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lunedì 2 gennaio 2012

NULLA ACCADE DUE VOLTE - WISLAWA SZYMBORSKA

Con questa poesia si apre il primo volume di una serie di antologie dedicato a Wislawa Szymborska. Il libro fa parte della collana UN SECOLO DI POESIA che ci viene proposta da IL CORRIERE DELLA SERA, il primo di trenta autori, esponenti del mondo della cultura, finalmente rappresentanti voci di altri continenti, altre culture, altre sensibilità.
Finalmente liberi di leggere dei testi in assoluta libertà, senza doverne rendere conto ad insegnanti impreparati ed impoetici - nel senso più positivo del termine - comunque inadeguati (se non poeti loro stessi) a seguire l'evoluzione della poesia, a fare i conti con le nuove voci con cui la tecnologia di oggi, ci permette di entrare in contatto.
La Collana è curata da Nicola Crocetti e questo nome, a mio parere, è sintomo e sinonimo della validità del tutto. Occasione ghiotta che è peccato perderla. Trovate informazioni relative all'iniziativa QUI.
Con questa poesia, così leggera, quasi una filastrocca, mi sono riconciliata con le rime. Ma non vi fate ingannare: la poesia della Wislawa trascende il me ed il noi. La sua poesia è sublimazione non di una emozione, ma di una idea; l'emozione è la creta che usa per modellare il vassoio con cui ci offre il suo pensiero.


Fotografia di questo sito



Nulla due volte accade nè accadrà


Nulla due volte accade
nè accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c'è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
nè due baci somiglianti,
nè due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos'è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perchè tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei - perciò devi passare.
Passerai - e qui sta la bellezza.

Cercheremo un'armonia,
sorridenti tra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d'acqua.




"Nic dwa razy"

Nic dwa razy sie nie zdarza
I nie zdarzy. Z tej przyczyny
Zrodziliśmy sie bez wprawy
I pomrzemy bez rutyny.

Choćbyśmy uczniami byli
Najtępszymi w szkole świata,
Nie będziemy repetować
Żadnej zimy ani lata.

Żaden dzień sie nie powtórzy,
Nie ma dwóch podobnych nocy,
Dwóch tych samych pocałunków,
Dwóch jednakich spojrzeń w oczy.

Wczoraj, kiedy twoje imię
Ktoś wymówił przy mnie głośno,
Tak mi było, jakby róża
Przez otwarte wpadła okno.

Dziś, kiedy jesteśmy razem,
Odwróciłam twarz ku ścianie.
Róża? Jak wygląda róża?
Czy to kwiat? A może kamień?

Czemu ty sie, zła godzino,
Z niepotrzebnym mieszasz lękiem?
Jesteś- a więc musisz minąć.
Miniesz- a więc to jest piękne.

Uśmiechnięci, wpółobjęci,
Spróbujemy szukać zgody,
Choć różnimy sie od siebie,
Jak dwie krople czystej wody.

sabato 26 novembre 2011

domenica, 11 settembre 2011
FOTOGRAFIA DELL'11 SETTEMBRE - WISLAWA SZYMBORSKA
 
Della poesia di Wislawa, c'è ben poco da dire. Non è una poesia "emozionale",  ma da Grande Autore quale è, ha saputo trasporre così tanta emozione in un testo apparentemente distaccato.

E il distacco dei numeri, unito al ricordo, è il modo migliore per rendere onore a tutte quelle persone che non hanno avuto il coraggio di provare a volare.
7 i grattacieli che facevano parte del complesso del World Trade Center
110 piani per 415 metri di altezza, 63.5 x 63,5 metri le dimensioni delle Torri gemelle.
Minuti:  17 sono i minuti tra l' impatto del primo aereo ed il secondo, quando il mondo stava già quardando le immagini del primo disastro e la parola "attentato" è stata una certezza.
La Torre Sud è collassato depo 56 minuti dall'impatto con l'aereo kamikaze.
La Torre Nord ha collassato dopo 102 minuti.
La Penthouse, edificio numero sette, si è incendiato per la grande dilatazione termica ed i danni conseguenti ai crolli delle altre due torri ed è collassato anch'esso.
2974 morti accertate (2357 dentro i due grattacieli, 441 poliziotti e pompieri, 157 a brdo degli aerei, 19 dirottatori  divisi in 4 aerei ) un terzo delle vittime erano donne.
17400 le persone presenti nel complesso del W.T.C.
Circa 200 persone si gettarono nel vuoto; tempo medio di caduta: 12 secondi.
18 persone che si trovavano ai piani colpiti dagli aerei si sono salvate.
23 persone sono state estratte vive dalle macerie; l'ultimo dopo 27 ore dal crollo.
289 sono i corpi recuperati intatti, ma il 41% delle vittime non è stato identificato.
Bambini: in 3000 hanno perso almeno un genitore; 100 di loro non era ancora nato. Le vittime sono state 8, tutti a bordo degli aerei: il più piccolo aveva solo 2 anni.

Un numero imprecisato di feriti.







FOTOGRAFIA DELL'11 SETTEMBRE


Sono saltati giù dai piani in fiamme –
uno, due, ancora qualcuno
sopra, sotto.

La fotografia li ha fissati vivi, e ora li conserva
sopra la terra verso la terra.

Ognuno è ancora un tutto
con il proprio viso
e il sangue ben nascosto.

C'è abbastanza tempo
perchè si scompiglino i capelli
e dalle tasche cadano
gli spiccioli, le chiavi.

Restano ancora nella sfera dell'aria,
nell'ambito di luoghi
che si sono appena aperti.

Solo due cose posso fare per loro –
descrivere quel volo
senza aggiungre l'ultima frase.




Fotografia z 11 września

Skoczyli z płonących pięter w dół
- jeden, dwóch, jeszcze kilku
wyżej, niżej.
Fotografia powstrzymała ich przy życiu,
a teraz przechowuje
nad ziemią ku ziemi.
Każdy to jeszcze całość
z osobistą twarzą
i krwią dobrze ukrytą.
Jest dosyć czasu,
żeby rozwiały się włosy,
a z kieszeni wypadły
klucze, drobne pieniądze.
Są ciągle jeszcze w zasięgu powietrza,
w obrębie miejsc,
które się właśnie otwarły.
Tylko dwie rzeczy mogę dla nich zrobić
- opisać ten lot
i nie dodawać ostatniego zdania.


sabato 19 novembre 2011

LA STAZIONE - WISLAWA SZYMBORSKA

venerdì, 04 dicembre 2009
LA STAZIONE - WISLAWA SZYMBORSKA

Due eccezioni.
La prima è che avevo postato recentemente una poesia della medesima autrice, e la seconda è la lunghezza della poesia, che spesso le rende  ripetitive e noiose.
Ma non questa. Sarà la lievità del verso, quel modo di scrivere come se ci mettesse a parte di un segreto, sarà il contenuto, lo stato d'animo di questa sera....



http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs158.snc1/5888_1183988450822_1561569306_481885_5949098_n.jpg





LA STAZIONE


Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.
Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.
 

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NULLA E' IN REGALO - WISLAWA SZYMBORSKA

martedì, 01 dicembre 2009
NULLA E' IN REGALO - WISLAWA SZYMBORSKA

Ogni poesia di questa autrice è una magia.
Soggetti apparentemente banali, si innalzano a concetti e postulati.
E noi ammiriamo ed imitiamo.


http://farm4.static.flickr.com/3169/2835233351_2debce8fe6.jpg?v=0


NULLA E' IN REGALO



Nulla è in regalo,tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
E' così che stanno le cose,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
E' troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno,per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio,non un peduncolo
da conservare per sempre.
L'inventario è preciso
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove,quando e perché
ho permesso di aprirmi
quel conto.
Chiamiamo anima
la protesta contro di esso.
E questa è l'unica cosa
che non c'è nell'inventario.




giovedì 17 novembre 2011

ABC - WISLAWA SZYMBORSKA

domenica, 01 novembre 2009
ABC - WISLAWA SZYMBORSKA

Ci sono delle poesie che non appartengono più agli autori: per profondità, per clamore, per averle studiate fino alla noia, perfino, appartengono a noi tutti.
Quelle della Wislawa appartengono a questa categoria (e non certo per averle studiate a scuola!) .





Wislawa Szymborska nasce nel 1923 a Kornik, nella Polonia occidentale, ma già nel 1931 con la famiglia si trasferisce a Cracovia. Frequenta l'ambiente culturale dell'epoca, orientato politicamente a sinistra, debuttando nel 1945 sulla rivista Walka (La Lotta) con la poesia “Cerco la parola”. Tre anni dopo completa la sua prima raccolta di poesie.
Nel 1952 si iscrive al Partito Comunista, come molti altri giovani scrittori dell'epoca. Ciò determina la sua successiva produzione poetica, più impersonale e influenzata dal realismo socialista di stampo sovietico.
Nello stesso anno esce la raccolta Per questo viviamo. Nel 1953 inizia la collaborazione con la rivista letteraria Vita Letteraria.

Nel 1954 si reca in Bulgaria; negli anni seguenti effettua numerosi viaggi in Francia, in Unione Sovietica, in Gran Bretagna, in Olanda, in Austria. E' del '54 la raccolta Domande rivolte a stessa.
Nel 1957 esce la raccolta Appello allo Yeti, dove, distaccandosi dall'ideologia imperante, rivela un suo stile poetico personalissimo ed originale; segue nel 1962 la pubblicazione di Sale. Dall'inizio degli anni 60 in poi le sue opere iniziano ad essere pubblicate ed apprezzate in numerosi paesi stranieri: Germania, Inghilterra, Russia, Svezia, ecc.

Nel 1966 si dimette dal Partito e gradualmente diminuiscono i suoi incarichi nella rivista Vita Letteraria, con la quale interrompe definitivamente ogni collaborazione nel 1981, quando il generale Jaruzelsky impone lo stato di guerra e lo scioglimento di Solidarnosc.
Nel 1967 vengono pubblicate le raccolte Cento giochi e Uno spasso; nel 1972 esce In ogni caso e nel 1976 Grande numero.
A partire dal 1981 si avvicina sempre di più agli ambienti dell'opposizione democratica; nel 1986 rifiuta un noto premio statale per la raccolta Gente sul ponte, che vince il Premio per la Cultura di Solidarnosc clandestina.
Nel 1993 esce un'altra raccolta, La fine e l'inizio. Nel 1996 ottiene il Premio Nobel per la Letteratura e nello stesso anno vince il Premio "Pen - book of the Month Club Translation Prize" per la raccolta Vista con un granello di sabbia.
Vive attualmente a Cracovia. 

Sintetizzato (ma non troppo) dal sito PERGIOCO








ABC


Ormai non saprò più
cosa di me pensasse A.
Se B. fino all'ultimo non mi abbia perdonato.
Perché C. fingesse che fosse tutto a posto.
Che parte D. avesse nel silenzio di E.
Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa.
Perché G. facesse finta, benché sapesse bene,
Cosa avesse da nascondere H.
Cosa volesse aggiungere I.
Se il fatto che io c'ero, lì accanto,
avesse un qualche significato
per J., per K. e per il restante alfabeto.

 

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