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domenica 29 marzo 2015

PRIMAVERA - EMILY DICKINSON

Emily Dickinson è una scrittrice cara a un caro amico che, per vari motivi non sento da molto tempo e mi manca.
Mi è capitato di leggere questa poesia e da qui capisco il suo bisogno di spazio, il gusto per le descrizioni ed i suoi rimproveri ai miei testi. 
Si può dire qualcosa che non sia già stato detto delle poesie della Dickinson? 
 Pare non abbia mai considerato concluso un testo. Spesso segnava i suoi manoscritti con asterischi,  ed a margine riscriveva dei versi alternativi. Attribuiva una grance importanza alla punteggiatura; i segni che inseriva nei suoi testi erano sempre diversi per forma e dimensioni. Al momento della pubblicazione, i testi furono rivisti e i segni soppressi quasi interamente a causa di una censura che operò soprattutto su parole e linguaggio. 
Nel testo che segue è pregevole il clima di aspettativa reso dall'insieme delle frasi spezzate che raccoglie in un mazzo nella riflessione finale.
Riguardo alla traduzione, ho trovato un sito contenente anche questa poesia, ma non aveva, a mio avviso, la stessa musicalità di questo testo, per cui ho lasciato che resti anonimo il suo autore, salvo rettificarlo quando potrò attribuirlo con certezza.





                   PRIMAVERA

Qualcosa di cambiato nell'aspetto dei monti;
Una luce splendente che riempie il villaggio;
Un'aurora più vasta;
Più profondo il crepuscolo sul prato;
L'orma di un piede vermiglio;
Un dito porporino sul pendio;
Una mosca insolente contro i vetri;
Un ragno che ritorna al suo lavoro;
Più maestoso l'incedere del gallo;
Un'attesa di fiori dappertutto;
L'ascia che canta stridula nei boschi;
Odor di felci su vie non battute,
Queste e altre cose che non posso dire,
L'aria furtiva che anche voi sapete,
Ed il mistero di Nicodemo
Ha la sua replica annuale.



SPRING

An altered look about the hills;
A Tyrian light the village fills;
A wider sunrise in the dawn;
A deeper twilight on the lawn;
A print of a vermilion foot;
A purple finger on the slope;
A flippant fly upon the pane;
A spider at his trade again;
An added strut in chanticleer;
A flower expected everywhere;
An axe shrill singing in the woods;
Fern-odors on untravelled roads,
All this, and more I cannot tell,
A furtive look you know as well,
And Nicodemus' mystery
Receives its annual reply.


sabato 19 novembre 2011

SPIEGAZIONE NECESSARIA - GHIANNIS RITSOS

lunedì, 05 aprile 2010
SPIEGAZIONE NECESSARIA - GHIANNIS RITSOS
 
Si, ci sono poesie che una volta scritte e fatte leggere, ci accorgiamo che quello che ritorna dagli altri è uno degli  aspetti del nostro sentire a cui...non avevamo pensato affatto.
Ci sono versi che vengono in mente e quindi trascritti impulsivamente senza un perchè e senza quindi che se ne possa dare una spiegazione razionale.
Ma poi, non è detto che le poesie vadano necessariamente spiegate: non è così?....
..............


.....


SPIEGAZIONE NECESSARIA

Ci sono versi – a volte poesie intere –
che neanch’io so cosa voglion dire. Quello
che non so
mi trattiene ancora. E tu hai ragione a chiedere.
Ma non chiedere a me.
Ti ho detto che non so.
Due luci parallele
dallo stesso centro. Il rumore dell’acqua
che cade, d’inverno, dalla grondaia colma
o il rumore di una goccia che stilla
da una rosa nel giardino annaffiato
lentamente, lentamente, una sera primaverile
come il singhiozzo di un uccello. Non so
cosa vuol dire questo rumore; e tuttavia l’accetto.
Le cose che so te le spiego. Non mi dimentico.
Ma anche queste cose aggiungono qualcosa
alla nostra vita. La guardavo
mentre dormiva, il ginocchio piegato ad angolo
sul lenzuolo –
Non era solo l’amore. Questo angolo
era il crinale della tenerezza, e il profumo
del lenzuolo, di pulito e di primavera completavano
quell’inspiegabile che ho tentato, ancora
inutilmente, di spiegarti.


(Traduzione di Nicola Crocetti)


Αναγκαία Εξήγηση


Εἶναι ὁρισμένοι στίχοι-κάποτε ὁλόκληρα ποιήματα-
ποὺ μήτε ἐγὼ δὲν ξέρω τί σημαίνουν. Αὐτὸ ποὺ δὲν ξέρω
ἀκόμη μὲ κρατάει. Κι ἐσὺ ἔχεις δίκιο νὰ ρωτᾷς.
Μὴ μὲ ρωτᾷς.
Δὲν ξέρω σοῦ λέω.
Δυὸ παράλληλα φῶτα ἀπ᾿ τὸ ἴδιο κέντρο. Ὁ ἦχος τοῦ νεροῦ
ποὺ πέφτει τὸν χειμῶνα, ἀπ᾿ τὸ ξεχειλισμένο λοῦκι
ἢ ὁ ἦχος μιᾶς σταγόνας καθὼς πέφτει
ἀπό ῾να τριαντάφυλλο στὸν ποτισμένο κῆπο
ἀργὰ-ἀργὰ ἕνα ἀνοιξιάτικο ἀπόβραδο
σὰν τὸν λυγμὸ ἑνὸς πουλιοῦ. Δὲν ξέρω
τί σημαίνει αὐτὸς ὁ ἦχος-ὡστόσο ἐγὼ τὸν παραδέχομαι.
Τ᾿ ἄλλα ποὺ ξέρω στὰ ἐξηγῶ. Δὲν τὸ ἀμελῶ.
Ὅμως κι αὐτὰ προσθέτουν στὴ ζωή μας. Κοιτοῦσα
ὅπως κοιμότανε, τὸ γόνατό της νὰ γωνιάζει τὸ σεντόνι-
Δὲν ἦταν μόνο ὁ ἔρωτας. Αὐτὴ ἡ γωνία
εἶναι ἡ κορυφογραμμὴ τῆς τρυφερότητας, καὶ τὸ ἄρωμα
τοῦ σεντονιοῦ, τοῦ λευκοῦ καὶ τῆς ἄνοιξης, συμπλήρωναν
ἐκεῖνο τὸ ἀνεξήγητο ποὺ ζήτησα, ἄσκοπα καὶ πάλι, νὰ στὸ ἐξηγήσω.





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SPECCHIO - SALVATORE QUASIMODO

domenica, 21 marzo 2010
SPECCHIO - SALVATORE QUASIMODO
 
Ragazzi, è arrivata anche quest'anno la primavera.
Non diamola tanto per scontato; se ci fosse una nuova Era glaciale, ci sarebbe da aspettarla durante un inverno interminabile: speriamo di non viverla mai.

E stupiamoci ogni tanto di quello che la natura ci prepara.
Al di là della data  convenzionale, ogni tanto controlliamo l'albero sotto casa e controlliamo anche dentro di noi.
Anche noi siamo parte della natura, anche in noi si manifesta la primavera.
Questo il messaggio di Salvatore Quasimodo: la primavera (la serenità) può apparire all'improvviso.

http://www.trinacriabonsai.com/Public/data/kitora/200911516537_IMG_0197.JPG



SPECCHIO

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.



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