domenica 20 novembre 2011

AL RISVEGLIO - RABINDRANATH THAKHUR TAGORE

domenica, 11 luglio 2010
 
 
Ci trasportano in altri tempi questi versi.
Tempi in cui si aspettava l'arrivo di una lettera con impazienza, la giravamo tra le mani prima di aprirla, assaporando l'idea che era partita dalle sue mani.
Poco importa che da qual momento un numero illimitato di altre mani l'avessero contaminata: se ne poteva ancora annusare il profumo, quello che del dopobarba che usava sempre, dozzinale, ma che sapeva di buono.
Ok sto barando: non sono nata nell'ottocento, ma ho avuto la fortuna di vivere l'arrivo della lettera di una persona lontana e di averlo fatto nella fase adolescenziale in cui tutto si fa ampliato, rimbombando in una persona vuota di poesia qual'ero io.
Così quando leggo poesie come questa, posso attingere a quel ricordo, sbiadito nei volti  e mei tempi, vivido nell'emozione.


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AL RISVEGLIO


Al risveglio ho trovato una lettera
ma non posso sapere che dice
non so leggere
e non voglio disturbare un sapiente dai libri:
ciò che c'è scritto forse
non lo saprebbe leggere.
La terrò sulla fronte
la terrò stretta al cuore
quando scende la notte
ed escono le stelle
la porterò sul grembo e resterò in silenzio
e me la leggeranno le foglie
che stormiscono
e ne farà un ruscello
col suo scorrer un canto
che a me ripeterà anche l'orsa del cielo
io non so trovare quello che cerco
o capire cosa dovrei imparare
ma so che questa lettera
che non ho letto
ha reso più lieve il mio fardello
e tutti i miei pensieri
ha mutato in canzoni.


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