sabato, 25 luglio 2009
PROTEGGO I TUOI OCCHI - ADY ENDRE
Ady, Endre (Ermindszent, Transilvania 1877 - Budapest 1919), poeta ungherese. Dopo gli studi universitari, lavorò come redattore al quotidiano 'Budapesti Napló' e collaborò alla rivista 'Nyugat' (Occidente), intorno cui si raccolsero i maggiori esponenti della letteratura magiara. La sua prima opera importante fu la raccolta di liriche Nuove poesie (1906), seguita da Sangue e oro (1907) e Sul carro di Elia (1908). Queste opere, dissacratorie nei confronti dei valori dominanti, influenzate dal simbolismo francese che Ady aveva conosciuto a Parigi, vennero accolte con entusiasmo dai giovani.
Nonostante i problemi di salute e una vita affettiva turbolenta, negli anni successivi pubblicò diverse raccolte (Vorrei che mi amaste, 1909; Versi di tutti i segreti, 1910; La vita che fugge, 1912; L'amore di noi stessi, 1913; Chi mi ha visto?, 1914), oltre a saggi e racconti. Le ultime opere (Guidando i morti, 1918, e Le ultime navi, postumo, 1923) sono dedicate agli orrori della guerra, in cui Ady vede l'ultima espressione del potere che travolge l'individuo.
Il tutto tratto da "Encarta".
Delle altre cose che ho letto di questo autore, ho notato, effettivamente che i suoi versi tendono ad essere cupi ma non pessimisti.
Le stelle cadenti mi hanno illuminato,
mandragore da poco stordito
e, in luogo della vita, non ho avuto che ore
oppure
Belva di spente età, mi bracca l’orrore,
sono arrivato da te
attraverso rovine di mondi,
e attendo, insieme a te, atterrito.
Lo hanno definito fatalista, ma forse andrebbe inquadrato nel periodo storico in cui visse.
Magari nel prossimo post con una sua nuova poesia.
Non trovate una somiglianza nel tema di questa poesia con quella di Montale
Ho sceso dandoti il braccio?
PROTEGGO I TUOI OCCHI
Stringo con la mia mano
che invecchia, la tua mano,
e proteggo i tuoi occhi
con questi occhi che invecchiano.
Belva di spente età, mi bracca l'orrore,
sono arrivato da te
attraverso rovine di mondi,
e attendo, insieme a te, atterrito.
Stringo con la mia mano
che invecchia, la tua mano,
e proteggo i tuoi occhi
con questi occhi che invecchiano.
Non so perché né sino a quando
rimarrò qui con te:
ma stringo la tua mano
e proteggo i tuoi occhi.
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