martedì, 10 maggio 2011
FUGGEVOLE - SYLVIA PALLARACCI
Sylvia si è intrufolata, come dice lei, nelle mie mail con un una sola frase: "Se ti va di passare a dare uno sguardo...". Così ho aperto una pagina di recensione della sua opera prima, della casa editrice Lieto Colle, contenente una panoramica delle sue poesie.
Nasce così, a volte, il presupposto per una buona lettura: si apre una porta di cui abbiamo sentito scattare la serratura e ci ritroviamo investiti da una corrente di armonia, da una corrispondenza di pensieri ed emozioni.
La poetica di Sylvia è sensuale, a tratti lancinante nel distacco emozionale con cui costruisce alcuni versi che si fanno più asciutti ed essenziali quando rivela il suo io più profondo, più urgente, con quel pudore che accomuna, io credo, i poeti veri, non quelli che si pavoneggiano con versi di dubbia comprensione, sonori ed affascinanti, certo, ma che non trasmettono niente..
In questa poesia in particolare, ho ritrovato parte dei miei pensieri, riversati sulla carta con una resa originale.
Si ha l'impressione d'essere presi dentro ad un vortice in cui si avvolge e scompare, nei due versi finali, il desiderio - molto femminile - di attenzione, anche se si teme di conoscere quanto sia vero e forte quell'amore che sembra esserci solo concesso.
Nasce così, a volte, il presupposto per una buona lettura: si apre una porta di cui abbiamo sentito scattare la serratura e ci ritroviamo investiti da una corrente di armonia, da una corrispondenza di pensieri ed emozioni.
La poetica di Sylvia è sensuale, a tratti lancinante nel distacco emozionale con cui costruisce alcuni versi che si fanno più asciutti ed essenziali quando rivela il suo io più profondo, più urgente, con quel pudore che accomuna, io credo, i poeti veri, non quelli che si pavoneggiano con versi di dubbia comprensione, sonori ed affascinanti, certo, ma che non trasmettono niente..
In questa poesia in particolare, ho ritrovato parte dei miei pensieri, riversati sulla carta con una resa originale.
Si ha l'impressione d'essere presi dentro ad un vortice in cui si avvolge e scompare, nei due versi finali, il desiderio - molto femminile - di attenzione, anche se si teme di conoscere quanto sia vero e forte quell'amore che sembra esserci solo concesso.

FUGGEVOLE
Come l’ago
che imbastiva la trama
e mai bastava a (s)velarci
le parole
mi faccio piccola
perché tu abbia ora paura
a smarrirmi
perché quando entravi tutto
nel mio ventre
ti era difficile immaginarmi
altrove
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