Altra poesia, altro autore, altro modo di concepire la poesia.
Questa volta l'amore è raccontato con una formula diversa. I versi, nella loro voglia di dire, si fanno indiretti, senza metafore.
Solo circonlocuzioni che raggiungono il loro scopo.
Se aggiungiamo la forma diretta, colloquiale della stesura, raggiungiamo il risultato di una poesia moderna.
Il contenuto, poi, la colloca tra una delle migliori poesie che abbia mai letto.

Nizar Qabbani (Damasco 21 marzo 1923- Londra 30 aprile1998) poeta siriano dallo stile raffinato, diplomatico è stato anche un editore siriano. Tuttora è considerato uno dei più importanti e più famosi poeti arabi nei tempi moderni, uno dei maggiori della letteratura araba del XX secolo.
Un esploratore elegante e semplice dei territori dell’amore, dell’erotismo e della religione.
Come spesso accade, fu una tragedia a spingere Qabbani alla poesia: quando aveva 15 anni, sua sorella Wisal, di dieci anni maggiore, si uccise per evitare un matrimonio che non voleva con un uomo che non amava. Ai suoi funerali Qabbani decise di combattere quell’ingiustizia sociale che era stata causa della morte della sorella. “L’amore nel mondo arabo è come un prigioniero e io voglio liberarlo. Voglio liberare l’anima araba, i suoi sensi e il suo corpo con la mia poesia” disse un girono a un intervistatore che gli chiedeva se fosse un rivoluzionario.
E Qabbani lo era un rivoluzionario: dell’uguaglianza tra uomo e donna che in un mondo come quello arabo era ed è difficile da accettare.
Liberamente adattato dal web
IO NON HO DETTO LORO DI TE
Io non ho detto loro di te
ma essi videro che ti lavavi nelle mie pupille
io non ho parlato loro di te
ma essi ti hanno letto nel mio inchiostro e nei miei fogli
L'amore ha un profumo
non possono non profumare i campi di pesco.
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