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domenica 2 settembre 2012

DEL SILENZIO - GHIANNIS RITSOS



In quanti modi e quante volte è stato invocato, descritto e cantato il silenzio? Quando eravamo in attesa, o distratti da una meraviglia, quando non esistevano più parole da dire oltre a quelle dette a quelle incomprese.
E sembra riferirsi proprio a queste Ghiannis con questa poesia, quelle che "davano sangue alle parole che dicevi" quindi le alimentano, danno loro vita, o quelle che non servono perché già conosciute come se quel corso dei pensieri fosse la strada dove abitiamo.




(Porto di Palermo di notte)



DEL SILENZIO


Le cose che non dicevi mai, proprio quelle
davano sangue alle parole che dicevi e che restavano in aria
sospese, ambigue, come note inspiegabili
di una futura musica notturna. Ora
non hai più niente da dire, giacchè non hai niente da
      nascondere. Il silenzio
ti chiude completamente fuori dagli eventi
a sentire le giovani motociclette giù sulla litoranea
a sentire i fischi delle navi "Sàmena", "Ikaros", "Egeo",
che navigavano giorno e notte tra alterne bonacce e tempeste
con destinazione finale il grande Ormeggio oscuro.

Trad. Nicola Crocetti 
da Un secolo di Poesia - Il funambolo e la luna - Corriere della Sera





Της Σιωπής

Εκείνα που δεν έλεγες ποτέ, ακριβώς εκείνα,
έδιναν αίμα στα λόγια που έλεγες κι έμεναν στον αέρα
μετέωρα, διφορούμενα, σαν ανεξήγητοι ήχοι
νυχτερινής μελλοντικής μουσικής. Τώρα 
δεν έχεις τίποτα να πεις, αφού δεν έχεις τίποτα να κρύψεις.
      Η σιωπή 
σε κλείνει ολόσωμον έξω απ’ τα γεγονότα
ν’ ακούς τις νεανικές μοτοσικλέτες κάτω στον παραθαλάσσιο 
    δρόμο,
ν’ ακούς και τα σφυρίγματα των πλοίων «Σάμαινα», 
    «Ίκαρος», «Αιγαίο»,
που αρμενίζουν νυχτόημερα σ’ εναλλασόμενες μπουνάτσες 
    και φουρτούνες
με τελικό τους προορισμό το μέγα, σκοτεινό Αγκυροβόλειο.



Γιάννης Ρίτσος
Καρλόβασι, 7. VΙΙΙ. 87





A special thank to my friend Christos for his research of the text. 

Un ringraziamento speciale all'amico Christos per la sua ricerca del testo.



sabato 26 novembre 2011

GOMITOLO DI PIUME - GHIANNIS RITSOS

lunedì, 01 agosto 2011
GOMITOLO DI PIUME - GHIANNIS RITSOS
 
A proposito di poesie musicali e di premi Nobel, avevo da parte una piccola poesia come questa.
Fare poesia, dichiarando di non poterne fare, forza descrittiva nel cogliere piccoli gesti, racchiusi nel ricordo, nell'intensità di un amore, partendo forse proprio da quei piedi impolverati.
Una costruzione del verso ampia, come la portata di un grande fiume, perchè per dare voce al taciuto, le parole si ampliano, si accavallano e si fanno impetuose.
Insolita la sua divisione del verso.





GOMITOLO DI PIUME

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo
mi chiederanno la loro voce un giorno, quando andrai.
Ma io non avrò più voce per ridirle allora. Perché tu eri abituata
a camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani
sui ginocchi, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così - dicevi;
ricordarmi così coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi - perché ti vedo più profondamente così. Dunque,
come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore in nessun paradiso.


Parola carnale, IV




«Τα ποιήματα που έζησα στο σώμα σου σωπαίνοντας,
θα μου ζητήσουν, κάποτε, όταν φύγεις, τη φωνή τους.
Όμως εγώ δε θάχω πια φωνή να τα μιλήσω. Γιατί εσύ συνήθιζες πάντα
να περπατάς γυμνόποδη στις κάμαρες, κι ύστερα μαζευόσουν στο
κρεβάτι
ένα κουβάρι πούπουλα, μετάξι κι άγρια φλόγα. Σταύρωνες τα χέρια σου
γύρω στα γόνατά σου, αφήνοντας προκλητικά προτετεμένα
τα σκονισμένα σου ρόδινα πέλματα. Να με θυμάσαι – μούλεγες- έτσι'
έτσι να με θυμάσαι με τα λερωμένα πόδια μου' με τα μαλλιά μου
ριγμένα στα μάτια μου – γιατί έτσι βαθύτερα σε βλέπω. Λοιπόν,
πώς νάχω πια τη φωνή. Ποτέ της η Ποίηση δεν περπάτησε έτσι
κάτω από τις πάλλευκες ανθισμένες μηλιές κανενός Παραδείσου».


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sabato 19 novembre 2011

EPPURE - CHISSA' - LA' DOVE.... - GHIANNIS RITSOS

venerdì, 01 gennaio 2010
 
La storia è sempre iniziata dalla resistenza dell'uomo: al freddo ed alla paura prima, alle incertezze, alle superstizioni e sopraffazioni  poi.
Nei tempi più recenti la resistenza è diventata un termine  ribelle, ma comunque nobile.
Oggi cos'è la resistenza?
Ne esiste una sacca ancora in qualche paese, ma più spesso il termine ha assunto un sognificato più torbibo e contorto.
In nome della resistenza non si va, ma si manda. Si rimane dietro le quinte a manovrare menti deboli.
Questa non è resistenza, è vigliaccheria mascherata da opportuna prudenza.
Ovviamente è solo  una riflessione personale, imperfetta, contestabile, ma mia.







EPPURE - CHISSA' - LA' DOVE....


Eppure - chissà - là dove qualcuno
resiste senza speranza,
è forse là che inizia la storia umana,
come la chiamiamo,
e la bellezza dell'uomo.


martedì 15 novembre 2011

SE NE E' ANDATA - GHIANNIS RITSOS

venerdì, 13 febbraio 2009

Nel blog di Linda (http://malinconialeggera.splinder.com/) ho incontrato questo autore, che mi piace farvi conoscere - nel caso non lo conosciate già - con una poesia diversa da quella inserita da lei:  spiacente di non aver trovato il vero titolo. Se lo conoscete voleste essere così cortesi da segnalarmelo?
Questo è l'autore e a seguire alcune note biografiche.






Nato nel 1909 a Monemvasia nel sud del Peloponneso. Comunista, prese parte alla resistenza antinazista. Negli anni tra il 1948 e il 1952 subì il campo di concentramento e il confino. Dopo il colpo di stato del 1967 fu nuovamente deportato e torturato. Solo in seguito alla protesta internazionale (in questo il suo destino è stato simile a Hikmet) fu posto, gravemente malato, in libertà vigilata a Samos. Nel 1977 ricevette il premio Lenin.
E' autore anche di monologhi ispirati dai temi classici, al teatro antico (Elena, Fedra, Agamennone ed altri) che formeranno il ciclo mitologico "Quarta Dimensione".
Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali di grande prestigio, e fu candidato per anni al Premio Nobel per la Letteratura. Le sue poesie e molti suoi lavori teatrali sono stati tradotti in tutte le lingue europee.
Ha inoltre tradotto Tolstoj, Hikmet, Ehrenburg, Jozef, Majakovskij, un’antologia di poeti rumeni e una di poeti cecoslovacchi.
Morto nel 1990, è stato tradotto nelle principali lingue del mondo.









SE NE E' ANDATA

Se ne   è  andata ogni cosa.
E' rimasta solo questa grande calma.

E questa sensazione straordinaria:
che niente   è andato perduto,
niente si perde.
Tra questi volti,

tutti familiari e amati,
è rimasto
solo
il tuo volto.




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