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sabato 2 maggio 2015

MARE NOSTRO - ERRI DE LUCA

Rimbalza tra molti siti, su molti profili facebook, io l'ho copiata direttamente dal sito della Fondazione Erri De Luca, autore che non ha bisogno di pubblicità e noto per la sua sensibilità e l'impegno sociale. 
Non credo che la poesia necessiti di una qualche presentazione, né di commento.




                   MARE NOSTRO


Mare nostro che non sei nei cieli     
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro che non sei nei cieli
tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire



sabato 4 gennaio 2014

MANIERA - ERRI DE LUCA


Mi è capitato molte volte di acquistare un libro per il piacere di possedere una delle poesie che vi è contenuta. Oggi ho avuto un solo istante di indecisione tra due libri, uno di Pierluigi Cappello, un poeta che sinceramente stimo molto e che mi riprometto sempre di contattare e un Erri De Luca nella insolita (almeno per me) veste di poeta. Quantità, intesa come numero di poesie, contro qualità, intesa come casa editrice (una serie bianca di Einaudi).
Sinceramente quello che mi ha fatto decidere è stata la prima poesia che Einaudi inserisce come copertina, proprio quella che propongo nel post e la curiosità di leggere un autore per me sconosciuto, ma comunque apprezzato, nella prefazione ad un'altro libro di Einaudi, quello di Izet Sarajlic: davvero commovente. Chi mi legge da tempo ed i miei autori, sanno che i miei post sono emozioni che rendo, anche a loro, come lettore, ma questa volta sono preoccupata di scrivere qualcosa che possa dispiacergli. Non ho il consenso dell'autore, questa volta. Se avete l'occasione di vederlo, di parlargli, diteglielo voi che gli ho fatto una scorrettezza.
In Maniera ho apprezzato particolarmente la leggerezza con cui si apre la poesia.
I giochi di parole, buffi, un poco infantili, denotano una intimità giocosa, una spensieratezza e un  desiderio di stupire ma anche di essere accettato. Un modo di far  breccia in un muro che l'autore  percepisce ma non vede.
Negli ultimi tre versi si avvia e si compie il dramma. Inizia col restare “indietro di un respiro”, continua col seguitare del gioco, ma senza sorrisi, già scomparsi nel verso precedente, e finisce con la domanda definitiva e ferale.
Non trovo una parola fuori posto, non ho nessun desiderio di leggerla diversamente. Confesso che ho il mio miraggio di "poesia perfetta" e questa gli si avvicina molto.






Enrico De Luca, nasce a Napoli, il 20 Maggio 1950. Erri pare sia l'italianizzazione del nome di suo zio Henry. A 18 anni lascia studi, famiglia e città per trasferirsi a Roma, dove entra a far parte del movimento Lotta Continua e dove continua a militare fino al suo scioglimento. Svolge diversi mestieri (operaio, magazziniere, muratore, camionista) in Italia (Torino, Napoli, Milano, Catania) e all'estero (Francia, Tanzania come volontario). Durante la guerra della ex-jugoslavia fa l'autista dei convogli umanitari destinati alle popolazioni. Nel '99 quando bombardano la Serbia, sente che il suo posto è a Belgrado, tra la gente. Studia da autodidatta diverse lingue, tra cui lo Yiddish e l'ebraico antico, da cui traduce alcuni passi della Bibbia. Lui le chiama traduzioni di servizio, e nel farlo cerca di attenersi alla versione più letterale possibile. Viene tradotto in Francese, Spagnolo ed Inglese. E' opinionista di vari giornali a tiratura nazionale. Numerosi i suoi romanzi, tre libri di poesia e due racconti brevi editi da Feltrinelli come audiolibri, in cui è lo stesso De Luca che legge.Vive nella campagna romana.







                                                   MANIERA





Accosto la fronte alla tua, si toccano, dico: "E' una frontiera".
Fronte a fronte: frontiera, mio scherzo desolato, ci sorridi.
Col naso ci riprovo, tocco il naso, per una tenerezza da canile:
"E questa è una nasiera" dico per risentire casomai
un secondo sorriso, che non c'è.
Poi tu metti la mano sulla mia e io resto indietro di un respiro.
"E questa è una maniera", mi dici.
"Di lasciarsi?", ti chiedo. "Si, così".


(L'ospite incallito - Giulio Einaudi Editore)