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sabato 19 novembre 2011

SE C'E' QUALCOSA CHE DESIDERI - VERA PAVLOVA

venerdì, 29 gennaio 2010
SE C'E' QUALCOSA CHE DESIDERI - VERA PAVLOVA
 
Ho lasciato la versione originale inglese perché questa è una traduzione che ne ho fatto io, con la consulenza di mia figlia. Se trovate degli errori, vi pregherei di segnalarmelo.


http://www.enricogiacometti.com/images/messaggio%20in%20bottiglia%202.jpg

SE C'E' QUALCOSA CHE DESIDERI


Se c'è qualcosa che desideri,                         If there is something to desire,
ci sarà qualcosa che rimpiangi.                       there will be something to regret. 
Se c'è qualcosa da rimpiangere                      If there is something to regret,
ci sarà qualcosa da ricordare.                        there will be something to recall.
Se c'è qualcosa da ricordare,                        If there is something to recall,
non ci sarà niente da rimpiangere.                  there was nothing to regret.
Se non c'è niente da rimpiangere,                  If there was nothing to regret,
non ci sarà niente da desiderare.                   there was nothing to desire.













venerdì 18 novembre 2011

LA MIA BARCA E' SIMILE........-VERA PAVLOVA

giovedì, 19 novembre 2009
LA MIA BARCA E' SIMILE........-VERA PAVLOVA

A proposito di tempo che passa (molto presente nelle poesie), della vecchiaia che coglierà (speriamo) tutti e dell'ignoto futuro che ci aspetta.
Quella di Vera mi sembra una bella interpretazione.







LA MIA BARCA E' SIMILE...



La mia barca è simile
a culla e bara.
Galleggio a valle
aiutando appena la corrente
coi remi. Lo so:
presto la vecchiaia
prenderà possesso del timone,
alzerà la vela bianca.

giovedì 17 novembre 2011

FINGO D'ESSER UBRIACA...-VERA PAVLOVA

mercoledì, 23 settembre 2009
 


Con buonapace di chi obietta che troppe ripetizioni sminuiscono la poesia.


http://rastaste.blog.deejay.it/files/photos/uncategorized/2007/12/04/pb291187.jpg


FINGO D'ESSER UBRIACA...


Fingo d’esser ubriaca
Per esser tenera
Fingo d’esser stupida
Per dire "T’amo"
Fingo d’esser vecchia
Per non dover fingere
Fingo d’esser morta
Fingendo di dormire



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NON VOGLIO UN MATTONE DAL TETTO - VERA PAVLOVA

giovedì, 20 agosto 2009
NON VOGLIO UN MATTONE DAL TETTO - VERA PAVLOVA


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUIqEJK9pxBpgh_aRU_t9sl9p0o5T_MU7mhOX1eP6MuXpvGIFsTBuVrpdFt5JVVBedxxhcae_pY-0EpP1VzTMC2wO0sznWeCVG3mXTYl2UggHss0lz6nHg0AJ0nFoFjmfkn91M9jS2eAE/s200/Vera+Pavlova.jpg



Moscovita di nascita, Vera Pavlova si è laureata con il massimo dei voti presso la prestigiosa Accademia di Musica Gnessin di Mosca, specializzandosi in Storia della musica. Per dieci anni ha cantato nel coro della chiesa, ha composto musica e stava per dedicarsi alla composizione quando, a diciotto anni, ha sentito la necessità di ricorrere a un altro “mezzo per esplorare il suo spazio spirituale” – e la parola, i versi sono diventati la sua forma principale di espressione.
Esordisce nel 1988 sulla rivista letteraria “Junost’”, ma a suscitare clamore è la pubblicazione nel 1996 di 72 sue poesie sul quotidiano “Segodnja”: subito la personalità della poetessa è circondata da un’aura quasi misteriosa, suscitando reazioni vivaci e contrastanti tra il pubblico e la critica.
Viisto che la poesia femminile russa del ’900 ha due punti di riferimento fissi: Anna Achmatova e Marina Cvetaeva, ogni nuova poetessa entra giocoforza nel loro campo d’attrazione.
Quasi tutti i critici associano la poetica di Vera Pavlova a quella di Marina Cvetaeva, così il rapporto con Anna Achmatova sembra più complesso o conflittuale, ma è percepibile attraverso le citazioni, le allusioni, le intonazioni. Ma l’elenco dei maestri di Vera Pavlova può essere allargato a Blok, Brodskij, Pasternak, Mandel’sˇtam, Sˇkapskaja, e naturalmente, a Pusˇkin.
Nel 2000 una giuria composta da quaranta dei più noti critici letterari russi scelse come miglior libro dell’anno Il quarto sogno di Vera Pavlova, assegnando all’autrice il prestigioso “Premio Apollon Grigor’ev” dell’Accademia Russa di Letteratura, “per la spiccata personalità, l’ampiezza del registro poetico e l’intensa carica vitale del suo verso”.
Oggi Vera Pavlova ha al suo attivo sette raccolte di liriche, senza considerare numerose pubblicazioni su importanti riviste letterarie.





http://www.acquaplanetitalia.it/img/_GocciaAcqua.jpg






NON VOGLIO UN MATTONE DAL TETTO


Non voglio un mattone dal tetto –
voglio morire lentamente.
Voglio morire, osservando
il corpo che secerne, goccia
dopo goccia, l’esausta vita.
Filtrarla attraverso me stessa,
come attraverso un settaccio fine fine,
e – dopo – sospirare sollevata
per non aver visto nulla sul fondo







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