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sabato 16 giugno 2012

VOCI DELL'ARIA - KATERINE MANSFIELD


"Le poesie a Villa Pailine, eccetto il sonetto a L. H. B., furono scritte in circostanze curiose. Villa Pauline era un cottage di quattro stanze, in riva al Meditetìrraneo, ove abbiamo vissuto nel 1916. Per una settimana intera ci impagnammo alla poesia: dopocena, sedendo insieme a una minuscola tavola della cucina, abbiamo scritto versi intorno un tema che sceglievamo al momento. Mi sembra ora quasi miracoloso che una poesia squisita come, per esempio, Voci dell'aria, possa essere stata composta in questo modo."
dalla prefazione di "Poemetti", Giulio Einaudi Editore, Collezione di poesia.

Il ricordo è di John  Middleton Murry, marito di Katerine.
Onestamente, non mi è piaciuta la traduzione contenuta nel volume, ed ho voluto postare una mia versione.





VOCI DELL'ARIA


E poi arriva quel momento raro
quando per un misterioso motivo
piccole voci dell'aria
vincono sul mare ed il vento.

Il mare ed il vento devono obbedire
sospirando e sussurrando due note
basse e prolungate, paghi di suonare
un accordo ronzante per piccole gole -

Piccole gole che cantano e salgono
verso la luce con sorprendente facilità
e una specie di magico, dolce stupore 
di ascoltarsi e riconoscersi l'una con l'altra -

Per queste piccole voci: l'ape, la mosca,
la foglia che vibra, il guscio che s'incrina,
la brezza che incurva l'erba del prato
il ronzio improvviso che fanno gli insetti.

Trad. Carla Natali



VOICES OF THE AIR


But then there comes that moment rare
When, for no cause that I can find,
The little voices of the air
Sound above all the sea and wind.

The sea and wind do then obey
And sighing, sighing double notes
Of double basses, content to play
A droning chord for the little throats—

The little throats that sing and rise
Up into the light with lovely ease
And a kind of magical, sweet surprise
To hear and know themselves for these—

For these little voices: the bee, the fly,
The leaf that taps, the pod that breaks,
The breeze on the grass-tops bending by,
The shrill quick sound that the insect makes.

sabato 19 novembre 2011

IL GOLFO - KATHERINE MANSFIELD

lunedì, 28 dicembre 2009
IL GOLFO - KATHERINE MANSFIELD
 
Indifferenza ed incomprensioni.
Risposte che crediamo di ricevere a domande mai formulate.
Katherine offre due soluzioni, il pianto - che cattura indubbiamente l'attenzione dell'altro, ma ci rende esposti e vulnerabili, poco compatibile col nostro non dire - e la risata.
Folle, immagino, perchè anche questa per attirare l'attenzione, dev'essere fuori del comune. 
Poesia asciutta e pressochè perfetta, dal momento che qualora l'autrice volesse  formularla con parole diverse ma col suo stesso stile di scrittura, riuscirebbe solo a travolgerne il senso.
























IL GOLFO


Un golfo di silenzio ormai ci separa:
Io su una sponda e tu all'opposta vivi,
Non ti vedo né ti odo, a stento so che ci sei.
Col tuo nome antico ti chiamo ognora
E l'eco di me pretendo sia la tua voce.
A varcarlo c'è forse modo? Mai con la parola
O il senso. Così di pianto lo potremmo colmare.
Ma ora voglio frantumarlo con un'altra risata. 




domenica 13 novembre 2011

L'INCONTRO - KATHERINE MANSFIELD

venerdì, 19 dicembre 2008
L'INCONTRO - KATHERINE MANSFIELD

E adesso si vola in Nuova Zelanda con un'altra bella autrice, principalmente di racconti.
Kathleen Mansfield Beauchamp nacque nel 1888 a Wellington (Nuova Zelanda) da una famiglia benestante, il padre era un facoltoso banchiere.

La sua vita possiamo dire che è stata piuttosto travagliata: due matrimoni, il primo subito fallito; una gravidanza adulterina, stranamente - e opportunamente - interrotta da un armadio cadutogli sul ventre. Depressione, un attacco quasi mortale di pleurite e la tubercolosi la segnarono profondamente, portandola a sottoporsi a  cure "alternative" come un bombardamento ai raggi X della milza per la cura della tubercolosi (!).
Evidentemente c'erano molti ciarlatani anche a quei tempi.
Morì nei primi giorni dell'anno 1923 a soli  35 anni.

Virginia Woolf scrisse che lei "era la sola di cui sono stata veramente gelosa".



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L'INCONTRO




E iniziammo a parlare,
guardandoci un attimo, schivi, con imbarazzo.
La tristezza chiamava lacrime,
ma non piangevo; desideravo
prenderti la mano, ma un tremito diffuso
me lo impediva.
Contavi i giorni che mancavano
a un altro appuntamento,
ma entrambi sentivamo nel cuore,
che soli ce ne andavamo per sempre.
Il suono acuto di una campana riempì la stanza.
"Ascolta" dissi "batte forte come un cavallo
che galoppa su una strada deserta
e che si perde nella notte scura."
Tacqui stretta tra le tue braccia
finché il rintocco vinse anche il battito dei nostri cuori.
"Non posso andarmene" dicesti,
"la mia vita è qui, in eterno."
Ma te ne andasti.
Tutto era cambiato. Il rintocco giunse sopito,
debole, sempre più fioco.
Dissi alla notte: "Se smette devo morire".



THE MEETING

We started speaking,
Looked at each other, then turned away.
The tears kept rising to my eyes.
But I could not weep.
I wanted to take your hand
But my hand trembled.
You kept counting the days
Before we should meet again.
But both of us felt in our hearts
That we parted for ever and ever.
The ticking of the little clock filled the quiet room.
"Listen," I said. "It is so loud,
Like a horse galloping on a lonely road,
As loud as a horse galloping past in the night."
You shut me up in your arms.
But the sound of the clock stifled our hearts' beating.
You said, "I cannot go: all that is living of me
Is here for ever and ever."
Then you went.
The world changed. The sound of the clock grew fainter,
Dwindled away, became a minute thing.
I whispered in the darkness. "If it stops, I shall die."