Visualizzazione post con etichetta GALLO ERMINIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GALLO ERMINIA. Mostra tutti i post

domenica 20 novembre 2011

TRACCE - ERMINIA GALLO

domenica, 24 ottobre 2010
TRACCE - ERMINIA GALLO
 
C'è una perdita nella vita di Erminia; tanto inaspettata da essere rimasta cristallizzata nel tempo.
Ed ecco che tutto aspetta, dai vestiti alle scarpe; perfino le patate aspettano di essere finite e tutto pone una unica domanda, in realtà: quando ritorna?
Così tutto resta sospeso, in attesa di una chiave che gira nella toppa della serratura, del rumore che fa quando viene appoggiata sul mobile accanto alla porta, dei passi che girano per casa, dell'abbraccio rituale.
Tutto resta sospeso, e lucidamente confuso.
Lucida la consapevolezza ed asciutto il ricordo; confuso il confine tra la perdita e Dio, tanto che l'uno si incarna nell'altro.
Sono poche le poesie che a mio avviso possano dirsi un "punto finale" di un sentimento, di una emozione.
Per questa credevo di averla trovata in Auden Wystan e la sua Blues in memoria, ma  quella di Erminia lo è altrettanto se non di più.
Un pò come direbbe Forrest Gump, se mi passate la citazione, "E questo è tutto quello che ho da dire su questo argomento" .
Citazione cha faccio mia.





TRACCE

Adesso forse mi rimane Dio
insieme alle scarpe e ai tuoi vestiti vecchi
- perchè di colpo ciò che fu tuo è vecchio,
anche le calze che non hai mai indossato
e trattengono integri sotto l'etichetta il filo di Scozia e i colori -
Invano un'azzurra camicia
pende spiegazzata dal bordo della sedia
e pazientissime cose pongono intorno mute domande.

Dovrei avere Dio
come non l'ho avuto mai.
Solo l'assenza assoluta
mi appartiene e mi rappresenta.

In ogni luogo
tracce di Dio accecanti e misere
come la tazzina di caffè che hai appena posato sul tavolino della
                                                                       terrazza sul mare
- nella fotografia -
e le patatine non finite
rimaste nel piatto
in quel ristorante,
quando la tua mano impugnava normalmente
una forchetta.



Leggi i vecchi commenti


sabato 19 novembre 2011

I CORPI - ERMINIA GALLO

mercoledì, 06 gennaio 2010
I CORPI - ERMINIA GALLO
 
Sapete come funziona: ad un tratto ti viene a mente un amico e senti il bisogno di parlargli, di sapere che sta bene. Così ecco cosa ho fatto, poco prima di Natale, ritrovando questa poesia in un file inviatomi tanto tempo fà: leggerla e scrivergli (non so in quale ordine).
  
Rileggere la mia poesia dei "corpi" mi ha commosso e mi ha confortato allo stesso tempo. [........] è tanto che non faccio "le mie cose", ma so che non perdo niente e nessuno che amo. Vedo che i regali mi arrivano insperati e sovrabbondanti...

ed io, Erminia, vedo che la Poesia è sempre accanto a te.
Ecco perchè sei arrivata prima e tanti altri successi ti hanno gratificato.






I CORPI



Lasciano i corpi un incavo nell'aria
come un calco translucido impalpabile
di quintessenza. In certe congiunture
capita che s'inverino le forme
urgenti e vive come in un orgasmo
della materia. Allora ricompare
nell'angolo, di colpo, il tavolino
con le tazzine del caffè, i giornali
e loro uguali a prima, solo un poco
più luminosi. Forse hanno indossato
per gioco quei vestiti specialissimi
da cerimonia che ci metteremo
- si dice - la domenica mattina
del giorno del giudizio.


mercoledì 16 novembre 2011

TRA LA GENTE - ERMINIA GALLO

venerdì, 29 maggio 2009

Ogni volta che parlo con Erminia, ne esco sempre più ricca. Di idee, consigli, parole nuove, amicizia insomma. Davvero una straordinaria persona, ma dalle sue poesia questo traspare.....








TRA LA GENTE

Tra la gente mi aggiro leggermente
svitata
come una lampadina consumata.
Mi ripiego nel cerchio del risucchio
di un mezzo giro rapido antiorario.
La corrente trafigge a intermittenza
i filamenti delle nervature
tremolanti, protese negli agganci
di trapezi acrobatici nel vuoto.
E l'assenza imparata, questo tendersi
della mancanza,
è il barlume di un calo di tensione
è il residuo di un fioco sfrigolio.


I GIORNI DELL'ABBANDONO - ERMINIA GALLO

sabato, 09 maggio 2009

Sembra che questa poesia di Erminia sia un pò il completamento - o la premessa - di COME UN EMIGRANTE già inserita qui, nella categoria a lei dedicata.







I GIORNI DELL'ABBANDONO


Misterioso il tuo amore
non mi abbandona.
Quieta forza segreta
invisibile agli altri e che nessuno
mi può invidiare.
Io non so com’è andata ma la morte
rubandomi ogni cosa
non è riuscita a togliermi
l’essenziale.
Viviamo in una fiaba.
Quest’assenza: la prima dura prova
da superare…
Andiamo avanti a occhi bendati. Ognuno
per la sua strada senza
flauti magici, senza
campanelli incantati…
Funzionerà l’amore
da talismano?
Ci potrà salvare?
Sorrideremo ripensando ai lunghi
giorni dell’abbandono?



LA SCALETTA DI CORDA - ERMINIA GALLO

sabato, 18 aprile 2009
 
"...e se poi non ti piacciono?"
"Te ne chiederò delle altre! Ma sarà difficile."
Ecco lo scambio di battute in chat tra me ed Erminia Gallo.
Ma vi pare possibile che chi ha scritto quella splendida poesia COME UN EMIGRANTE possa aver scritto cose deludenti? Ed averci vinto un concorso! Impossibile.
Così, come da copione, una poesia che tocca il cuore.
L'immagine è una mia libera interpretazione.







LA SCALETTA DI CORDA



Al mattino svegliarsi

senza una poesia,

senza parole,

è come tastare

vuoto il posto nel letto

accanto a me.



Nella notte qualcuno

ha fatto una retata

e le parole

in fretta deportate

come rondini in fila

sono volate.



Sgarbatamente

ti hanno strattonato.



Per l'assenza il mio petto

cavo risuona

come nicchia murata

sotto le nocche delle dita.



Ora dalla finestra

vedo ondeggiare

sempre più piccola

più lontana lassù

la tua scaletta

di corda.



 Leggi i vecchi commenti

martedì 15 novembre 2011

COME UN EMIGRANTE - ERMINIA GALLO

lunedì, 09 marzo 2009

Erminia Gallo, Poetessa, l'ho conosciuta alla premiazione di un concorso prestigioso (posso dirlo,  Ermì?), sul palco del Teatro di Viterbo dove ci avevano chiamate, lei emozionatissima, io spaurita, per quella che avrebbe dovuto essere l'inizio di una premiazione “a ritroso”, pensavo io. Partendo dagli ultimi premi, le segnalazioni, per intenderci.
Invece a lei è toccato proprio il primo premio, con questa bellissima poesia.
Due frasi buttate là, ci hanno lasciato la voglia di risentirci e un indirizzo di posta.
E quando ci pensiamo, ci scriviamo.





COME UN EMIGRANTE


Ci siamo dette
le parole funambole dei sogni
e quelle quotidiane dell'amore.
Le custodisco come una promessa.
Mi dovranno bastare per la vita.
Sillabe balbettate nella notte
come piccoli grani morsicati
di rosario.
E di giorno mendicare
parole nuove come un emigrante,
parole aghi di bussola per questa
sconfinata stranezza.
Quelle che non ci siamo dette
e che da sola
non so trovare.



Leggi i vecchi commenti