giovedì 17 novembre 2011

PROTEGGO I TUOI OCCHI - ADY ENDRE

sabato, 25 luglio 2009






Ady, Endre (Ermindszent, Transilvania 1877 - Budapest 1919), poeta ungherese. Dopo gli studi universitari, lavorò come redattore al quotidiano 'Budapesti Napló' e collaborò alla rivista 'Nyugat' (Occidente), intorno cui si raccolsero i maggiori esponenti della letteratura magiara. La sua prima opera importante fu la raccolta di liriche Nuove poesie (1906), seguita da Sangue e oro (1907) e Sul carro di Elia (1908). Queste opere, dissacratorie nei confronti dei valori dominanti, influenzate dal simbolismo francese che Ady aveva conosciuto a Parigi, vennero accolte con entusiasmo dai giovani.
Nonostante i problemi di salute e una vita affettiva turbolenta, negli anni successivi pubblicò diverse raccolte (Vorrei che mi amaste, 1909; Versi di tutti i segreti, 1910; La vita che fugge, 1912; L'amore di noi stessi, 1913; Chi mi ha visto?, 1914), oltre a saggi e racconti. Le ultime opere (Guidando i morti, 1918, e Le ultime navi, postumo, 1923) sono dedicate agli orrori della guerra, in cui Ady vede l'ultima espressione del potere che travolge l'individuo.

Il tutto tratto da "Encarta".

Delle altre cose che ho letto di questo autore, ho notato, effettivamente che i suoi versi tendono ad essere   cupi ma non  pessimisti.

Le stelle cadenti mi hanno illuminato,
mandragore da poco stordito
e, in luogo della vita, non ho avuto che ore


oppure

Belva di spente età, mi bracca l’orrore,
sono arrivato da te
attraverso rovine di mondi,
e attendo, insieme a te, atterrito.



Lo hanno definito fatalista, ma forse andrebbe inquadrato nel periodo storico in cui visse.
Magari nel prossimo post  con una sua nuova poesia.

Non trovate una somiglianza nel tema di questa poesia con quella di Montale Ho sceso dandoti il braccio?






PROTEGGO I TUOI OCCHI




Stringo con la mia mano
che invecchia, la tua mano,
e proteggo i tuoi occhi
con questi occhi che invecchiano.

Belva di spente età, mi bracca l'orrore,
sono arrivato da te
attraverso rovine di mondi,
e attendo, insieme a te, atterrito.

Stringo con la mia mano
che invecchia, la tua mano,
e proteggo i tuoi occhi
con questi occhi che invecchiano.

Non so perché né sino a quando
rimarrò qui con te:
ma stringo la tua mano
e proteggo i tuoi occhi.






 Leggi i vecchi commenti




#1  27 Luglio 2009 - 10:00
Forse trovo più emozionante quella di Montale perché si rivolge a una donna che è morta (e, di solito, un poeta che piange la donna perduta è sempre molto toccante).
Comunque hai ragione, anche per me c'è una certa somiglianza nel tema. Ciao. Diego
utente anonimo

#2  27 Luglio 2009 - 19:07
Grazie del tuo conforto al mio giudizio. E' importante, come pure la tua presenza.
Carla
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#3  05 Dicembre 2009 - 15:14
scusa ma questa foto dove l'hai presa..?? è la mano di mio nonno...
utente anonimo

#4  05 Dicembre 2009 - 21:41
Dal web, semplicemente. Mi risulta questo colegamento

www.webalice.it/fabrizioingitti/mani%20di%20padre%20e%20figlia.jpg

Ho cercato una immagine di due mani vecchie abbastanza per poter meglio illustrare questa poesia e tra tutte quelle che Google mi ha "proposto" questa mi è sembrata più poetica, la più adatta.
Mi scuso con te, e sono disposta ad integrarla con il tuo nominativo, oppure a rimuoverla completamente.
Per intanto, in attesa di una tua decisione, la sospendo.
Carla
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#5  05 Dicembre 2009 - 21:47

Ecco fatto, resta comunque la tua foto  la mia prima scelta "di cuore": ci tenevo a dirtelo.
Io aspetto.
Carla
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#6  18 Luglio 2010 - 16:39
Ho scoperto con gioia questa pagina di blog su Endre Ady, peccato che già quasi da un anno non ci sono nuovi commenti. Grazie per l'emozione. Questa poesia è una protettiva dichiarazione d'amore del poeta - che sta invecchiando - per la moglie molto più giovane di lui (ci sono 17 anni di differenza): Berta Boncza, di nome artista Csinszka - si pronuncia 'Cinsca' datole dall'Ady stesso di conseguenza di un gioco di parole -, poetessa e scrittrice di memoriali (v pag.. http://hu.wikipedia.org/wiki/Boncza_Berta). Comunque, secondo me, ogni opera di ciascun poeta deve essere inquadrata nell'era storica in cui visse  e nel periodo della loro vita privata/familiare   per poter percepire e comprendere meglio il contenuto delle loro liriche.
Ecco una mia traduzione - di cui ho già una versione riveduta in corso di preparazione della riedizione più ampliata e modificata del volume di bilingue, in cui essa appare assieme ad altre poesie dell'Ady ed in maggioranza con altre liriche dei poeti ungheresi... (v.: http://mek.oszk.hu/08500/08508/08508.pdf)
Melinda Btt
utente anonimo

#7  18 Luglio 2010 - 17:35

Cara Melinda, mi trovi assolutamente d'accordo sull'inquadrare il poeta nel suo periodo storico e sull'immaginarlo nella sua vita.
Ady è un poeta che amo molto, soprattutto in questa sua poesia e, credo, di aver trasmesso questo amore, che poi è il suo per Berta, nella mia lettura.
Mi stai facendo un grosso regalo e rivelandomi la destinataria di questa sua lirica e con quelle tue traduzioni di altri autori ungheresi che non sono di  facile reperibilità.
Spero di avere il tuo permesso di postare qualche poesia tratta da quella fonte, citandone autore e casa editrice, ovviamente.
Il lavoro dei traduttori è preziosissimo. Se non fosse per la loro sensibilità, molti autori non avrebbero raggiunto il successo e la fama di cui hanno goduto.
Ancora grazie.
Carla
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#8  19 Luglio 2010 - 19:56
Cara Carla, ti ringrazio per la tua gentile risposta. Certo, citando la fonte con i dovuti riferimenti, con gioia ti consento  di riportare qualcosa delle mie traduzioni. Ribadisco però, che il vol. "Da anima ad anima" avrà una  nuova edizione riveduta ed ampliata... (Spero tra breve...)
Endre Ady è uno dei miei poeti preferiti assieme a  Dezső Kosztolányi, Árpád Tóth, Gyula Juhász (quest'ultimo è un mio lontano parente tramite al ramo dei cugini di primo grado  della mia nonna materna). Pensa, ho avuto la fortuna di dare vari esami di lui (maturità scritta ed orale, vari esami universitari). Sono felice che ti piaccia tanto la poesia di Ady.
ti invito calorosamente di visitare i miei siti. in cui potrai leggere tante altre traduzioni dei poeti ungheresi e di altri; inoltre potrai - almeno spero - scoprire degli argomenti che potranno interessarti... (Troverai il loro Url alla fine del volume sopraccitato. Lì troverai anche la posta elettronica - se vorrai scrivermi privatamente per scambiare opinioni etc. privatamente -.)
Ti saluto caramente e a risentirci,
Melinda

P.S. Scusami per gli eventuali errori.
utente anonimo

#9  19 Luglio 2010 - 19:59
P.S.-2
Gli esami di maturità ed universitari si riferiscono ad Ady, non a Juhász.... Scusami.
utente anonimo

#10  18 Maggio 2011 - 19:02
la mano che invecchia protegge una mano che ha ancora molto da toccare e da scoprire...trovo non ci sia niente di più rassicurante di una mano calda che sa proteggere e di occhi che gìa hanno visto molto ma si soffermano, quasi perdendosi, dentro occhi nuovi
utente anonimo

#11  18 Maggio 2011 - 22:52
E' vero. Non c'è niente di più rassicurante di una mano che si posa sopra la tua. E' un momento intimo per chi  fa il gesto di ricercare un contatto, una prova dell'esistenza dell'altro, e della propria nell'essere accettato; un momento intimo per chi lo accetta faceno entrare così un altro in quel cerchio invalicabile che ognuno di noi si crea attorno.
Grazie del tuo passaggio e dello spunto di riflessione.
Torna e firmati.
Carla
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