martedì 15 novembre 2011

COME UN EMIGRANTE - ERMINIA GALLO

lunedì, 09 marzo 2009

Erminia Gallo, Poetessa, l'ho conosciuta alla premiazione di un concorso prestigioso (posso dirlo,  Ermì?), sul palco del Teatro di Viterbo dove ci avevano chiamate, lei emozionatissima, io spaurita, per quella che avrebbe dovuto essere l'inizio di una premiazione “a ritroso”, pensavo io. Partendo dagli ultimi premi, le segnalazioni, per intenderci.
Invece a lei è toccato proprio il primo premio, con questa bellissima poesia.
Due frasi buttate là, ci hanno lasciato la voglia di risentirci e un indirizzo di posta.
E quando ci pensiamo, ci scriviamo.





COME UN EMIGRANTE


Ci siamo dette
le parole funambole dei sogni
e quelle quotidiane dell'amore.
Le custodisco come una promessa.
Mi dovranno bastare per la vita.
Sillabe balbettate nella notte
come piccoli grani morsicati
di rosario.
E di giorno mendicare
parole nuove come un emigrante,
parole aghi di bussola per questa
sconfinata stranezza.
Quelle che non ci siamo dette
e che da sola
non so trovare.



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#1  11 Marzo 2009 - 23:08
Davvero molto bella. Ci sono parole che devono bastare una vita, ci sono parole che non basta una vita a capire. Ci sono parole che sarebbe stato meglio non dire, altre che sarebbe stato meglio non udire. Ma il silenzio è peggio di miliardi di parole. Il silenzio alza comunque i muri, e a volte è impossibile, poi, abbatterli. Complimenti, Carla, per questo post in particolare. E scusa lo sfogo... ogni tanto ricado nell'errore di dare importanza a chi ha scelto, ma solo per "comodità" personale, di fare del silenzio il proprio stile di vita... Ti abbraccio.
Utente: annarita59 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. annarita59

#2  12 Marzo 2009 - 12:26
"Le custodisco come una promessa."
"Mi dovranno bastare per la vita."
Due incisi fantastici.
Riferiti alle parole di cui sopra, sembrano gli epigrafi di un'esistenza...
Diego
utente anonimo

#3  12 Marzo 2009 - 17:33
Hai espresso molto bene anche ilmio pensiero, Annarita. Anche questa appartiene alla caregoria di poesie che non si può dimenticare.
Diego, sei stato parco di parole: insolito in te. A me avevi confidato molte più emozioni di quelle che hai lasciato qua.
Un abbraccio. Carla
Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA

#4  14 Marzo 2009 - 14:53
Ci siamo dette
le parole funambole dei sogni
e quelle quotidiane dell'amore.
Le custodisco come una promessa.
Mi dovranno bastare per la vita.
Sillabe balbettate nella notte
come piccoli grani di rosario
morsicati.
E di giorno mendicare
parole nuove come un emigrante,
parole aghi di bussola per questa
sconfinata stranezza.
Quelle che non mi hai detto
e che da sola
non so trovare.

Una poesia di livello "superiore"; degna, pertanto di stare tra "cotanto ingegno".
Per dare più peso e valore a quanto affermo mi sono permesso di modificarla appena in quei due punti dove, a mio parere, il suono ne veniva nortificato.
Ecco, dunque, che ho posposto "morsicati" in riferimento ai grani del rosario, lasciando quindi il suono in sospeso. Mentre alla fine ho m8utato leggermente il verso per dare maggior peso alla tua povertà di parole, in assenza delle sue.

Spero non ti offenda ed accetti la sincerità del mio intervento. Mi piacerebbe leggere dell'altro di tuo.
Gianni Grillo da Siracusa
http://http://www.splinder.com/myblog/comment/reply/20032757?blog=natakarla.splinder.com utente anonimo

#5  16 Marzo 2009 - 21:51
Ciao Gianni, ti ringrazio per gli apprezzamenti. Quanto alle modifiche… Mi piace molto pensare che una poesia quando va in giro appartenga totalmente a chi la legge. Abbiamo il diritto di farla nostra, di farne ciò che vogliamo. La versione originale però secondo me dovrebbe mantenersi così com’è stata pensata da chi l’ha scritta: questa fedeltà garantisce a tutti gli altri la possibilità di esercitare il loro personale diritto di manipolazione. Questo in linea di massima. Non dico però che in alcuni casi qualche correzione piccola o grande non possa essere sacrosanta, non possa migliorare il senso e il ritmo dei versi e non debba essere quindi accettata dall’autore, se corrisponde al suo pensiero. Quindi figurati… Non solo non mi sono offesa ma anzi mi sono sentita lusingata dal tuo livello di partecipazione. Entrando nel merito dei tuoi interventi devo dirti però che in questo caso non li condivido. Io non so dirti se oggettivamente la poesia in quel modo diventi più “bella”, ma posso dirti sicuramente che diventerebbe meno mia, allontanandosi da ciò che attraverso quei versi tentavo di esprimere. Infatti “morsicati” mi va bene accanto a “grani”: il verso risulta più aspro, quasi onomatopeico (per via di quei suoni “gr” e “rs”) e dà l’idea di una tenacia disperata, mentre mi sembra importante mettere “rosario” da solo in evidenza nel verso successivo, quasi a spegnere l’angoscia in una preghiera. Sui versi finali poi sono ancora meno convinta. Cambierebbe tutto il senso della poesia che inizia proprio con “Ci siamo dette le parole”. Si tratta di una comunicazione assolutamente reciproca che improvvisamente viene a mancare: quello era l’unico linguaggio che conoscevo e sapevo usare, un linguaggio che si nutriva delle parole di entrambi nella stessa misura, un universo che ci è stato sottratto. Mi sembra necessario ribadirlo alla fine. Tutto questo naturalmente io non lo avevo concettualizzato: devo ringraziarti per avermici fatto pensare… Ma forse ho detto solo stupidaggini… Forse sono solo affezionata a come l’ho scritta, questa poesia, riletta e ripetuta tantissime volte… Adesso non restarci male tu… Ciao, Erminia
utente anonimo

#6  17 Marzo 2009 - 08:55
Figurati se possa esserci rimasto male. Carla che mi conosce sa benissimo come io la pensi in proposito. Non è corretto nè bello manipolare in qualsiasi maniera le opere degli altri. Ma, allora perchè l'ho fatto. Perchè come tu stessa affermi un testo appartiene anche a chi lo legge ed in qualche modo lo fa suo. In pratica mi sono permesso di dirti come l'ho sentito io, mettendolo per iscritto. Resta fermo pertanto che l'unico testo valido e da apprezzare è quello che ci propone l'autore (in questo caso tu) nell'apposito spazio. Il mio voleva soltanto essere l'attestato del grande interesse che mi aveva suscato. Gianni G.
http://http://www.splinder.com/myblog/comment/reply/20032757?blog=natakarla.splinder.com utente anonimo

#7  17 Marzo 2009 - 18:36
Erminia! Gianni!
GRAZIE!!!
State trasformando il mio sogno di blog in realtà: un salotto dove scambiarsi idee.
Vi voglio bene anche per questo.
Carla
Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA

 

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