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sabato 21 luglio 2012

PER TE - ADAM ZAGAJEWSKI

E' quasi un ritorno alle origini, proporre questa poesia di Adam. Chi ricorda la mia proposta di  Salvatore Fiume "Scrivo a te donna"?
Come in quella, le parole cercano di raggiungere l'altra, come nell'altra, distante. 

 (Donna nel letto - Vincente Romero)
PER TE

Per te – forse dormi adesso in una nuvola
di sogni di lana – non scrivo solo questa poesia.
Per te trionfante, sorridente, bella,
per te persino triste, sconfitta

(anche se non capirò mai
chi potrebbe sconfiggerti!),
per te senza fiducia né pace,
per te scrivo una poesia dopo l’altra,

come se volessi un giorno – come una tartaruga
– giungere, con l’aiuto di parole imperfette
e immagini, lì, dove tu sei già da tanto,
lì, dove ti ha portato il lampo della vita.
Dla ciebie
Dla ciebie - może śpisz teraz, w chmurze
wełnianych snów - piszę nie tylko ten wiersz.
Dla ciebie, zwycięskiej, uśmiechniętej, pięknej,
ale także dla ciebie smutnej, pokonanej

(chociaż nigdy nie zdołam zrozumieć,
kto mógłby pokonać ciebie!),
dla ciebie nieufnej, niespokojnej,
dla ciebie piszę wiersz za wierszem,

jakbym chciał któregoś dnia - jak żółw
- dotrzeć, przy pomocy niedoskonałych słów
i obrazów, tam, gdzie ty jesteś już od dawna,
tam, gdzie ciebie zaniosła błyskawica życia. 



lunedì 2 gennaio 2012

NULLA ACCADE DUE VOLTE - WISLAWA SZYMBORSKA

Con questa poesia si apre il primo volume di una serie di antologie dedicato a Wislawa Szymborska. Il libro fa parte della collana UN SECOLO DI POESIA che ci viene proposta da IL CORRIERE DELLA SERA, il primo di trenta autori, esponenti del mondo della cultura, finalmente rappresentanti voci di altri continenti, altre culture, altre sensibilità.
Finalmente liberi di leggere dei testi in assoluta libertà, senza doverne rendere conto ad insegnanti impreparati ed impoetici - nel senso più positivo del termine - comunque inadeguati (se non poeti loro stessi) a seguire l'evoluzione della poesia, a fare i conti con le nuove voci con cui la tecnologia di oggi, ci permette di entrare in contatto.
La Collana è curata da Nicola Crocetti e questo nome, a mio parere, è sintomo e sinonimo della validità del tutto. Occasione ghiotta che è peccato perderla. Trovate informazioni relative all'iniziativa QUI.
Con questa poesia, così leggera, quasi una filastrocca, mi sono riconciliata con le rime. Ma non vi fate ingannare: la poesia della Wislawa trascende il me ed il noi. La sua poesia è sublimazione non di una emozione, ma di una idea; l'emozione è la creta che usa per modellare il vassoio con cui ci offre il suo pensiero.


Fotografia di questo sito



Nulla due volte accade nè accadrà


Nulla due volte accade
nè accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c'è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
nè due baci somiglianti,
nè due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos'è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perchè tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei - perciò devi passare.
Passerai - e qui sta la bellezza.

Cercheremo un'armonia,
sorridenti tra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d'acqua.




"Nic dwa razy"

Nic dwa razy sie nie zdarza
I nie zdarzy. Z tej przyczyny
Zrodziliśmy sie bez wprawy
I pomrzemy bez rutyny.

Choćbyśmy uczniami byli
Najtępszymi w szkole świata,
Nie będziemy repetować
Żadnej zimy ani lata.

Żaden dzień sie nie powtórzy,
Nie ma dwóch podobnych nocy,
Dwóch tych samych pocałunków,
Dwóch jednakich spojrzeń w oczy.

Wczoraj, kiedy twoje imię
Ktoś wymówił przy mnie głośno,
Tak mi było, jakby róża
Przez otwarte wpadła okno.

Dziś, kiedy jesteśmy razem,
Odwróciłam twarz ku ścianie.
Róża? Jak wygląda róża?
Czy to kwiat? A może kamień?

Czemu ty sie, zła godzino,
Z niepotrzebnym mieszasz lękiem?
Jesteś- a więc musisz minąć.
Miniesz- a więc to jest piękne.

Uśmiechnięci, wpółobjęci,
Spróbujemy szukać zgody,
Choć różnimy sie od siebie,
Jak dwie krople czystej wody.

sabato 26 novembre 2011

domenica, 11 settembre 2011
FOTOGRAFIA DELL'11 SETTEMBRE - WISLAWA SZYMBORSKA
 
Della poesia di Wislawa, c'è ben poco da dire. Non è una poesia "emozionale",  ma da Grande Autore quale è, ha saputo trasporre così tanta emozione in un testo apparentemente distaccato.

E il distacco dei numeri, unito al ricordo, è il modo migliore per rendere onore a tutte quelle persone che non hanno avuto il coraggio di provare a volare.
7 i grattacieli che facevano parte del complesso del World Trade Center
110 piani per 415 metri di altezza, 63.5 x 63,5 metri le dimensioni delle Torri gemelle.
Minuti:  17 sono i minuti tra l' impatto del primo aereo ed il secondo, quando il mondo stava già quardando le immagini del primo disastro e la parola "attentato" è stata una certezza.
La Torre Sud è collassato depo 56 minuti dall'impatto con l'aereo kamikaze.
La Torre Nord ha collassato dopo 102 minuti.
La Penthouse, edificio numero sette, si è incendiato per la grande dilatazione termica ed i danni conseguenti ai crolli delle altre due torri ed è collassato anch'esso.
2974 morti accertate (2357 dentro i due grattacieli, 441 poliziotti e pompieri, 157 a brdo degli aerei, 19 dirottatori  divisi in 4 aerei ) un terzo delle vittime erano donne.
17400 le persone presenti nel complesso del W.T.C.
Circa 200 persone si gettarono nel vuoto; tempo medio di caduta: 12 secondi.
18 persone che si trovavano ai piani colpiti dagli aerei si sono salvate.
23 persone sono state estratte vive dalle macerie; l'ultimo dopo 27 ore dal crollo.
289 sono i corpi recuperati intatti, ma il 41% delle vittime non è stato identificato.
Bambini: in 3000 hanno perso almeno un genitore; 100 di loro non era ancora nato. Le vittime sono state 8, tutti a bordo degli aerei: il più piccolo aveva solo 2 anni.

Un numero imprecisato di feriti.







FOTOGRAFIA DELL'11 SETTEMBRE


Sono saltati giù dai piani in fiamme –
uno, due, ancora qualcuno
sopra, sotto.

La fotografia li ha fissati vivi, e ora li conserva
sopra la terra verso la terra.

Ognuno è ancora un tutto
con il proprio viso
e il sangue ben nascosto.

C'è abbastanza tempo
perchè si scompiglino i capelli
e dalle tasche cadano
gli spiccioli, le chiavi.

Restano ancora nella sfera dell'aria,
nell'ambito di luoghi
che si sono appena aperti.

Solo due cose posso fare per loro –
descrivere quel volo
senza aggiungre l'ultima frase.




Fotografia z 11 września

Skoczyli z płonących pięter w dół
- jeden, dwóch, jeszcze kilku
wyżej, niżej.
Fotografia powstrzymała ich przy życiu,
a teraz przechowuje
nad ziemią ku ziemi.
Każdy to jeszcze całość
z osobistą twarzą
i krwią dobrze ukrytą.
Jest dosyć czasu,
żeby rozwiały się włosy,
a z kieszeni wypadły
klucze, drobne pieniądze.
Są ciągle jeszcze w zasięgu powietrza,
w obrębie miejsc,
które się właśnie otwarły.
Tylko dwie rzeczy mogę dla nich zrobić
- opisać ten lot
i nie dodawać ostatniego zdania.


LE MIE LACRIME..... - ADAM MICKIEWICZ

sabato, 06 agosto 2011
LE MIE LACRIME..... - ADAM MICKIEWICZ
 
Credo che questa poesia di Adam rappresenti l'espressione di tutta la sua vita. Ho trovato molto poco tradotto (questa è una traduzione autorevole) e il polacco non è un idioma che si possa facilmente intuire.
Mi ha colpito il suo coinvolgimento con la nostra storia, anche per una recente lettura di un romanzo storico del periodo,  il suo verso asciutto, quella capacità di dire tanto con tanto poco: direzione verso cui si sta muovendo oggi la poesia.





Adam è stato uno dei più illustri poeti polacchi. Nato a Zaosie, vicino a Nowogródek, il 24 dicembre 1798, ha ricevuto una istruzione classica, studiando letteratura polacca presso l’Università di Vilnius negli anni che vanno dal 1815 al 1819, anno in cui iniziò l'attività di professore a Kaunas. Si appassiona ai filosofi dell’Illuminismo francese e del Romanticismo e fonda la società segreta Filomati assieme a T. San e J. Jezowski, con intenti culturali e scientifici, che ebbe poi una notevole importanza patriottico-nazionale, ponendosi in atteggiamento critico con il “paterno abbraccio” russo sulla Polonia. Per questo, nel 1823, insieme ad altri membri della società, venne arrestato dalla polizia russa e non tornò mai più nella sua terra madre.
Visse nelle città di Mosca, San Pietroburgo e Odessa, entrando in contatto con gli scrittori russi ed ottenendo i primi consensi come poeta, rinnovando il linguaggio poetico, introducendo il romanticismo e ritornando ai temi delle credenze popolari.
Il suo poema Pan Tadeusz, formato da ben 12 libri, è una lettura obbligatoria nelle scuole polacche; rappresenta uno spaccato della vita nobiliare del tempo ed è molto lirico e nostalgico.
Insegnò letteratura slava a Parigi, presso il Collège de France, ma il suo patriottismo era ancora forte. Si recò a Roma nel 1848, per cercare di convincere il Papa a schierarsi dalla parte degli oppressi, quando questi proclamò il “Simbolo politico polacco”, che rappresentava il manifesto dei volontari che avevano scelto di aderire al suo appello di formare una legione polacca (per affiancare lo sforzo armato dei popoli in lotta per l'indipendenza) che combattesse al fianco degli italiani. Ma sia il Papa che numerosi connazionali polacchi, si rifiutarono di dichiarare guerra all’Austria, quindi Adam partì verso Milano, con la sua legione, inneggiando il motto: per la nostra e la vostra libertà.
Lungo tutto il tragitto vennero accolti con grandi manifestazioni e i discorsi che teneva nelle piazze entusiasmavano i cittadini italiani. Secondo Mickiewicz, gli italiani e i polacchi sono popoli fratelli e nei propri discorsi sottolineava la voglia di libertà e di indipendenza dei due stati amici.
Grazie alle pressioni di Giuseppe Mazzini sul governo provvisorio di Milano, il quale era diffidente verso le formazioni straniere, il patriota riuscì a formare un battaglione polacco che si rese particolarmente utile nei combattimenti tra Lonato, Desenzano e Marazzone.
Dopo la firma dell’armistizio, i legionari polacchi, dal Piemonte si diressero verso la Toscana poiché i piemontesi, ricevettero pressioni dall’Inghilterra e la Francia affinché non provocassero gli austriaci e i russi con formazioni militari polacche.
Purtroppo l’utilizzo della legione di Mickiewicz fu poco rilevante, ma si portò dentro un eco davvero considerabile, tanto che Cavour, nel discorso che tenne alla camera il 20 Ottobre 1848 disse:
il gran moto slavo ha ispirato il primo poeta del secolo, Adam Mickiewicz, e da questo fatto noi siamo indotti a riporre nelle sorti di quel popolo una fede intera. Perché la storia ci insegna che quando la Provvidenza ispira uno di quei geni sublimi, come Omero, Dante, Shakespeare o Mickiewicz, è una prova che i popoli in mezzo ai quali essi sorgono sono chiamati a alti destini.
Il suo patriottismo lo portò a combattere contro i russi ad Istanbul, durante la guerra di Crimea, ma qui il 26 novembre 1855 morì di colera.
La sua tomba si trova presso la Cattedrale di Wawel a Cracovia.




LE MIE LACRIME.....

Le mie lacrime, pure, fitte, scesero
sulla mia infanzia idillica ed angelica,
sulla sciocca e superba giovinezza,
sulla mia età d'uomo, età di sconfitte,
le mie lacrime, pure, fitte, scesero.


(trad. S. Quasimodo)




(Polały się łzy me czyste...)

Polały się łzy me czyste, rzęsiste,
Na me dzieciństwo sielskie, anielskie,
Na moją młodość górna i durną,
Na mój wiek męski, wiek klęski.
Polały sie łzy me czyste, rzęsiste...












http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f3/Autograph-AdamMickiewicz.png

domenica 20 novembre 2011

SILENZIOSA, SVETTANTE - RYSZARD KRYNICKI

lunedì, 27 dicembre 2010
SILENZIOSA, SVETTANTE - RYSZARD KRYNICKI
 
Ogni minima cosa diventa pretesto per condividere, ma quando non hai nessuno con cui farlo, ecco arrivare lancinante la consapevolezza, quella del suo verso ultimo.




SILENZIOSA, SVETTANTE

Silenziosa, svettante,
la luce del primo autunno
ha brillato fuori dalla finestra.

Mi manchi.




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sabato 19 novembre 2011

SFOGLIA I TUOI RICORDI - ADAM ZAGAJEWSKI

venerdì, 25 giugno 2010
SFOGLIA I TUOI RICORDI - ADAM ZAGAJEWSKI
 
Ecco un altro autore che rimpiango di non conoscere, e vi spiego perchè.
Da una intervista raccolta da Ennio Cavalli per l'Unità dell'11/8/2004:

D: Come si insegna a scrivere poesie, Zagajewski? Qual è il suo metodo?

R:Torno a Houston come una rondine al tetto, ogni primavera e trovo una nidiata di allievi. Non esiste un metodo per la poesia. Almeno io non ce l'ho. Ho solo dubbi. Discuto parecchio con i miei allievi. Leggo le loro composizioni. Cerco di aiutarli a capire che tipo di poesia potrebbero fare. Bisogna sempre intuire il risultato ideale, il tema universale che c'è dietro a un'idea. Molti dei miei studenti dimostrano un certo talento. Hanno spazio e possibilità per svilupparlo, partendo dalla condizione di principianti. Cerco di indicare loro la poesia più grande che può nascere da queste prove. E poi leggiamo, discutiamo i grandi maestri. Libri, voci, testimonianze. Analizziamo la complessità dei riferimenti, la struttura dei testi classici e contemporanei.

Ah, essere studente e americana e di Huston.
Ma sono nata troppo presto ed ho sprecato gran parte del mio tempo.
(poeticamente parlando. Cambierei poco della mia vita)

Vedete, anzi sentite,  la differenza di passionalità rispetto ad Hesse del post precedente?





Nato a Leopoli nel 1945, si è laureato alla facoltà di psicologia e di filosofia.
Nel 1968 lo troviamo protagonista del gruppo poetico di Cracovia "Teraz" ed appartenente alla generazione della "Nowa fala" il cui manifesto  è rappresentato da una serie di articoli apparsi tra il '71 ed il '74 ad opera dello stesso Zagajewski e di un altro poeta, Julian Kornhauser, raccolti in volume con il titolo Il mondo non rappresentato.
La sua poesia è stata inizialmente impregnata di politica e non poteva essere diversamente, considerando il luogo ed il tempo in cui è vissuto.
Il  tono della sua poesia è colloquiale e raggiunge livelli alti di lirismo nonostante la semplicità della sua espressione, e non offre difficoltà di traduzione.
E'  uno dei poeti considerati possibili candidati al Premio Nobel.

http://blog.lavorincasa.it/wp-content/uploads/2008/05/57359567.jpg



SFOGLIA I TUOI RICORDI


Sfoglia i tuoi ricordi
cuci per loro una coperta di stoffa.
Scosta le tende e cambia l'aria.
Sii per loro cordiale, leggero.
Questi ricordi sono tuoi.
Pensaci mentre nuoti
nel mare dei Sargassi della memoria
e l'erba marina crescendo ti cuce la bocca.
Questi ricordi sono tuoi,
non li dimenticherai fino alla fine



WSPOMNIENIA


Odwiedzaj swoje wspomnienia,
Uszyj dla niech płócienne pokrowce.
Odsłoń okna i otwórz powietrze.
Bądź dla nich serdeczny i nigdy
nie daj im poznać po sobie.
To są twoje wspomnienia.
Myśl o tym, kiedy płyniesz
w sargassowym morzu pamięci
i trawa morska zarasta ci usta.
To są twoje wspomnienia, których
nie zapomnisz aż do końca życia.

EFFETTO DI ESTRANIAMENTO - RYSZARD KRYNICKI

mercoledì, 07 aprile 2010
EFFETTO DI ESTRANIAMENTO - RYSZARD KRYNICKI

Il poeta è pudico.
Lo è perchè parla di sè, anche se in minima parte, immette nella poesia un moto, l'emozione di un istante vissuto proprio così, lì o altrove, ma comunque vissuto.
Almeno lo dovrebbe.
C'è chi immagina e racconta; ci inonda di versi profondi, ridondanti e colti che però non hanno vita.
Ci si può difendere da versi così? Mah!
Se piacciono, sono pur sempre poesia: falsa, copiata sbirciando componimenti di altri, ma di base una certa sensibilità c'è.
Io ho un sistema: scelgo un momento mio della giornata, butto i pensieri e leggo a voce alta, fingendomi l'autore e poi mi interrogo.
Posso dire di essere stata onesta nella lettura? Ho interpretato bene il suo pensiero? E come ne esce il suono? Scivolano le parole, o si arrotolano su se stesse?
Ecco, rispondendo a tutto questo ottengo delle prime risposte che saranno convalidate o smentite da poesie successive.
Non ho mai provato a leggere le poesie in altre lingue che la mia. Deve essere una esperienza esaltante.
Purtroppo mi difetta la pronuncia di molti idiomi, quindi è una esperienza che non farò mai.
Accetto senza riserve, quindi, il dire di questo autore. La semplicità dello scritto (e la bravura del traduttore: non scordiamoli mai) ne fa un testo prezioso.

.........



Ryszard Krynicki è nato il 24 giugno del 1943 nel lager austriaco di Winberg, a Sant Valentin. Il poeta polacco è anche traduttore dal tedesco di Benn, Brecht, Paul Celan. Gli esordi di Krynicki nel 1968 sono legati al movimento di Nowa Fala (Nuova Ondata), composto da poeti accomunati da uno sguardo lucido e critico sul regime e dalla volontà di rispecchiarne, nella maniera più fedele, il grigiore e la disperazione quotidiani. A partire dalla fine degli anni Settanta il poeta vira verso uno stile più conciso. Compone haiku, rende omaggio al maestro Celan, e si avvicina a una poetica imperniata sul silenzio, tendendo, come ha dichiarato in un'intervista, ai limiti del proprio linguaggio personale, a quelle due parole separate da una virgola che sono l'unico breve verso di una sua poesia: "Niente, Dio". In Italia i suoi testi sono stati tradotti da Francesca Fornari. Sue poesie sono reperibili nell'antologia "Almanacco dello specchio 2007" edito dalla Mondadori.

* Le informazioni sono state reperite nell'articolo di Francesca Fornari su POESIA di Marzo 2009

.............http://www.impressionisoggettive.it/foto%20link%20stefy/sassolini%20sulla%20spiaggia.jpg

EFFETTO DI ESTRANIAMENTO


Preferisco leggere i miei versi in una lingua straniera:
occupato a rigirare cautamente in bocca
i sassolini della pronuncia corretta

sento meno la spudoratezza della mia confessione.


 

LA STAZIONE - WISLAWA SZYMBORSKA

venerdì, 04 dicembre 2009
LA STAZIONE - WISLAWA SZYMBORSKA

Due eccezioni.
La prima è che avevo postato recentemente una poesia della medesima autrice, e la seconda è la lunghezza della poesia, che spesso le rende  ripetitive e noiose.
Ma non questa. Sarà la lievità del verso, quel modo di scrivere come se ci mettesse a parte di un segreto, sarà il contenuto, lo stato d'animo di questa sera....



http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs158.snc1/5888_1183988450822_1561569306_481885_5949098_n.jpg





LA STAZIONE


Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.
Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.
 

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NULLA E' IN REGALO - WISLAWA SZYMBORSKA

martedì, 01 dicembre 2009
NULLA E' IN REGALO - WISLAWA SZYMBORSKA

Ogni poesia di questa autrice è una magia.
Soggetti apparentemente banali, si innalzano a concetti e postulati.
E noi ammiriamo ed imitiamo.


http://farm4.static.flickr.com/3169/2835233351_2debce8fe6.jpg?v=0


NULLA E' IN REGALO



Nulla è in regalo,tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
E' così che stanno le cose,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
E' troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno,per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio,non un peduncolo
da conservare per sempre.
L'inventario è preciso
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove,quando e perché
ho permesso di aprirmi
quel conto.
Chiamiamo anima
la protesta contro di esso.
E questa è l'unica cosa
che non c'è nell'inventario.




venerdì 18 novembre 2011

NON MIO - CZESLAW MILOSZ

martedì, 17 novembre 2009
NON MIO - CZESLAW MILOSZ

Ho sempre odiato la finzione. Senza mezzi termini, senza se o ma.
Poi ahimè si cresce e se il mio principio resta ancora intatto, tuttavia adesso ammetto il tacere la verità.
Un compromesso, anche con me stessa.






Czeslaw Milosz è nato a Szetejni [Lituania] nel 1911.
Figlio di Aleksander Milosz, ingegnere civile e di Weronica,née Kunat.
Ha frequentato le scuole superiori e l'università a Wilno, in Polonia. Cofondatore del gruppo letterario "Zagary", ha fatto il suo debutto nel 1930 con due volumi di poesia.
Lavorò per la radio Polaca. Passò la maggiorparte del tempo durante la guerra a Varsavia lavorando per la stampa underground.

E' stato addetto culturale all'ambasciata polacca a Washington e a Paris nel 1951. Chiese poi asilo politico in Francia, e si è trasferito negli Stati Uniti. Ha insegnato letteratura polacca a Berkeley [California].
Nel 1980 gli è stato dato il nobel per la letteratura con la motivazione:
"A chi con voce lungimirante e senza compromessi ha esposto la condizione dell'uomo in un mondo di duri conflitti."
Nello stesso anno, gli operai di Solidarnosc trascrivono brani di una sua poesia ai piedi di un monumento dedicato ai lavoratori uccisi dalla polizia di partito durante gli scioperi di contestazione. Nel 1993 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour.
Czeslaw Milosz è morto il 14 agosto 2004.



http://images3.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/9/93/Munch_scream_detail.jpg



NON MIO


Fingere tutta la vita che il loro sia il mio mondo,
e sapere quanto infamante sia tale finzione.
E tuttavia che fare? Se mi mettessi a urlare
e a profetare, nessuno sentirebbe.
Non a questo servono i loro microfoni, gli schermi.
Altri simili a me vagano per le strade
e parlano da soli. Dormono al parco, sopra una panchina,
o nei sottopassaggi, sull’asfalto. Troppo poche le carceri
per rinchiudervi tutti i poveri del mondo.
Sorrido e taccio. Ormai sono al sicuro.
Sedermi a un tavolo di eletti – questo mi riesce bene.





giovedì 17 novembre 2011

ABC - WISLAWA SZYMBORSKA

domenica, 01 novembre 2009
ABC - WISLAWA SZYMBORSKA

Ci sono delle poesie che non appartengono più agli autori: per profondità, per clamore, per averle studiate fino alla noia, perfino, appartengono a noi tutti.
Quelle della Wislawa appartengono a questa categoria (e non certo per averle studiate a scuola!) .





Wislawa Szymborska nasce nel 1923 a Kornik, nella Polonia occidentale, ma già nel 1931 con la famiglia si trasferisce a Cracovia. Frequenta l'ambiente culturale dell'epoca, orientato politicamente a sinistra, debuttando nel 1945 sulla rivista Walka (La Lotta) con la poesia “Cerco la parola”. Tre anni dopo completa la sua prima raccolta di poesie.
Nel 1952 si iscrive al Partito Comunista, come molti altri giovani scrittori dell'epoca. Ciò determina la sua successiva produzione poetica, più impersonale e influenzata dal realismo socialista di stampo sovietico.
Nello stesso anno esce la raccolta Per questo viviamo. Nel 1953 inizia la collaborazione con la rivista letteraria Vita Letteraria.

Nel 1954 si reca in Bulgaria; negli anni seguenti effettua numerosi viaggi in Francia, in Unione Sovietica, in Gran Bretagna, in Olanda, in Austria. E' del '54 la raccolta Domande rivolte a stessa.
Nel 1957 esce la raccolta Appello allo Yeti, dove, distaccandosi dall'ideologia imperante, rivela un suo stile poetico personalissimo ed originale; segue nel 1962 la pubblicazione di Sale. Dall'inizio degli anni 60 in poi le sue opere iniziano ad essere pubblicate ed apprezzate in numerosi paesi stranieri: Germania, Inghilterra, Russia, Svezia, ecc.

Nel 1966 si dimette dal Partito e gradualmente diminuiscono i suoi incarichi nella rivista Vita Letteraria, con la quale interrompe definitivamente ogni collaborazione nel 1981, quando il generale Jaruzelsky impone lo stato di guerra e lo scioglimento di Solidarnosc.
Nel 1967 vengono pubblicate le raccolte Cento giochi e Uno spasso; nel 1972 esce In ogni caso e nel 1976 Grande numero.
A partire dal 1981 si avvicina sempre di più agli ambienti dell'opposizione democratica; nel 1986 rifiuta un noto premio statale per la raccolta Gente sul ponte, che vince il Premio per la Cultura di Solidarnosc clandestina.
Nel 1993 esce un'altra raccolta, La fine e l'inizio. Nel 1996 ottiene il Premio Nobel per la Letteratura e nello stesso anno vince il Premio "Pen - book of the Month Club Translation Prize" per la raccolta Vista con un granello di sabbia.
Vive attualmente a Cracovia. 

Sintetizzato (ma non troppo) dal sito PERGIOCO








ABC


Ormai non saprò più
cosa di me pensasse A.
Se B. fino all'ultimo non mi abbia perdonato.
Perché C. fingesse che fosse tutto a posto.
Che parte D. avesse nel silenzio di E.
Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa.
Perché G. facesse finta, benché sapesse bene,
Cosa avesse da nascondere H.
Cosa volesse aggiungere I.
Se il fatto che io c'ero, lì accanto,
avesse un qualche significato
per J., per K. e per il restante alfabeto.

 

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