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sabato 3 gennaio 2015

L'ULTIMO DESIDERIO DI JOSE' SARAMAGO

 18 GIUGNO 2010 - 18 GIUGNO 2011





Ad un anno dalla scomparsa dello scrittore e egiornalista portoghese José Saramago, sua moglie Pilar Del Rio ha reso possibile l'ultimo desiderio dell'artista e cioè che le sue ceneri fossero sepolte sotto un albero di olivo.
La singolare cerimonia ha avuto luogo nel Campo Das Cebolas, vicino al fiume Tago. L'ulivo si trova dove ha sede la fondazione Saramago. Alla cerimonia hanno partecipato circa 300 persone, tra amici, familiari, seguaci, giornalisti e il sindaco della città Antonio Costa ha deposto sull'urna coi resti, della terra portata da Lanzarote dove lo scrittore visse gli ultimi anni della sua vita in compagnia di sua moglie.
Pilar Del Rio in questa occasione ha annunciato ai media che durante i mesi successivi la capitale portoghese sarebbe stata piena di esposizioni, conferenze ed eventi sulla figura dello scrittore.
Fonte: TN.com



giovedì 4 settembre 2014

Lettere: da Guido Gozzano a Amalia Guglielminetti





Ma come fare per dirle che i suoi versi mi sono piaciuti? Si dice così anche quando non è vero. Come fare per dirle che di molti suoi sonetti sono innamorato? Lei non sa, Egregia, che cosa significhi per me l’essere innamorato d’una poesia? Significa questo: averne la presenza nel cervello, con una dolcezza quasi importuna, sentirne pulsare il ritmo di continuo nelle cose più diverse e più bizzarre: nel mare, nel treno, nel ticchettio dell’orologio, nel soffiare del vento fra i palmizi, nel contare le goccie di creosoto, nel tinnire delle posate, nel gridio de’ bimbi… Proprio! E molti dei suoi sonetti mi perseguitano. Mi balza alla mente una quartina, due: mi abbandono a quella dolcezza: la memoria ad un tratto s’arresta e il piacere del sogno si stronca a metà.

Lettera di Guido Gozzano a Amalia Guglielminetti

 

sabato 16 giugno 2012

VOCI DELL'ARIA - KATERINE MANSFIELD


"Le poesie a Villa Pailine, eccetto il sonetto a L. H. B., furono scritte in circostanze curiose. Villa Pauline era un cottage di quattro stanze, in riva al Meditetìrraneo, ove abbiamo vissuto nel 1916. Per una settimana intera ci impagnammo alla poesia: dopocena, sedendo insieme a una minuscola tavola della cucina, abbiamo scritto versi intorno un tema che sceglievamo al momento. Mi sembra ora quasi miracoloso che una poesia squisita come, per esempio, Voci dell'aria, possa essere stata composta in questo modo."
dalla prefazione di "Poemetti", Giulio Einaudi Editore, Collezione di poesia.

Il ricordo è di John  Middleton Murry, marito di Katerine.
Onestamente, non mi è piaciuta la traduzione contenuta nel volume, ed ho voluto postare una mia versione.





VOCI DELL'ARIA


E poi arriva quel momento raro
quando per un misterioso motivo
piccole voci dell'aria
vincono sul mare ed il vento.

Il mare ed il vento devono obbedire
sospirando e sussurrando due note
basse e prolungate, paghi di suonare
un accordo ronzante per piccole gole -

Piccole gole che cantano e salgono
verso la luce con sorprendente facilità
e una specie di magico, dolce stupore 
di ascoltarsi e riconoscersi l'una con l'altra -

Per queste piccole voci: l'ape, la mosca,
la foglia che vibra, il guscio che s'incrina,
la brezza che incurva l'erba del prato
il ronzio improvviso che fanno gli insetti.

Trad. Carla Natali



VOICES OF THE AIR


But then there comes that moment rare
When, for no cause that I can find,
The little voices of the air
Sound above all the sea and wind.

The sea and wind do then obey
And sighing, sighing double notes
Of double basses, content to play
A droning chord for the little throats—

The little throats that sing and rise
Up into the light with lovely ease
And a kind of magical, sweet surprise
To hear and know themselves for these—

For these little voices: the bee, the fly,
The leaf that taps, the pod that breaks,
The breeze on the grass-tops bending by,
The shrill quick sound that the insect makes.

lunedì 4 giugno 2012

CONOSCERE I POETI: RAYMOND CARVER







A Sky House* il mondo appare vicino e lontano allo stesso tempo. E' un pò come trovarsi su una gigantesca ma comoda nave sul bordo della cartolina che è lo stretto di Juan de Fuca e, oltre, la città di Vittoria circondata da colli..... un luogo spesso offuscato da nebbia, nuvole basse e piovose.
...

Poichè Sky House è tutta finestre, quando si sta dentro questa casa di vetro sembra di stare all'aperto, e si può osservare ogni cosa senza disturbarla. Uccelli si posano sulle cime degli alberi all'altezza degli occhi di chi osserva, portando nel becco le pagliuzze per costruire il nido.
...
C'è sempre qualcosa che va o che viene. Le ombre dei gabbiani in volo attraversano i sette lucernari e rasentano il tavolinetto di cristallo del salotto perchè anche i mobili sono stati scelti per permettere al mondo esterno di penetrare e di sfiorare il mondo interiore delle stanze, che sono piene di luce, e d'estate si riesce a leggere fino alle dieci e mezza di sera denza bisogno di accendere la lampada.
Carver passò qui l'invero e la primavera, e la casa è perfetta in questo periodo in cui le giornate sono così brevi. Insomma, se si deve restare soli, Sky House è un gran bel posto, perchè il mondo lì diventa un compagno, non solo un ospite.
Il silenzio delle stanze è molto profondo e circolare. Non si capisce bene perchè. Forse perchè qui non è mai stata pronunciata una parola irata. Forse perchè, nel cuore del mondo, c'è quell'istante fermo in cui l'uccello riposa sul ramo. Sky House è quel momento.
In quei giorni Ray si muoveva in uno sciame di poesie, come un apicoltore in estasi che se ne va in giro circondato da una nuvola di api. Cerca di vedere il mondo, ma lo vede attraverso le api (ovvero le poesie) e ogni volta che vuole dire qualcosa a qualcuno gli esce fuori una poesia. Era una specie di re Mida delle poesie. Ogni cosa che toccava o guardava si trasformava in una poesia, che per lui era come l'oro. Ma a differenza di re Mida non soffriva di questa contaminazione. Piuttosto era come se il mondo gli si avvicinasse sempre più intimamente parlando la lingua a lui più cara: la lingua della poesia, che dava al mondo l'importanza che meritava, ma allo stesso tempo, per via del rifiuto di Ray di elevare troppo il tono, lasciava al mondo il suo mistero, la distanza e la dignità di restare semplice e intatto come la neve che si posa su un ramo di abete.
Tess Gallagher

***

Quando la Gallagher, che all'epoca insegnava Syracuse, nello stato di New York, approfittando delle vacanze andava a trovarlo, l'ispirato stato di grazia, l'atmosfera satura di storie/poesie la contagiava, e anche lei scriveva poesie narrative o racconti poetici come se "le api del mio compagno mi avessero accettata e andassi in giro anch'io circondata dal bozzolo di quei satelliti della nostra essenza e del mondo che sono le poesie".

***

*Sky House è una casa che Tess Gallagher aveva progettato e dove Raymond si ritirò dopo aver ricevuto una sovvenzione esentasse di 3.500 dollari all'anno per cinque anni.

Stralcio da: Racconti in forma di poesia Edizioni Minimum Fax, 1999