giovedì, 21 aprile 2011
Devo farvi una confessione.Tenevo in serbo questa immagine come una cosa preziosa, frenando la mia impazienza, per proporvela in una occasione idonea. Eccoci così alla Pasqua ed all'opera qui riprodotta, per gentile concessione del suo autore, dal titolo "La Pietà". Come vi ho più volte detto, io e la pittura non andiamo a braccetto, ma talvolta mi capita di essere colpita da un quadro come lo sono da certe poesie ed a volte anche di più. Le opere di Bruno sono una esperienza insolita. Mi ha anticipato che farà una personale. Col suo permesso, vi darò a tempo debito luogo e data.
Ma arriviamo alla confessione: contrariamente a quanto faccio di solito, cioè dovendo postare una poesia, vado alla ricerca d'una illustrazione idonea, questa volta ho fatto l'esatto contrario. Ho cercato una poesia che fosse stata adatta, all'altezza dell'opera.
E l'ho trovata nei versi di David Maria Turoldo. Una riflessione profonda sulla vita e la morte, immerso nella percezione della presenza di Dio.
Auguro a tutti voi una Pasqua serena.
Ma arriviamo alla confessione: contrariamente a quanto faccio di solito, cioè dovendo postare una poesia, vado alla ricerca d'una illustrazione idonea, questa volta ho fatto l'esatto contrario. Ho cercato una poesia che fosse stata adatta, all'altezza dell'opera.
E l'ho trovata nei versi di David Maria Turoldo. Una riflessione profonda sulla vita e la morte, immerso nella percezione della presenza di Dio.
Auguro a tutti voi una Pasqua serena.
BRUNO FLORIO: "La pietà" cm. 100 X 120 - Tecnica mista.
Altre opere al sito http://www.artealivorno.it/brunoflorio/
TI SENTO, VERBO
Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami
dagli aghi dei pini dall'assordante
silenzio della grande pineta
- cattedrale che più ami - appena
velata di nebbia come
da diffusa nube d'incenso il tempio.
Subito muore il rumore dei passi
come sordi rintocchi:
segni di vita o di morte?
Non è tutto un vivere e insieme
un morire? Ciò che più conta
non è questo, non è questo:
conta solo che siamo eterni,
che dureremo, che sopravviveremo…
Non so come, non so dove, ma tutto
perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita
come onde sulle balze
di un fiume senza fine.
Morte necessaria come la vita,
morte come interstizio
tra le vocali e le consonanti del Verbo,
morte, impulso a sempre nuove forme.
Da Canti ultimi, Garzanti, 1991
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