domenica 20 novembre 2011

LA VISITA - ROBERTO PAZZI

lunedì, 15 novembre 2010
 
E' proprio un incantesimo quello che ci descrive Roberto con questa sua poesia.
L'incantesimo con cui una donna riesce ad entrare nella vita di un uomo, a scavarsi una nicchia, a far sì che non ci siano angoli, nella sua vita,  che non parlino di lei.
E' una cosa valida anche per l'uomo, ovviamente.
Semplicemente esistono delle persone che hanno questo potere, che lo usano consapevolmente, ed
altre che, molto più discretamente ti sono sempre accanto, senza troppo apparire e troppo chiedere.
Ed ecco un raccontare non di una donna, ma del curioso controsenso della sua presenza con il suo non esserci se non con oggetti volutamente disseminati in casa e per questo amati al suo posto come reliquie.
Una poesia questa che si accosta molto a quella di Cortazar - penso a Il futuro -  ma lo stile  con cui Roberto l'ha scritta è diverso; più morbido, più suadente, quasi fosse tesa a riconquistarlo quell'amore.
QUI troverete il video dell'autore che la declama.




Roberto Pazzi è nato ad Ameglia (La Spezia) il 18 Agosto 1946, vive da molti anni a Ferrara. Laureatosi in lettere classiche con Luciano Anceschi a Bologna, ha insegnato nelle scuole superiori ed attualmente continua questa sua attività nella Università di Ferrara, tenendo anche corsi di scrittura creativa.
Ha esordito in poesia con una silloge di versi presentata da Vittorio Sereni. Sue poesie sono apparse su varie riviste letterarie, fra le quali Nuovi Argomenti e l'Almanacco dello Specchio. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche. Affermatosi presso il grande pubblico con romanzi di genere storico fantastico, è considerato tra i più originali narratori italiani.
I suoi libri sono tradotti in ventisei lingue. Numerosi e prestigiosi i premi conseguiti.
Dopo dodici anni di collaborazione esclusiva al Corriere della Sera, adesso scrive in Italia sulle pagine culturali di diversi quotidiani italiani fra i quali Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno e all'estero su The New York Times.







LA VISITA

Quando venivi a casa mia
dimenticavi spesso qualcosa
- un pettine degli orecchini due anelli -
Ma mi mentivi sempre,
la tua non era volontà di rimanere:
tu volevi andartene sì,
ma tenendomi nel giro del tuo corpo.
Eri eterna allora.
Se aprivo un cassetto
o spostavo una sedia
Mi volevi circondato dalle tue apparenze.
Solo così potevi correre dall'altro
dirgli "amo solo te".
Fu così che la tua menzogna
santificò questa casa,
perché ora che sei come morta
tutto cambia,
tu che mentivi ora sei
quella che ha sempre detto la verità:
per gli oggetti si passa da questo mondo
al nulla, a colui che ora
porta alle dita i tuoi anelli,
che ha nei capelli il tuo pettine
ai lobi i tuoi orecchini spaiati.
Giocavo poco fa coi tuoi oggetti:
stavano in una mano,
non hai più altezza misura
non sanno più dire dove sei.
Per loro saresti l'aria il vuoto
se non ci fossi io a tradirne la fiducia
per trafugare un giorno
la sua immagine per te.
Perché tu allora romperai
l'incantesimo,
restituirai te stessa
agli oggetti a questa casa a me.


(da Talismani, Ed. Marietti 2003)




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#1  16 Novembre 2010 - 10:23
A ogni passaggio ricevo un regalo unico :-)
ina

utente anonimo 


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