Credo non esista uno scrittore, un buon scrittore, che non sia anche un sensibile poeta.
E' necessario avere una visione del mondo acuta per interpretare le emozioni, per farle vivere ai personaggi, e farli muovere lungo dei binari che tu stesso disegni, per portarli esattamente dove tu vuoi condurli; un processo tanto più difficile, quanto più complessa è la storia che hai in mente di scrivere.
Ma credo anche che in ogni storia che si scrive ci sia un qualcosa che viene soffocato per esigenze narrative e quindi resti nelle mani qualcosa di non detto di cui ci si deve liberare.
Questa di Thomas, a mio avviso, è una delle poesie che stanno in mezzo tra Pavese per l'incipit e Salinas per svolgimento, per il passo con cui è stata scritta.

Thomas Brasch, scrittore tedesco, drammaturgo, autore di sceneggiature, regista e poeta nacque in Inghilterra, a Westow, Yorkshire, il 19 febbraio 1945. Figlio di immigrati ebrei tedeschi, a soli due anni torna con la famiglia nella Germania dell’Est, a Cottbus. Il padre Horst, era un alto funzionario del regime comunista e Thomas, nel 1956, viene iscritto alla “Scuola per i cadetti dell’esercito nazionale popolare”, un’istituzione fondata per impartire una completa ed esemplare educazione ai figli dei funzionari di partito. Ma la discplina della scuola lo renderà insofferente nei confronti di ogni prevaricazione e del regime. Studierà Giornalismo all'Università di Lipsia ma dovrà ritirarsi dopo solo un anno per "diffamazione figure di spicco della RDT." Completerà gli studi in arte drammatica nel '68, anno in cui compila e distribuisce volantini di protesta contro l’invasione della Cecoslovacchia e viene arrestato e condannato a 27 mesi di reclusione per “istigazione contro i poteri dello Stato”.
Nel 1971, per interessamento della vedova di Brecht, ottiene l' incarico di cuare i rapporti tra Brecht ed il cinema presso l’Archivio Bertolt Brecht di Berlino, ma dopo la morte di questa non viene riconfermato nell’impiego e Thomas vive della propria attività di autore e traduttore. Il regime però blocca regolarmente i suoi lavori così, nel 1976 decide di espatriare a Berlino ovest, dove, dopo solo un anno pubblica finalmente il suo romanzo “Prima dei padri muoiono i figli”, la raccolta di poesie “Il bel 27 settembre” (nel 1980). a seguire scriverà opere teatrali, girerà films importanti che approderanno al festival di Cannes.
Morirà per un infarto nel novembre del 2001.
Usciranno postumi i volumi di poesie “Chi vuole attraversare la mia vita deve attraversare la mia stanza” (2002) e “Quel che desidero” (2007), che raccolgono le poesie inedite rinvenute in alcune cartelle dopo la sua morte.