domenica 20 novembre 2011

ELEANOR - HERMANN HESSE

domenica, 13 marzo 2011
 
 
In questa poesia, il tempo sembra dilatarsi per lasciare che il poeta osservi un percorso di avvenimenti, si  appropri delle immagini e ce ne racconti. Così, persino la neve che cadendo turbina, afferrata da vento impetuoso, rimane appena dietro la finestra e non riesce a turbare gli istanti del ricordo.
La forma è prosastica, le descrizioni, nonostante la loro compattezza, esplicite ma molto intense.
"I boschi giacciono bui, il giorno si scolora / ai bordi dei colli in rosse aureole. ", "Il vento se ne va a passi tardi / attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie".
Con altrettanti sentimenti e situazioni e dignitosamente, si potrebbe scrivere:
Il bosco si fa buio per il giorno che finisce / le colline ancora non  nascondono la luce del sole che tramonta.
Sembra che la situazione sia la stessa, ma la resa non lo è.
Prima di tutto tra i due versi non ci sarebbe la continuità che Hesse gli dà legandoli con una virgola, ma ci dovrebbe essere un punto e l'atmosfera che lui crea è diversa. Lui lo ascolti, - lo vedi - a passeggiare su una strada di campagna da solo ad ascoltare e ricordare. Gli altri versi sono freddi, costruiti a tavolino, non  c'è il momento poetico, nè coinvolgimento e questo fa la differenza tra poesia e Poesia, tra poeta a Poeta.
 


                              A Day Dream (Dante Gabriel Rossetti, 1860)


 
ELEANOR
 
Le sere d' autunno mi ricordano te
I boschi giacciono bui, il giorno si scolora
ai bordi dei colli in rosse aureole.
In un casolare vicino piange un bimbo.
Il vento se ne va a passi tardi
attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.
Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,
l' estranea solitaria falce di luna
con la sua mezza luce da terre sconosciute.
Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.
La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno
e il sentiero con pallido alone melanconico.
Anche d' inverno in notti senza luce
quando alle finestre vorticano danze di fiocchi
e il vento tempestoso, ho spesso l' impressione di guardarti.
Il piano intona con forza ingannevole
e la tua profonda e cupa voce di contralto
mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne.
La mia mano afferra alle volte la lampada
e la sua luce tenue posa sulla larga parete.
Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda
mi conosce bene e mi sorride, stranamente.
Ma io ti bacio mani e capelli
e sussurro il tuo nome.




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