Visualizzazione post con etichetta VOLTERRANI ERMANNO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VOLTERRANI ERMANNO. Mostra tutti i post

venerdì 18 novembre 2011

PONCE - ERMANNO VOLTERRANI

venerdì, 13 novembre 2009
PONCE - ERMANNO VOLTERRANI

Difficile per me apprezzare le poesie in vernacolo, sarà che il mio vernacolo è un po'...beh, diciamo particolare. Dissacrante, caciarone ed a tratti triviale.
Uno degli autori vernacolari che mi fa sempre ridere di cuore è proprio l'amico Ermanno che, nonostante abbia delle origini Livornesi un po' "annacquate" nel Cecina, ne ha acquisito proprio lo spiritaccio ruspante.
E poi a un ber ponce, un si pò dì di no. (e scusate la pubblicità non troppo occulta)



http://www.fotolivorno.net/immagini/ponce_G.jpg

PONCE


‘R ponce alla livornese, un lo sai fa’?
Un ti preoccupa’, t’insegno io!
Prendi ‘n bicchiere,
un po’ più grosso di velli da caffé,
basta ‘he c’abbi ‘r fondo bello doppio:
per un bruciassi ‘ diti,
‘r ponce, è risaputo,
va bevuto prendendolo dar fondo,
insomma…
va preso per ir culo.
Per benino scardi ‘r bicchiere ‘or vapore,
un cucchiaino di zucchero… abbondante,
‘na scorza di limone fa da vela
e rumme, Fantasia, nun ti sbaglia’,
‘r Bacardi e ‘r Pampero un vanno bene!
Ci vole la bevanda der Vittori,
l’intruglio ‘he ‘r ragionier Gastone ‘r Biondi
ha ‘nventato un fottio di tempo fa.
Dunque, torniamo a bomba:
di novo scardi ‘r rumme finché bolle
e ner finale,
riempi ‘r bicchierino di ‘affé,
di vello forte a bestia!
Se poi pensi ‘he t’aggradi,
l’ingredienti poi adatta’ ar gusto personale,
mischiando sassolino o cognacche Tre Stelle
e ‘r resurtato ‘ambia po’o o nulla:
a garganella l’aromati’o ponce
ir gargarozzo ti solleti’erà.

mercoledì 16 novembre 2011

FRANCESCO - ERMANNO VOLTERRANI

giovedì, 21 maggio 2009
 

Amico di una ex compagna di scuola, poeta vernacolare ( e non ) di successo, scrittore con ben tre libri al suo attivo, giornalista, giudice di concorsi fotografici.
Di Ermanno sicuramente scordo qualcosa...
Ma questi sono solo i suoi hobby, di solito fa un lavoro "normale".
Questa sua poesia è insolita tra le tante che gli ho sentito leggere.
Il tema trattato è delicato, ma svolto con tatto e realismo, senza falsi pudori e senza fanfarate per ricavare solo applausi.


http://www.filmtotaal.nl/images/newscontent/063c283.jpg




FRANCESCO


Il tuo sguardo mi sfugge,
dirimpetto al gelido bancone,
deformante specchio delle tue lunghe gambe
avvolte in una “mini” mozza-fiato
oltre a una rete che non vincola,
al contrario,
libera una prorompente sensualità.
A disagio,
sorbisco un analcolico senza coloranti
e rispondo a monosillabi
alle parole del mio interlocutore:
un vecchio (eh si! Abbiamo, ahimè, cinquant’anni)
compagno di caserma:
riaffiorano ricordi, ma
non riesco più a gioirne.
È inutile,
quel paio di occhi grandi,
neri e truccati oltremisura,
distoglie ogni altro mio pensiero.
Finalmente ci sono!
Sono nella antica aula del liceo:
Francesco!
Ti giri spesso dalla prima fila,
un giorno dopo l’altro emarginato
da pregiudizi innati.
Intravedo un accenno di peluria
sul viso dalla pelle vellutata.

Non bambola, faccia di bambola!
Non ancora!

Cerchi di evitare lo sguardo
avido di un saluto.
Mi alzo, risoluto,
e ti tendo la mano:
“Ma tu non sei…?”
“Sabrina… ti ricordi di me?”
Certo che mi ricordo.
Le tue braccia si schiudono
in un fraterno abbraccio.

Non più imbarazzo, ora…
serenità!