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sabato 26 novembre 2011

I MESSAGGI - ABILIO ESTEVEZ

mercoledì, 31 agosto 2011
I MESSAGGI - ABILIO ESTEVEZ
 
Poesia o prosa poetica? Qual'è il confine tra le due?
I versi di Abilio sono larghi.  Sembra che presti la sua penna ad altri; c'è sentimento in quello che scrive, ma anche distacco, come se scrivendo abbandonasse i sentimenti e le emozioni volgendo loro le spalle.
Solo una sensazione, una domanda che vorrei fargli, se riuscissi ad intervenire ad un suo reading in italia.
Se qualcuno ne avesse notizia e volesse indicarmene luogo e data....





I MESSAGGI


Vado tutti i giorni in riva al mare: ho imparato a
decifrare i messaggi degli uomini.
So di fogli, grigi o gialli, con grafie disperate
dentro bottiglie che non possono essere aperte dalle onde. Grida,
gemiti alla deriva che giungeranno intatti fino al Baltico o
al Mar del Giappone.
A forza di trovarli tra la sabbia, provenienti da tutti
i punti della terra, so riconoscere i quattro versi
del languido, la sua richiesta d'aiuto rimata in strofe impeccabili.
So distinguere le lacrime dozzinali con cui il grossolano sigilla il suo
appello, le imprecazioni del violento e il tono freddo dell'orgoglioso.
So riconoscere il messaggio del nostalgico: appone
sempre ben chiari nome e data.
L'abitudine a ricevere messaggi mi permette di affermare che
dietro ogni cuore disegnato si nasconde un'anima di
vergine, così come gli anziani disegnano orologi e gli
adolescenti ghigliottine.
Ci sono lunghi lamenti: appartengono al vanitoso, che descrive
prolissamente le sue aspirazioni e tutto quanto tradisce il
tempo,tutto quanto si è trasformato in nulla e in menzogna.
Una donna di carattere aggiunge il ritratto in cui la si vede di profilo,
seria e orgogliosa, con un vestito da sera e una collana di zaffiri.
Il credente esige; l'incredulo supplica; l'indifferente
si dimentica di firmare.
La lettera del saggio è un foglio in bianco.




lunedì 21 novembre 2011

RESISTENZA - ABILIO ESTEVEZ

mercoledì, 29 giugno 2011
RESISTENZA - ABILIO ESTEVEZ
 
Continuo  il tema del viaggio, con questo testo di Abilio, un autore già presente nel blog, che propone la sua disillusione ed il suo monito a stare accorti alle scorciatoie, ai facili tesori che ci vengono proposti.
Alla nostra vita non serve un tesoro, serve piuttosto immagazzinare l'esperienza che ci troviamo ad affrontare, per non restare impreparati, ripiegati su noi stessi, buttati sul primo scalino o sul primo lembo di terra lasciato libero da altri.
Una annotazione: quel distico finale, incorniciato - per così dire - entro due parentesi, ha il sapore di una frase sussurrata, di una confidenza. Eppure il tono è urgente, come se l'autore ci stesse strattonando per portarci via.
Mi corre il pensiero ad altri versi: "non ragioniam di lor, ma guarda e passa".






RESISTENZA


Non ci sono tesori, dicono i pellegrini che ritornano.
Se ne stanno lì, sul ciglio delle strade, sulle sponde di mari e
fiumi, senza dormire e senza poter toccare l'acqua, maleodoranti e
allucinati, a indicare impauriti l'orizzonte.
Non ci sono tesori, dicono e chiudono gli occhi, e spezzano i
bastoni, e si gettano a terra e non aspettano.
Non implorano più, non supplicano più. Il cielo non risponde e
non c'è speranza nei sogni.
È una menzogna la storia dei galeoni sommersi. Non
esistono i forzieri sepolti sul fondo degli oceani, con
tutto l'oro delle antiche corti, coi rubini, gli
smeraldi e le corone degli imperi scomparsi.
Non c'è mai stato un simile sfavillio in mezzo ai pesci,
ripetono, deliranti, i pellegrini che tornano.
Ignori perché si sono stancati, chi li ha dissuasi, quale
demone dell'impazienza ha spento tra le alghe la luce
dell'oro e delle pietre preziose.
Tu ti fermi un istante.
Non ci sono tesori, gridano disperati.
(Non voltare la testa. Non li vedere con gli occhi vuoti. Non
li sentire. La strada è lunga e non c'è tempo da perdere.)




martedì 15 novembre 2011

SCELTE - ABILIO ESTEVEZ

sabato, 17 gennaio 2009
SCELTE - ABILIO ESTEVEZ

Trovo un certo legame tra questo Estevez e la poesia CERTO CHE FA MALE della Boye








Ho scoperto veramente poco di lui.
Il sito www.ZAM.IT dice
Abilio Estévez è nato nel 1954 all’Avana e da alcuni anni vive in Spagna dove scrive opere teatrali, poesie e racconti. Il suo primo romanzo, Tuo è il regno,  è stato pubblicato nel 1997 e l’hanno tradotto in undici lingue.
Quella che segue e' inserita del volume Manual de las tentaciones (1989).







SCELTE


Scegliere una porta significa non aprirne altre.
Un piacere presuppone che molti piaceri non verranno
vissuti, così come ogni tristezza dispensa da tante tristezze.
L'amante che porti a letto è uno tra tutti quelli possibili.
La parola per cui opti impedisce l'uso di un numero
indefinito di parole.
Visiti un luogo perchè altri luoghi restino ad aspettarti.
Solo il giorno che sorge per la tua morte è un giorno
qualsiasi, una casualità.





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