venerdì 18 novembre 2011

NON MIO - CZESLAW MILOSZ

martedì, 17 novembre 2009
 

Ho sempre odiato la finzione. Senza mezzi termini, senza se o ma.
Poi ahimè si cresce e se il mio principio resta ancora intatto, tuttavia adesso ammetto il tacere la verità.
Un compromesso, anche con me stessa.


http://bad.eserver.org/issues/2005/72/images/milosz.jpg


Czeslaw Milosz è nato a Szetejni [Lituania] nel 1911.
Figlio di Aleksander Milosz, ingegnere civile e di Weronica,née Kunat.
Ha frequentato le scuole superiori e l'università a Wilno, in Polonia. Cofondatore del gruppo letterario "Zagary", ha fatto il suo debutto nel 1930 con due volumi di poesia.
Lavorò per la radio Polaca. Passò la maggiorparte del tempo durante la guerra a Varsavia lavorando per la stampa underground.

E' stato addetto culturale all'ambasciata polacca a Washington e a Paris nel 1951. Chiese poi asilo politico in Francia, e si è trasferito negli Stati Uniti. Ha insegnato letteratura polacca a Berkeley [California].
Nel 1980 gli è stato dato il nobel per la letteratura con la motivazione:
"A chi con voce lungimirante e senza compromessi ha esposto la condizione dell'uomo in un mondo di duri conflitti."
Nello stesso anno, gli operai di Solidarnosc trascrivono brani di una sua poesia ai piedi di un monumento dedicato ai lavoratori uccisi dalla polizia di partito durante gli scioperi di contestazione. Nel 1993 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour.
Czeslaw Milosz è morto il 14 agosto 2004.
Tratto dal sito : http://www.zam.it/


http://images3.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/9/93/Munch_scream_detail.jpg


 

NON MIO


Fingere tutta la vita che il loro sia il mio mondo,
e sapere quanto infamante sia tale finzione.
E tuttavia che fare? Se mi mettessi a urlare
e a profetare, nessuno sentirebbe.
Non a questo servono i loro microfoni, gli schermi.
Altri simili a me vagano per le strade
e parlano da soli. Dormono al parco, sopra una panchina,
o nei sottopassaggi, sull’asfalto. Troppo poche le carceri
per rinchiudervi tutti i poveri del mondo.
Sorrido e taccio. Ormai sono al sicuro.
Sedermi a un tavolo di eletti – questo mi riesce bene.



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