sabato 19 novembre 2011

EFFETTO DI ESTRANIAMENTO - RYSZARD KRYNICKI

mercoledì, 07 aprile 2010
 

Il poeta è pudico.
Lo è perchè parla di sè, anche se in minima parte, immette nella poesia un moto, l'emozione di un istante vissuto proprio così, lì o altrove, ma comunque vissuto.
Almeno lo dovrebbe.
C'è chi immagina e racconta; ci inonda di versi profondi, ridondanti e colti che però non hanno vita.
Ci si può difendere da versi così? Mah!
Se piacciono, sono pur sempre poesia: falsa, copiata sbirciando componimenti di altri, ma di base una certa sensibilità c'è.
Io ho un sistema: scelgo un momento mio della giornata, butto i pensieri e leggo a voce alta, fingendomi l'autore e poi mi interrogo.
Posso dire di essere stata onesta nella lettura? Ho interpretato bene il suo pensiero? E come ne esce il suono? Scivolano le parole, o si arrotolano su se stesse?
Ecco, rispondendo a tutto questo ottengo delle prime risposte che saranno convalidate o smentite da poesie successive.
Non ho mai provato a leggere le poesie in altre lingue che la mia. Deve essere una esperienza esaltante.
Purtroppo mi difetta la pronuncia di molti idiomi, quindi è una esperienza che non farò mai.
Accetto senza riserve, quindi, il dire di questo autore. La semplicità dello scritto (e la bravura del traduttore: non scordiamoli mai) ne fa un testo prezioso.

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Ryszard Krynicki è nato il 24 giugno del 1943 nel lager austriaco di Winberg, a Sant Valentin. Il poeta polacco è anche traduttore dal tedesco di Benn, Brecht, Paul Celan. Gli esordi di Krynicki nel 1968 sono legati al movimento di Nowa Fala (Nuova Ondata), composto da poeti accomunati da uno sguardo lucido e critico sul regime e dalla volontà di rispecchiarne, nella maniera più fedele, il grigiore e la disperazione quotidiani. A partire dalla fine degli anni Settanta il poeta vira verso uno stile più conciso. Compone haiku, rende omaggio al maestro Celan, e si avvicina a una poetica imperniata sul silenzio, tendendo, come ha dichiarato in un'intervista, ai limiti del proprio linguaggio personale, a quelle due parole separate da una virgola che sono l'unico breve verso di una sua poesia: "Niente, Dio". In Italia i suoi testi sono stati tradotti da Francesca Fornari. Sue poesie sono reperibili nell'antologia "Almanacco dello specchio 2007" edito dalla Mondadori.

* Le informazioni sono state reperite nell'articolo di Francesca Fornari su POESIA di Marzo 2009

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EFFETTO DI ESTRANIAMENTO


Preferisco leggere i miei versi in una lingua straniera:
occupato a rigirare cautamente in bocca
i sassolini della pronuncia corretta

sento meno la spudoratezza della mia confessione.


 

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