Visualizzazione post con etichetta PESSOA FERNANDO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PESSOA FERNANDO. Mostra tutti i post

sabato 19 novembre 2011

POESIA - PESSOA

domenica, 25 aprile 2010
POESIA - PESSOA
 
Non so da dove arriva questa mia improvvisa attenzione per Pessoa.
Ma questa poesia va nella mia stessa direzione, oggi.
Domani non so.


http://barbieblog.files.wordpress.com/2009/09/candela.jpg


POESIA

Rientro e chiudo la finestra.
Mi portano il lume e mi danno la buona notte.
E la mia voce allegra dà la buona notte.
Magari la mia vita fosse sempre questo:
il giorno pieno di sole, o addolcito dalla pioggia,
o tempestoso come se finisse il Mondo,
la sera mite e la gente che passa
guarda con interesse dalla finestra,
l'ultimo sguardo amico alla quiete delle piante,
e poi, chiusa la finestra, il lume acceso,
senza leggere niente, senza pensare a niente, senza neanche dormire,
sentire la vita scorrere in me come un fiume nel suo letto.
E fuori un grande silenzio, come un dio che dorme.



RICORDO BENE IL SUO SGUARDO - FERNANDO PESSOA

venerdì, 12 febbraio 2010
RICORDO BENE IL SUO SGUARDO - FERNANDO PESSOA
 
Bene, Pessoa. Proprio quell'autore che disdegnavo leggere per quella poesia, sapete:
"Il poeta è un fingitore...."
Ma poi mi sono capitate altre poesie sue ed ho capito che ero stata irragionevolmente prevenuta e me ne dispiace.
Questa poesia è estremamente prosastica ed ogni verso che la compone ha un suo respiro (con buonapace dei cultori della rima e dell'endecadillabo perfetto).
Anche qui, vale quanto detto per Hesse sul fare colloquiale, anche se trovo alcuni punti di contatto con le poesie di Piqueras, con le debite differenze di stile: Vicente usa uno stile decisamente più moderno.

Tornando alla poesia, l'argomento toccato dalla seconda strofa è trattato in modo lieve, come può esser fatto da chi ha vissuto molto ed intensamente.
Deliziosa la descrizione che ci offre delle "isole verso il sud delle cose", a me ha colpito molto, tanto da dirigermi lì per la scelta dell'immagine a corredo.
E nella strofa finale, quel convivere con un nemico non è espresso con l'odio che gli si dovrebbe attribuire.
Lui non odia il nemico-se stesso, anzi usa parole indulgenti per descriverlo.
Ed io mi chiedo se in fondo non sia questa la componente essenziale di un poeta: l'essere spontaneo, nella sua accezione di ingenuo, secondo me.


http://www.tropiland.it/vostriviaggi/tonga01/isole.jpg



RICORDO BENE IL SUO SGUARDO


Ricordo bene il suo sguardo.
Attraversa ancora la mia anima
Come una scia di fuoco nella notte.
Ricordo bene il suo sguardo. Il resto...
Sì, il resto è solo una parvenza di vita.

Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona.
Ho guardato le vetrine spensieratamente
E non ho incontrato amici con i quali parlare.
D'improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
così triste che mi è parso di non poter
vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.

Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.
Mi duole vivere in una situazione di disagio.
Debbono esserci isole verso il sud delle cose
Dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
né al giorno del mese o della settimana che è oggi.

Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d'offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale
che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove


[ F.Pessoa da Poesie inedite ]


giovedì 17 novembre 2011

UNA SOLA MOLTITUDINE - FERNANDO PESSOA

sabato, 31 ottobre 2009
UNA SOLA MOLTITUDINE - FERNANDO PESSOA

Anche se Pessoa non rientra nella mia lista dei cinque libri sa comperare assolutamente entro la fine dell'anno, con questa soddisfa certi miei canoni di come dovrebbe essere scritta una poesia e tratta un tema su cui sono suscettibile.







UNA SOLA MOLTITUDINE



Non voglio ricordare ne conoscermi.
Siamo troppi se guardiamo chi siamo.

Mi sono moltiplicato per sentirmi.
Per sentirmi ho dovuto sentire tutto,
sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi...

Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto ieri e ciò che rimarrà domani;
l'ansia insaziabile e molteplice dell'essere sempre la stessa persona e un'altra.

Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici
che distorcono in riflessi falsi un'unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti.

Furono dati alla mia bocca i baci di tutti gli appuntamenti
sventolarono sul mio cuore i fazzoletti di tutti gli addii.

La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me:
corde e arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia.

Sento che niente sono, se non l'ombra
di un volto imperscrutabile nell'ombra:
e per assenza esisto, come il vuoto.

La morte è la curva della strada.
Morire è solo non essere visto.

Essere stanca, sentire duole, pensare distrugge.
La sincerità è un grande ostacolo che l'artista deve vincere.


 

 Leggi i vecchi commenti

AUTOPSICOGRAFIA - FERNANDO PESSOA

domenica, 27 settembre 2009
AUTOPSICOGRAFIA - FERNANDO PESSOA

Lettura odierna di una poesia che in origine  ho odiato.
Ma forse Fernando ha ragione.


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi11GTNPSFUs04AQGAzkbfFq3VPk3Pv0A3aLId98-smh1zmHl8E5yaVR2ti1c1HGgkytOLSY9cRxndm7XVXqgxz_iy_d4RHDZbKMMYGgrlL5orZl7NeTgLrKo7gzBkCKuJsPdM4bjz7cNs/s320/soli_nel_dolore.jpg





AUTOPSICOGRAFIA


Il poeta è un fingitore,
Finge così totalmente
da fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.

Quelli che leggono ciò che scrive
nel dolore letto ben sentono
non i due che egli ha avuto
ma solo quello che essi non hanno.

E così sui binari in tondo
gira, a intrattener la ragione,
questo trenino a carica
che si chiama cuore.


mercoledì 16 novembre 2011

CONTEMPLO IL LAGO SILENZIOSO - FERNANDO PESSOA

mercoledì, 22 aprile 2009
 

Si, avevo detto a qualche amico (a Diego, mi sembra) che Pessoa mi stava proprio indigesto.
Tutta quella storia de "il poeta è un fingitore" a me non va proprio giù.
Sarà che non sopporto le bugie....
Però recenti altre letture di questo autore, me lo hanno fatto rivalutare.
Ho trovato nelle sue poesie delicatezza di pensiero, a volte imbarazzo, per quella sua sensibilità e quel carico di sogni ingombrante



http://www.itsgscarpa.it/Austria3/austria7.jpg




CONTEMPLO IL LAGO SILENZIOSO



Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.

Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.

Tremuli solchi sorridono
sull'acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita? 


 Leggi i vecchi commenti