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venerdì 13 aprile 2012

POSSO SCRIVERE I VERSI PIU' TRISTI QUESTA NOTTE - PABLO NERUDA


Diciamola tutta: se Pablo avesse scritto una poesia che iniziava con 
"La notte è stellata e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza..." non avrebbe ottenuto lo stesso risultato di quello di questa poesia. Perchè? Perchè suonano falsi, prima di tutto, e vuoti. Esercizi di scrittura poetica. Eppure messi tra altri di malinconico languore, sono usati da Pablo per far risaltare entrambi, per creare un contrasto sia per tema specifico della poesia, in sé piuttosto banale, per l'autore Neruda, ma anche, a mio parere, e in un senso più ampio, sulla costruzione della poesia.
"Potrebbe" scrivere quei versi, scegliere una strada lastricata di marmo lucido, di bei versi descrittivi, quelli del fuori; invece decide di esplorare un altro sentiero, che sfrutta il "non l'ho", "l'ho perduta", in modo ripetitivo-ossessivo. La poesia dunque è pervasa da un senso di smarrimento; smarrimento tra i ricordi, tra il pensiero di non amarla più, d'averla amata una volta, forse amarla ancora e la volontà di volersi allontanare da questo smarrimento, con un'ultima poesia.
In effetti la scrittura di una poesia, se vera ed esaustiva, riesce ad allontanarci dal caos che l'ha generata. Ma questa è un'altra storia...
 





POSSO SCRIVERE I VERSI PIU' TRISTI QUESTA NOTTE


Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

Scrivere, ad esempio: La notte è stellata,

e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.

Il vento della notte gira nel cielo e canta.


Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

Io l'amai, e a volte anche lei mi amò.

Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.

La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.

Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.

Udire la notte immensa, più immensa senza lei.

E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.

Che importa che il mio amore non potesse conservarla.

La notte è stellata e lei non è con me.

È tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.

La mia anima non si rassegna ad averla perduta.

Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.

Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.

Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.

Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.

La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.

La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.

È così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.

Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,

la mia anima non si rassegna ad averla perduta.

Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa

e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.







PUEDO ESCRIBIR LOS VERSOS MAS TRISTES ESTA NOCHE


Puedo escribir los versos mas tristes esta noche.

Escribir, por ejemplo: "La noche esta estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos".

El viento de la noche gira en el cielo y canta.

Puedo escribir los versos mas tristes esta noche.
Yo la quise, ya veces ella tambien me quiso.

En las noches como esta la tuve entre mis brazos.
La bese tantas veces bajo el cielo infinito.

Ella me quiso, a veces yo tambien la queria.
Cοmo no haber amado sus grandes ojos fijos.

Puedo escribir los versos mas tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Pensar que no La Tengo.

Oir la noche inmensa, mas inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocio.

Que importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche esta estrellada y ella no esta conmigo.

Eso es todo. Eso es todo. A lo lejos alguien canta.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.

Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazon la busca, y ella no esta conmigo.

La misma noche que hace blanquear los mismos arboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.

Ya no la quiero, es cierto, pero cuanto la quise.
Mi voz buscaba el viento para tocar su oido.

De otro.  Sera de otro. Como antes de mis besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.

Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el olvido.

Porque en noches como esta la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.

Aunque este sea el ultimo dolor que ella me causa,
y estos sean los ultimos versos que yo le escribo.




domenica 1 gennaio 2012

E' OGGI - PABLO NERUDA

Ho pensato di augurarvi un buon 2012 con questa poesia di Neruda.
Che tutto l'ieri cada dalle vostre mani e che il domani sia una bella pagina nuova da scrivere, una strada ben asfaltata, un sentiero di terra morbida dove vi aspettano i vostri sogni.
Ha un suo moto questa poesia. Ogni distico è una onda che lambisce la riva, si ritrae e torna, come se avesse dimenticato di portarci via.






E' OGGI


E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.
Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,
e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.
Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.


(Cento sonetti d'amor, XLIX)



Soneto XLIX

Es hoy: todo el ayer se fue cayendo
entre dedos de luz y ojos de sueño,
mañana llegará con pasos verdes:
nadie detiene el río de la aurora.
Nadie detiene el río de tus manos,
los ojos de tu sueño, bienamada,
eres temblor del tiempo que transcurre
entre luz vertical y sol sombrío,
y el cielo cierra sobre ti sus alas
llevándote y trayéndote a mis brazos
con puntual, misteriosa cortesía:
Por eso canto al día y a la luna,
al mar, al tiempo, a todos los planetas,
a tu voz diurna y a tu piel nocturna. 


domenica 20 novembre 2011

NUDA SEI SEMPLICE - PABLO NERUDA

sabato, 11 dicembre 2010
NUDA SEI SEMPLICE - PABLO NERUDA
 
Sulla poesia di Pablo c'è poco che non sia stato già detto.
E' una delle poesie d'amore più famose di tutti i tempi.
Semplice, diretta, colloquiale, questa versione, a mio parere, rende più morbidamente i versi, li arrotonda, li smussa, senza far perdere  loro il significato originale, anzi donadogli nuove sfumature; forse proprio in quel colore giallo di cui ci dice essere la donna nuda.
Riporto in calce la poesia nella stesura originale dell'autore. Se qualcuno conosce la lingua spagnola, penso possa capire quello che intendo. Purtroppo non sono riuscita a trovare una lettura soddisfacente di questo testo in lingua madre.
E  stavolta per illustrare questo testo, ho pensato ad un quadro che penso incarni la donna nuda di Pablo meglio di qualsiasi altra immagine.
Ho chiesto al suo autore il permesso di usarla per questo post specifico e lui ha gentilmente acconsentito.
Ricorderete forse, o forse no, una mia precedente "conversazione" in cui vi segnalavo il suo Blog ed i suoi quadri.
Si tratta di TOLEMAIOS, al secolo Sandro Becucci, che ho incontrato con le sue opere ad una mostra a Santa Maria a Monte. Ad oggi ne ha realizzate molte altre; l'ultima si è chiusa proprio poco tempo fa allo storico Caffè Giubbe Rosse di Firenze.
Da non perdere la sua visione del quadro  (cosa sta facendo, guardando o pensando Artemis stessa?) cliccando sul link in calce all'immagine.
http://sandrobecucci.blogspot.com/
http://www.myspace.com/sandrobecucci


IL RIPOSO DI ARTEMIS 70x100 olio su tela 2008 in LE SANTE SOSPESE di Sandro Becucci


Dal ciclo di dipinti "Le sante sospese" - Il riposo di Artemis - Olio su tela 70 X 100


NUDA SEI SEMPLICE

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.

Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.

Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo.

come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.



Soneto XXVII

Desnuda eres tan simple como una de tus manos,
lisa, terrestre, mínima, redonda, transparente,
tienes líneas de luna, caminos de manzana,
desnuda eres delgada como el trigo desnudo.

Desnuda eres azul como la noche en Cuba,
tienes enredaderas y estrellas en el pelo,
desnuda eres enorme y amarilla
como el verano en una iglesia de oro.

Desnuda eres pequeña como una de tus uñas,
curva, sutil, rosada hasta que nace el día
y te metes en el subterráneo del mundo

como en un largo túnel de trajes y trabajos:
tu claridad se apaga, se viste, se deshoja
y otra vez vuelve a ser una mano desnuda.


                                               





#1  12 Dicembre 2010 - 08:38

Splendida nella musicalità delle espressioni in lingua originale!
Gianni G.
http://http://www.splinder.com/myblog/comment/reply/23726845?blog=natakarla.splinder.com

utente anonimo 

#2  11 Giugno 2011 - 19:04

bellissima poesia, sai dove posso trovare un'analisi più dettagliata? grazie
utente anonimo


#3  11 Giugno 2011 - 21:42

Ho cercato un pò per internet, ma non ho trovato proprio niente, se non una citazione indiretta (molto indiretta), a questa poesia in relazione all'uso di  metafore e similitudini nei tempi.
Te lo lascio, comunque, magari ti può essere utile...

http://www.bicudi.net/percorsi/cantico_riletture.htm


Carla
NATACARLA


sabato 19 novembre 2011

ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO - PABLO NERUDA

domenica, 07 marzo 2010
ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO - PABLO NERUDA
 
Di una malinconia infinita questa poesia.
Il ricordo struggente dell'amata, tanto più vivo quanto più è lontana e la tristezza è il sentiero che glielo avvicina.
Forse sarebbe stato più adatto un tramonto sulle montagne, ma per me quello sul mare è più suggestivo e mi predispone a questa lettura.


http://www.spoletonline.com/pic/fotoxgallery/pubblicita/due3.jpg


 
ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO


Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.

A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l'anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.

Allora dove eri ?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l'amore d'un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?

Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.




PERCHE' TU POSSA ASCOLTARMI - PABLO NERUDA

martedì, 23 febbraio 2010
PERCHE' TU POSSA ASCOLTARMI - PABLO NERUDA
 
Ancora una bella poesia di Neruda. Musicale, colloquiale, malinconica e molto, molto dolce.
Possiede lo stesso afflato della sua poesia Mi piaci quando taci, quasi ne fosse un naturale prolungamento, o dei versi che la precedono.


http://www.parcapuane.toscana.it/gallery/concorso/2004/orme...in%20riva%20al%20mare%20delle%20apuane!.JPG




PERCHE' TU POSSA ASCOLTARMI


Perchè tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.




TIMIDEZZA - PABLO NERUDA

sabato, 02 gennaio 2010
TIMIDEZZA - PABLO NERUDA
 
Una intima confessione quella di pablo, un modo di dire Sono qui ma anche non sono importante, continuate pure a vivere senza di me.
Non è forse questa la timidezza? Bramare di essere brillanti, interpellati, salutati ed invidiati da tutti.
Chi non ne ha sofferto da adolescente? Gaffes su gaffes e non trovare nessun buco nel quale nascondersi.
Ma poi arriva l'età adulta (grazie a Dio) ed allora si impara che il non parlare diventa un punto di forza, anzichè una debolezza e si incontrano persone che hanno altrettanta voglia di nascondersi quanto la nostra.






TIMIDEZZA


Appena seppi, solamente, che esistevo
e che avrei potuto essere, continuare,
ebbi paura di ciò, della vita,
desiderai che non mi vedessero,
che non si conoscesse la mia esistenza.
Divenni magro, pallido, assente,
non volli parlare perché non potessero
riconoscere la mia voce, non volli vedere
perché non mi vedessero,
camminando, mi strinsi contro il muro
come un’ombra che scivoli via.
Mi sarei vestito
di tegole rosse, di fumo,
per restare lì, ma invisibile,
essere presente in tutto, ma lungi,
conservare la mia identità oscura,
legata al ritmo della primavera.




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LENTAMENTE MUORE - PABLO NERUDA

domenica, 29 novembre 2009
LENTAMENTE MUORE - PABLO NERUDA

Difficile riconoscere questo testo come appartenente a Neruda, conoscendolo scrittore di poesie d'amore.
Ma un poeta deve essere anche qualcosa d'altro e qui ce lo dimostra.


http://wdsucks.altervista.org/wp-content/uploads/2009/05/bivio3.jpg



LENTAMENTE  MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.




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martedì 15 novembre 2011

MI PIACI QUANDO TACI - PABLO NERUDA

lunedì, 12 gennaio 2009
MI PIACI QUANDO TACI - PABLO NERUDA
 





Ancora Neruda, con una poesia di cui conoscevo l'esistenza, ma che non avevo ancora letto.
Se l'ho postata è perche mi piace molto, anche se devo chiedere perdono ad Annarita che ne ha messo uno stralcio nel suo blog. Da là è partita la mia ricerca ed il consueto appagamento per aver trovato qualcosa di veramente prezioso.
E' una poesia questa che vorrei conoscere a memoria, che vorrei copiare a mano per avere l'illusione di averla (tra)scritta proprio io, che vorrei leggere ad alta voce, con un cipiglio alla Foà, una voce alla Gazzolo - ma capirete che me ne manca la voce -, che vorrei vivere, facendo voto di silenzio purchè qualcuno mi dicesse:






MI PIACI QUANDO TACI

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla tubante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.




Me gustas cuando callas porque estás como ausente,
y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.
Parece que los ojos se te hubieran volado
y parece que un beso te cerrara la boca.

Como todas las cosas están llenas de mi alma
emerges de las cosas, llena del alma mía.
Mariposa de sueño, te pareces a mi alma,
y te pareces a la palabra melancolía.

Me gustas cuando callas y estás como distante.
Y estás como quejándote, mariposa en arrullo.
Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:
déjame que me calle con el silencio tuyo.

Déjame que te hable también con tu silencio
claro como una lámpara, simple como un anillo.
Eres como la noche, callada y constelada.
Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.

Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.


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domenica 13 novembre 2011

SONETTO XXVII - PABLO NERUDA

 I Nobel della letteratura Isabato, 13 settembre 2008
C'è una persona che non posso definire amico, perchè in realtà non  conosco di persona ma di cui  apprezo le  poesie,  che di tanto in tanto propone citazioni di poesie veramente belle.
Oltre ad avermi fatto conoscere Cortazar, oggi ha stuzzicato la mia curiosità con un brano di questo sonetto di Neruda. Ho cercato il testo e ve lo propongo.
Però, mi chiedo: ma quando andavo a scuola, perchè non ci venivano proposte poesie come queste?
Colpa della girandola di insegnanti che si susseguono uno dopo l'altro o colpa dell'indirizzo tecnico della scuola che ho scelto? Ma lo studio della lingua Italiana, non dovrebbe ssere uguale per tutte le scuole?


http://hankinslawrenceimages.files.wordpress.com/2008/12/bromeliad_vriesea_tiffany_7423.jpg

Fotografia di Patty Hankins

SONETTO XVII

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie a
l tuo
amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.


Tratto da Cento sonetti d'amore.

#1  06 Marzo 2009 - 17:43
 
ciao, Carla, girando per internet sei apparsa te.....ora vado a curiosare
ciao, a presto
adriana
utente anonimo
#2  06 Marzo 2009 - 17:55
 
Ciao, Adriana e benvenuta!
Giracchiola quanto vuoi, lascia scritto cosa pensi, ma poi ne parliamo a voce! Sabato a Vada, se vieni.
Carla
Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA
#3  07 Marzo 2009 - 06:26
 
Ho avuto la fortuna di aver avuto professori intelligenti e acuti. Queste erano le poesie proposte...Neruda, Pavese, Garcia Lorca, Pasolini...analisi attente e profonde.
Ecco da cosa nasce poi l'amore per certe cose...
:-)
Utente: lindachicco Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. lindachicco
#4  07 Marzo 2009 - 07:34
 
Sei stata fortunata! I miei studi tecnici mi hanno condizionata, ma hanno messo sul mio cammino un insegnante favoloso che nello scrivere..... beh, diciamo che mi ha "sgrossato".
Ma niente poesie....
Buongiorno e bentornata.
Carla
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