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sabato 19 novembre 2011

SULL'ORLO DI UN PRECIPIZIO SELVAGGIO - ADY ENDRE

venerdì, 28 maggio 2010
SULL'ORLO DI UN PRECIPIZIO SELVAGGIO - ADY ENDRE
 
In questa poesia l'autore sembra voler suggellare il sentimento di appartenenza.
Non c'è scampo per chi si trova sull'orlo di un baratro:  non c'è modo di fuggire o di mettersi in salvo.
Ma dov'è finito il fatalismo con cui lo etichettano?
Io qui trovo un Ady propositivo,  anche se velato di una malinconia cupa con cui si chiude al mondo,  si isola ma trova  il suo sufficente per vivere.








Sono spiacente di rimuovere questo testo
Sono in attesa di una nuova traduzione, spero migliore.




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venerdì 18 novembre 2011

PARENTE DELLA MORTE - ADY ENDRE

sabato, 28 novembre 2009
PARENTE DELLA MORTE - ADY ENDRE

Come dicevo nel precedente post dedicato a questo autore, i suoi versi, pur essendo cupi ( cosa c'è di più cupo della morte? ) non sono pessimistici.
Qui lui comunque ama: la vita in generale e perfino la solitudine che è una delle sue componenti.


http://blogs.kykoo.it/smoke/wp-content/uploads/dsc_0010.jpg



PARENTE DELLA MORTE


Io sono parente della Morte,
amo l'amore che svanisce,
amo baciare,
chi se ne va.

Amo le rose malate,
bramose quando sfiorite, le donne,
i lucenti, i malinconici
tempi d'autunno.

Amo delle ore tristi
lo spettrale, monitorio richiamo,
della grande Morte, della santa Morte
il sosia giocoso.

Amo chi è in partenza,
chi piange e chi si sveglia,
e nei freddi mattini brinati
i campi.

Amo la stanca rinuncia,
il pianto senza lacrime e la pace,
di saggi, poeti, malati
il rifugio.

Amo chi è deluso,
chi è invalido, chi si è fermato,
chi non crede, chi è malinconico:
il mondo.

Io sono parente della Morte,
amo l'amore che svanisce,
amo baciare,
chi se ne va.




giovedì 17 novembre 2011

PROTEGGO I TUOI OCCHI - ADY ENDRE

sabato, 25 luglio 2009
PROTEGGO I TUOI OCCHI - ADY ENDRE






Ady, Endre (Ermindszent, Transilvania 1877 - Budapest 1919), poeta ungherese. Dopo gli studi universitari, lavorò come redattore al quotidiano 'Budapesti Napló' e collaborò alla rivista 'Nyugat' (Occidente), intorno cui si raccolsero i maggiori esponenti della letteratura magiara. La sua prima opera importante fu la raccolta di liriche Nuove poesie (1906), seguita da Sangue e oro (1907) e Sul carro di Elia (1908). Queste opere, dissacratorie nei confronti dei valori dominanti, influenzate dal simbolismo francese che Ady aveva conosciuto a Parigi, vennero accolte con entusiasmo dai giovani.
Nonostante i problemi di salute e una vita affettiva turbolenta, negli anni successivi pubblicò diverse raccolte (Vorrei che mi amaste, 1909; Versi di tutti i segreti, 1910; La vita che fugge, 1912; L'amore di noi stessi, 1913; Chi mi ha visto?, 1914), oltre a saggi e racconti. Le ultime opere (Guidando i morti, 1918, e Le ultime navi, postumo, 1923) sono dedicate agli orrori della guerra, in cui Ady vede l'ultima espressione del potere che travolge l'individuo.

Il tutto tratto da "Encarta".

Delle altre cose che ho letto di questo autore, ho notato, effettivamente che i suoi versi tendono ad essere   cupi ma non  pessimisti.

Le stelle cadenti mi hanno illuminato,
mandragore da poco stordito
e, in luogo della vita, non ho avuto che ore


oppure

Belva di spente età, mi bracca l’orrore,
sono arrivato da te
attraverso rovine di mondi,
e attendo, insieme a te, atterrito.



Lo hanno definito fatalista, ma forse andrebbe inquadrato nel periodo storico in cui visse.
Magari nel prossimo post  con una sua nuova poesia.

Non trovate una somiglianza nel tema di questa poesia con quella di Montale Ho sceso dandoti il braccio?






PROTEGGO I TUOI OCCHI




Stringo con la mia mano
che invecchia, la tua mano,
e proteggo i tuoi occhi
con questi occhi che invecchiano.

Belva di spente età, mi bracca l'orrore,
sono arrivato da te
attraverso rovine di mondi,
e attendo, insieme a te, atterrito.

Stringo con la mia mano
che invecchia, la tua mano,
e proteggo i tuoi occhi
con questi occhi che invecchiano.

Non so perché né sino a quando
rimarrò qui con te:
ma stringo la tua mano
e proteggo i tuoi occhi.






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