domenica 20 novembre 2011

ARTICOLI: STORIA A RITROSO DI UNA CHIOCCIOLA di LUCIO

domenica, 04 luglio 2010
 
 
Ho l'onore (ed il privilegio) di ospitare nel mio blog un amico che scrive articoli sugli argomenti  più disparati, con il solo filo conduttore di essere tutti di NICCHIA.
Quando li ha proposti, mi sono piaciuti subito sia per gli argomenti trattati, sia per come sono stati scritti.
Il suo stiile mi riporta a quello del buon vecchio Asimov, ai suoi racconti alla fine dei volumetti di URANIA di anni e anni fà che leggevo avidamente anche prima della storia  fantascientifica soggetto del volume (spesso la scelta del volume era dovuta alla sola presenza di tali racconti) . Erano veramente un compendio di ogni argomento, ma credo che l'ecletticità di Asimov  sia nota a tutti.
In Lucio ritrovo lo stesso parlare sciolto e sicuro e argomenti solidi che catturano l'attenzione e una misurata ironia: poca per non lasciar adito alla serietà di quello che scrive, ma quanto basta per alleviare la lettura.
Insomma, è un ragazzo che farà strada, si dice così?  E  qualche passo, in realtà, lo ha già fatto.
In calce ad ogni suo articolo ci sarà la sua mail per eventuali contatti, discussioni, domende o complimenti vogliate rivolgergli.

Vai, Lucio:
 
 
STORIA A RITROSO DI UNA CHIOCCIOLA
 

Nel 1973 Leonard Kleinrock era appena tornato a casa a Los Angeles dopo un lungo giro di rappresentanza. Era stato in vari Paesi per esporre i vantaggi del sistema Arpanet, una rete informatica che permette a più computer di essere collegati fra di loro (progenitrice di Internet). Il giro era stato un successo, ma appena tornato a casa Kleinrock fece un’amara scoperta: aveva perso il proprio amato rasoio.
Sicuramente l’aveva lasciato nell’ultimo posto in cui era stato, a Brighton in Inghilterra. Andò in ufficio, dove il computer centrale era in collegamento con quello di Brighton, e mandò un messaggio: chiese se qualcuno poteva trovargli il suo rasoio...
Questa fu la prima e-mail di senso compiuto della storia...


 http://webee.technion.ac.il/labs/comnet/infocom2000/lk9903.jpg
                                                      Leonard Kleinrock



Era stato Raymond Tomlinson, nel ’71, a creare un sistema di comunicazione attraverso la rete e a porsi il problema di trovare un segno grafico che separasse il nome del mittente dal nome del server che avrebbe gestito il messaggio. Gli serviva un segno ben distintivo, qualcosa che non potesse essere confuso. Gli cadde l’occhio su un segno strano della sua tastiera: la @, “at sign” in inglese, “chiocciolina” in italiano. E così nacque l’indirizzo di posta elettronica che si usa in tutto il mondo:

nomeutente@nomeaccount.
siglanazione
 
http://lara87.files.wordpress.com/2008/10/1971_tomlinson12.jpg
                                                                        Raymond Tomlinson


Ma che ci faceva quel segno strano sulla tastiera di Tomlinson?
Oggi la @ è sinonimo di multimedialità, di internet, di e-commerce (in lingua inglese viene anche chiamata “commercial at”) e via dicendo, ma all’epoca non esisteva niente di tutto questo: a che serviva questo ghirighori?
Lo sapevano solo gli addetti ai lavori della ragioneria del mondo anglosassone, i quali trovavano quel segno in espressioni tipo: «E.Biscom 5 @ $150», che si legge come «5 azioni E.Biscom al prezzo di 150 dollari». Ecco così che la @ ha il significato di at a price of (“ad un prezzo di”), abbreviato poi nel più veloce at (pronuncia èt).
Svelato il mistero: la telematica ha preso in prestito un simbolo della ragioneria.

Eppure, «nessun simbolo nasce dal nulla e nessun simbolo viene scelto a caso», dice il professor Giorgio Stabile, storico della scienza dell’Università “La Sapienza” di Roma. È proprio lui, nel 2000, a dimostrare che la @ ha radici più antiche.
Nel 1932 il paleografo statunitense Berthold Louis Ullman pubblicò in un libro la scoperta che la @ non era altro che una “legatura” usata dagli amanuensi medievali per indicare “ad” (moto a luogo),  così da non ripetere sempre le due lettere. (vedi foto)

 

http://www.anecdote-du-jour.com/wp-content/images/2009/06/arobase-manuscrit-italien.jpg

Ma Stabile non era soddisfatto. L’invenzione del segno grafico, come scoperto da Ullman, risale al VI secolo come fusione di due lettere (a e d) ma l’uso che se ne faceva prima dell’avvento di internet era puramente contabile e commerciale: come ci è arrivata dalle grafie medievali?

La risposta non tarda ad arrivare. Consultando una raccolta di documenti mercantili italiani del 1500, Stabile ritrova il simbolo @, che altro non è che una abbreviazione di “anfora”, l’unità di misura all’epoca utilizzata e nata nella notte dei tempi.
Non solo. Il professore trova una lettera del 24 maggio 1536, in cui il mercante toscano Francesco Lapi scrive a Filippo di Filippo Strozzi, a Roma, che sono arrivate delle navi di cui descrive il contenuto misurato in anfore: nel documento originale, al posto di “anfora”, c’è un bell’esemplare di @!(vedi foto)


http://i.friendfeed.com/ee890129d5ba999182f74f08b56799355416835d

Come prova finale, Stabile trova anche un vocabolario spagnolo-latino di Antonio de Nebrija, edito a Salamanca nel 1492, in cui “anfora” viene tradotto con “arroba” (ancora oggi in tutti i paesi di lingua spagnola il segno @ è chiamato arroba!), dimostrazione che il metodo di misura dell’anfora era conosciuto sia nel mondo greco-latino che in quello arabo-ispanico. Per evitare di tradurre la parola, usavano una a stilizzata (@) e i mercanti si capivano.

Il percorso della @ è stato quindi molto simile ad una sua parente stretta, la & che si chiama “e commerciale” proprio perché usata nei rapporti commerciali per evitare di ripetere sempre “et” (e).
Dagli amanuensi del VI secolo, ai mercanti del XVI, agli informatici del XX... a casa vostra: ecco il percorso di una piccola chiocciolina!

Lucio


lucio.te@tiscalinet.it

 


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#1  04 Luglio 2010 - 15:18
 
L'articolo è stato presentato da Carla e non poteva chiedere migliore presentazione; il mio apprezzamento è grandissimo, per chi scrive e per chi pubblica. Spero che altre persone possano lasciare un segno della stima che Lucio merita.
angela campanella
utente anonimo
#2  04 Luglio 2010 - 18:11
 
stupendo!
Lo definirei un signor post di nicchia!


Emanuele
utente anonimo
#3  05 Luglio 2010 - 22:33
 
Bello davvero. Hai appagato in maniera leggera e decisamente oiacevole una mia vecchia curiosità.
E se mi posso permettere, a te Dan Brown....ti fa un baffo.....:))
Saverio
Utente: GRICIO Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. GRICIO
#4  06 Luglio 2010 - 18:40
 
L'ho trovato veramente interessante. Bella e calzante la batuta di chi mi precede!
Gianni - GRIGIO
http://http://wwwnew.splinder.com/myblog/comment/reply/22964609?blog=natakarla.splinder.com utente anonimo
#5  09 Luglio 2010 - 20:07
 

Lieta che abbiate apprezzato la novità dell'inserimento e lo stile dell'autore.
Ci saranno altri articoli prossimamente.
Carla
Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA
#6  10 Luglio 2010 - 20:11
 

Ma che bello!
Utente: lindachicco Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. lindachicco 
 

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