendrá el crepúsculo,
tornaréis, cabizbajos, los más fieles,
—que me habréis despedido— a vuestro hogar...
pensaréis unas horas en la muerte,
y todo pasará...
Luego vendrá el invierno
y llorará la angustia
de inquietudes de siglos
en mi vieja emoción
y filtrará sus lágrimas,
sin un aromo nuevo
de manos cariñosas,
sobre mi corazón...
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