venerdì, 28 ottobre 2011
IL POSTO DI UNA DONNA - IMTIAZ DHARKER
Leggere le poesie delle autrici indiane è una esperienza nuova e diversa. Nuovi i temi, la resa poetica, il respiro del verso, leggero, sottile, ironico.
Potrebbero essere - tutte assieme oppure ognuna di loro - un condensato di quello che ha rappresentato Emily Dickinson, rinnovate però nel linguaggio.
Insomma, se con Emily ci trovavamo spesso a passeggiare in mezzo a boschi o giardini , contemplando alberi e foglie, in compagnia di gufi, serpenti (o le onnipresenti farfalle e api...), o comunque dentro scenari che ci vengono descritti puntigliosamente, qui siamo in presenza di luoghi interiori.
Non è un tipo di poesia diaristica, perchè trascende quell' IO con cui comunque si racconta, ma il fatto, l'episodio della vita è solo un pretesto, poi meditato, sublimato e sommato (o forse risolto, quasi fosse una equazione matematica) nei versi di chiusura.
Ricordate il concetto della poesia del dentro e del fuori di Montale?
Emily rappresenterebbe lo schieramento del fuori, mentre Imtiaz lo sarebbe del dentro.
Potrebbero essere - tutte assieme oppure ognuna di loro - un condensato di quello che ha rappresentato Emily Dickinson, rinnovate però nel linguaggio.
Insomma, se con Emily ci trovavamo spesso a passeggiare in mezzo a boschi o giardini , contemplando alberi e foglie, in compagnia di gufi, serpenti (o le onnipresenti farfalle e api...), o comunque dentro scenari che ci vengono descritti puntigliosamente, qui siamo in presenza di luoghi interiori.
Non è un tipo di poesia diaristica, perchè trascende quell' IO con cui comunque si racconta, ma il fatto, l'episodio della vita è solo un pretesto, poi meditato, sublimato e sommato (o forse risolto, quasi fosse una equazione matematica) nei versi di chiusura.
Ricordate il concetto della poesia del dentro e del fuori di Montale?
Emily rappresenterebbe lo schieramento del fuori, mentre Imtiaz lo sarebbe del dentro.
IL POSTO DI UNA DONNA
Devi stare attenta alla bocca, sopratutto
se sei una donna. Un sorriso
va soffocato con l'orlo del sari.
Nessuno deve vedere la tua serenità incrinata,
neppure dalla gioia.
Se ogni tanto hai bisogno di urlare, fallo
da sola, ma di fronte a uno specchio
dove puoi vedere la forma strana che prende la bocca
prima che la strofini via.
Da L'India dell'anima
a cura di Andrea Sirotti, Le Lettere, 2000
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