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domenica 20 novembre 2011

POLVERE - GIANNI GRILLO

sabato, 09 aprile 2011
POLVERE - GIANNI GRILLO
 
La polvere, metafora del tempo, dei ricordi, della nostalgia. Quale che sia l'intenzione dell'autore, dato che le poesie diventano un pò nostre quando le leggiamo, a me piace interpretarla come nostalgia. Anche lei cresce col tempo, si accumula nascondendosi negli angoli da cui non riusciamo a toglierla; è là. Noi lo sappiamo ed averne coscienza produce nuova polvere. Empaticamente, condivido la metafora della marea, proprio per le ondate con cui la nostalgia ci ritorna. Ed in questo periodo ne sono proprio sommersa.





POLVERE


Silenziosa, riposa
nel grigio fumo del suo abito
in un angolo della libreria,
la polvere di un tempo
che fa male.

Non chiama,
né cerca di me
tace
aspettando la mano
che dia speranza al domani.

Paziente e tranquilla
attende e
osserva la marea indecisa
dei miei pensieri.



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SCEMA - GIANNI GRILLO

martedì, 06 gennaio 2009

SCEMA - GIANNI GRILLO



Ancora una poesia di un amico, uno di lunga data, importante.
Feci la sua conoscenza con un commento ad una mia poesia:  "Guarda mamma, so scrivere!"  E me la presi, oh, si, molto. Ma poi mi accorsi che lui era spesso caustico ed un po' con tutti; non era un fatto personale, ed i suoi commenti alle altre poesie (quando non erano così lapidari) erano intelligenti, a volte coincidevano con i miei, oppure mi aprivano il cuore del poeta che aveva scritto qualcosa che proprio non riuscivo a capire.                                                        
In breve ad ogni mio inserimento aspettavo il suo giudizio: era il momento della sua condanna o della assoluzione ed a ogni sua condanna me ne chiedevo il perchè.  A volte aveva proprio ragione, altre volte proprio no, ed i commenti di altri utenti mi confortavano in questo.              
So quando è cambiato il suo atteggiamento nei miei confronti: nel solito scambio di mail, ma me ne sfuggono le sfumature. Comunque oggi Gianni è uno dei pensieri che durante la giornata scappano e si irraggiano in varie direzioni. Ma questa è ....... un'altra poesia.
Ricordi Gianni gli auguri che mi hai mandato per questo Natale?
Ti auguro una serene fine d'anno in attesa che quello nuovo sia veramente entusiasmante.
La tua poesia è entusiasmante e lo è altrettanto averla qua. Ecco un altro piccolo miracolo nel mio 2009, oltre a quello a cui hai dato l'avvio nel 2008.






SCEMA



Nelle note della musica
che ascolto,

fra le pagine di questo giornale
che leggo,
affondato nel divano, qui in salotto,

nel gusto del caffè che bevo
a piccoli sorsi
dalla tazzina colorata,

nei corridoi della mia mente
inondata di luce
dacchè ne hai spalancate le finestre,

teneramente, soffice e calda
ci sei tu, scema.




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ANDIAMO - GIANNI GRILLO

domenica, 17 ottobre 2010
ANDIAMO - GIANNI GRILLO
 
Da tempo mancava questo autore, questo amico,  nelle mie pagine.
Ho selezionato tra le sue poesie una molto struggente sul ricordo, argomento trattato da molti poeti.
C'è accoramento in questi versi, compresso tra l'incipit e la chiusa.
Ci sono frammenti intrusi di sè ed è questo che si cerca nella poesia, in fondo, che l'autore ci trasporti nel suo mondo, tra i suoi colori, le sue incertezze, i suoi pensieri.




ANDIAMO

Andiamo, usciamo dai vecchi ricordi
seppelliamo ogni tenera traccia
delle nostre impronte lasciate
su quei momenti di sabbia.

Basterà la carezza calda dell’estate
a dissolvere la tua immagine
che perseguita i fondali dei miei occhi?

Basterà ch’ io tradisca i miei pensieri
affidandoli alle panaceiche lusinghe
di altre aride mani?

Basterà che, ad uno ad uno
io svenda i fotogrammi di quel film
privandoli del sonoro
come fossero sterili sequenze a luci rosse?

Il nostro Hilton è un albergo a buon prezzo
compresa un'abbondante colazione
ma se volete la chiave della stanza
provate prima a strapparci il cuore.


sabato 19 novembre 2011

NON TORNARE A PADOVA - GIANNI GRILLO

venerdì, 16 aprile 2010
NON TORNARE A PADOVA - GIANNI GRILLO

Eccoci arrivati direttamente nella cripta di Sant'Antonio. Dalla foto non si vedono le candele presenti nella poesia, ma non si riesce a reperire tutto quel che si vorrebbe dalla rete.
Di questa poesia non posso dirvi dell'emozione che ho provato leggendola, cosa non nuova per  gli scritti introspettivi dell'amico Gianni, dove raggiunge  maturità di espressione e di contenuto. Le atmosfere si fanno dolci e si può  intravedere la persona che è veramente.

http://www.gioventucristiana.org/wp-content/uploads/2010/02/SantAntonio-da-Padova.jpg



NON TORNARE A PADOVA


Dovessi tornare a Padova
in un giorno di pioggia
non ti sognare di scendere
nella cripta del Santo

Non lo fare ti prego

C'è un volo d'airone
sospeso nel vento

Davanti a una candela accesa
c'è il mio pianto
e poi nell'aria volano ricordi
come farfalle dalle ali grigie

E non voglio che si sappia


L'ARMADIO - GIANNI GRILLO

domenica, 14 marzo 2010
L'ARMADIO - GIANNI GRILLO
 
Chiedo perdono all'autore per avergliene proposta da tempo la pubblicazione e per averla  dimenticata.
Ma Gianni sa che questa poesia mi è sempre piaciuta molto, fin dalla sua pubblicazione in un sito di poesia da dove poi venne cancellata.
Non ero mai riuscita a fargli capire quale fosse.
Poi la sua scelta è caduta lì di nuovo, per un nuovo inserimento ed a questo punto salvarla era d'obbligo.

In questa poesia ha  impresso una atmosfera permeata di assenza. Ci trasporta come presenze invisibili in quella stanza e avvertiamo con lui l'oppressione di quel vuoto, fino all'idea di poter aprire l'armadio dei ricordi per ripensare a quell'abbraccio che si potrebbe indossare di nuovo.
La trovo una splendida immagine.
Ed a proposito di immagini... avrei preferito un armadio socchiuso e non escludo di modificarne l'immagine, prima o poi.


http://www.paranormale.net/paranormale.net_armadio.jpg



              L'ARMADIO

A fare il buco non sono i tuoi baci
né la passione delle grandi labbra

Mi mancano i tuoi teneri abbracci
la cinta delle mani compiacenti
che m'illusero di consapevolezza

Il tuo corpo nella sua interezza
che mi coprì d'affettuosa stretta

Se penso che mai più troverò la stanza
né le mie orecchie udranno ancora
la rumorosa attesa fuori dalla doccia
il vuoto mi preme come una mancanza
e basterà il ricordo a farmi impazzire

Fortuna che conosco bene il posto
dov'è rinchiuso il senso della vita

Mi basta appena aprire quell'armadio
per trovarvi appeso il tuo abbraccio
come peliccia da indossare all'istante
se solo dovessi pensare che è finita.




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giovedì 17 novembre 2011

INTERNO - GIANNI GRILLO

domenica, 06 settembre 2009
INTERNO - GIANNI GRILLO

Di questa poesia mi piace in particolare la chiusa, che potrebbe esserne anche l'incipit. La sensazione di estranietà al luogo, non solo fisico, è molto forte, ed è resa soprattutto dall'inserimento del personaggio gatto, che sembra essere invidiato dal poeta per il suo appartenere a quell'interno.
Si, veramente una poesia ben costruita.


http://www.tantasalute.it/img/gatto3.jpg



INTERNO


Da dietro il vetro
furtivamente ti spio.
Scorgo il camino acceso

La fiamma arde scoppiettando
che quasi mi sembra
di udirne il crepitio.

Sulla panca a sinistra
giace, abbandonato
dalle piccole mani,
un giocattolo di plastica.

Il gatto se la gode sulla sedia
facendo le fusa.
Tutto tace.

A destra
la porta è chiusa.



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mercoledì 16 novembre 2011

SCIROCCO - GIANNI GRILLO

domenica, 21 giugno 2009
SCIROCCO - GIANNI GRILLO

Chissà se stasera ci sarà una luna come questa,
Se così fosse, forse Gianni scriverà una nuova poesia, poichè la luna compare in diverse sue composizioni, quasi  gli faccia compagnia  nell'ora che porta alla riflessione.








SCIROCCO



In questa notte di scirocco
sotto la luna piena
un’occasione, ancora
per pensare a te.

A te
che dormi, lontana.

Non è più tempo di follie
eppure
la mente accaldata
è volata, fuggita di casa;
non ne poteva più
dei discorsi stagnanti
d’estate; dei film in tv.

Via!

Eccola ancora
solitaria
pellegrina
verso l’approdo certo
di ricordi senza contenuto,
colorati soltanto
del tuo sorriso
che rivedo, ancora
specchiarsi tremulo
sul mare.

Come non sapessi
che in fondo
è soltanto la luna.







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DIMMI CHE TI MANCO - GIANNI GRILLO

domenica, 17 maggio 2009

Non tutta la poetica di Gianni è facilmente fruibile. Spesso è frutto di pensieri e ricordi così personali che solo conoscendolo molto bene, (ed a volte non basta) si possono apprezzare.
Ma  qualche volta Gianni si "apre" ed allora crea una poesia che  potrebbe trovar posto in qualche antologia scolastica.
Questa è appunto una di quelle.







Dimmi che ti manco



Dimmi che ti manco
quando il cielo si ammanta di stelle
e la mente
è disposta a volare.


Dimmi che ti manco
mentre fuori è già scesa la pace
rotta solo
dal canto di un grillo.


Dimmi che ti manco
se per caso ripensi al passato
e mi vedi
riflesso nel cuore.


Dimmi che ti manco
anche quando mi senti lontano
come voce dissolta nell'ombra
di questi giorni impigriti di silenzio.





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LE MIE MANI - GIANNI GRILLO

martedì, 05 maggio 2009
 
 
E' diverso postare una poesia di un amico, una persona che conosciamo, o almeno con cui abbiamo un dialogo continuo, scambi di battute, reciprocità, rispetto a quelle di altri autori più famosi.
A parte la qualità, che spesso non è proprio al di sotto delle più celebrate, c'è il gusto di sapere o almeno di intuire qual'è stato il pensiero, l'occasione, il motivo che ne ha dato origine.
Ecco perchè, agli amici, chiedo spesso la genesi delle loro opere.
Spesso raccolgo le loro confidenze, altre volte sono reticenti.
Comunque sia, anche se non ne  conosco i retroscena,  quando una poesia è bella e mi colpisce,  me ne dò  una mia personale interpretazione ed in fondo è così che facciamo per tutti gli altri autori no?


http://www.mandalagarden.it/html/it/uploaded_images/Mani-777368.jpeg




Le "mie mani"

Eccole le mie mani che sull’umida battigia
disegnavano sogni, ricche di speranza,
piene d’incosciente ebbrezza;
le mie stesse mani che mentre dormivo
catturavano immagini a colori:

mondi dai confini ristretti
che sembravano immensi,
lucenti di biglie, mentre simile
al fuoco soffiava il vento
di una stagione di gran caldo.

Mani che costruirono case
prima ancora che una vita paziente
poggiasse queste mura sulla terra;
mani curiose, attente a fare cose
pensate e gustose, mangiandomi le unghie.

Una di quelle guardando le mie mani
mi predisse più rose che spine,
ed io sorridevo divertito e m’industriavo
a ferirmi con un temperino
mentre costruivo una trottola.

Con queste mani uccidevo lucertole
credendo fosse il sangue a darmi coraggio;
ma la vittoria non può avere quel prezzo
e nascondevo il rimorso degli occhi
dietro l’angolo buio della notte.

Sono mani piene di crepe le mie,
le stesse che presto si sono separate
dai giocattoli e che giocando fucilarono
bottiglie; mani che volano in alto,
ora, aprendo le loro palme a Dio.



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STATO D'ANIMO - GIANNI GRILLO

venerdì, 24 aprile 2009
 

Una cosa buttata là, vero Gianni?
Io, che l'ho raccolta, la sento poesia
Il secondo verso è il naturale completamento del primo, poi però i versi si interrompono bruscamente, si spezzano quasi in un pianto.
Un momento amaro, fotografato da un fotografo esperto.



http://blufiles.storage.live.com/y1pwwNRHmJpPdHT4p_IJRtvHkSXjvS2vvnBHk1wIfV4JzFspsqrOwXMhWSQSgjvqJjY70tXnfFfcWC60NHj2C2cow



STATO D'ANIMO



Succede che mi svegli la mattina
e non riconosca il sole
è livida quest'alba senza colore
Invano, ho atteso la solita carezza
si è fatta muta la tua mano 
forse dovrei girarmi dall'altro lato.


79 d.c. - GIANNI GRILLO

venerdì, 03 aprile 2009
 
 
Ecco ancora una poesia dell'amico Gianni, una poesia a cui è particolarmente legato e che è piaciuta subito anche a me, quando la lessi, per quasi lo stesso tema trattato da me nella mia Rabbiose foglie.
E' bella l'immagine che ci dà della donna.
Se apriamo la porta di casa nostra, ci sembra di vederla sul pianerottolo di casa nostra, sorridente.


http://corrispondenti.net/images/2980.jpg




79 d.c.



Li hanno trovati, così
nell’atrio,
con l’uscio socchiuso
ancora sorridenti...
La cenere ha solo sporcato
i suoi capelli
biondi;
la guancia accaldata
fremente
per la carezza di quella mano
che indugia, ancora
appesa nell’aria
come a voler fermare
il momento
per l’eternità.







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martedì 15 novembre 2011

ANDREA - GIANNI GRILLO

giovedì, 26 febbraio 2009
 


Ah....finalmente!
E' arrivato il momento per postare un'altra poesia di Gianni, una di quelle che amo particolarmente.
Gianni! Mannaggia......riesci sempre a trasportarmi da una parte all'altra, come il capitano di una nave.....
tu mi capisci!
Bene, attenti che ve la trascrivo, così come me l'ha inviata Gianni.



Mano vicino alla Bocca
Foto tratta dal sito:
http://digilander.libero.it/ecografia/primo_trimestre_ar/5_dita_mano_dett_13.JPG



ANDREA


Come posso non amarti
vedendoti arrancare
con in mano la cesta della spesa
sempre attento a risparmiare
il centesimo di un niente.

Ti guardo e ti voglio bene
così come mi appari
nudo, nel tuo perizoma
che insisti ad indossare
come fosse un abito da sera.

Scorgo in te il disappunto
del dì che mi hai intravista
la prima volta, sullo schermo
del progresso che uccide l’illusione
di chi arde per un figlio maschio.

Eppure, sono passati gli anni
e se, tuo malgrado, io ti amo
nei tuoi occhi c’è ancora riflessa
la luce del sogno tradito
da un figlio che veste di rosa.

Ora che fatalmente ti allontani
dalla scena, e ti accingi a scalare
l’ultima montagna della vita
metti nel fagotto lo sgomento
di chi per te ha sofferto tanto.

E anche quando verrà il giorno
che mi guarderai dall’alto
mi vedrai china
sull’eterno giaciglio
con in mano una rosa.


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FANTASMI - GIANNI GRILLO

venerdì, 06 febbraio 2009
 




Quando ho chiesto a Gianni di mandarmi un'altra sua poesia da inserire qua, lui mi ha detto: "fai tu",
E non è mica semplice.... Tra quelle che avevo, e le tante altre che ho trovato, mi ha colpito questa in particolare, forse  per il tema trattato.
Percepire  tutti coloro che ci gravitano intorno  come fantasmi perchè siamo nell'attesa - spasmodica - di una sola persona su cui si fantastica......
Si, è capitato anche a me.
Chissà se è una sua opera giovanile...


http://www.nikonclubitalia.com/foto/data/337/panchina%20al%20tramonto.jpg




FANTASMI

Se ti capita
torna a sedere
su quella panchina
baciata dal sole.
Vi troverai
tutta la delusione
di un uomo
rimasto a parlare
da solo
nell’attesa, vana.
Mentre
oltre il verde sipario
dell’immaginazione
fantasmi
si susseguivano
con le loro improvvise
apparizioni
effimera illusione
di vedere te.



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