sabato 19 novembre 2011

NOTE SUL CONVEGNO PER CELEBRARE GIORGIO CAPRONI

domenica, 21 febbraio 2010



Fotografia ad opera di Dino Ignani. Altri scatti nel suo sito http://www.dinoignani.net/index.html

"Il 22 gennaio 1990 moriva mio padre".
Esordisce così Silvana Caproni, dopo aver ascoltato tutti gli oratori e le letture delle poesie del padre.
E continua, commovendosi e commovendoci, raccontando che curiosamente morì all'alba. Curiosamente perchè chi conosce le sue poesie, sa quante albe vi siano.
E' una figlia che ha amato molto il proprio genitore. Molti gli aneddoti raccontati ed il primo la riguarda.
Ci ha confidato infatti di non conoscere tutte le poesie del padre, poichè oguna di queste le provoca dolore alla lettura, avendone per ognuna, un ricordo vivo, e che da bambini a casa non era quasi possibile far rumore, finchè Caproni non riponeva i fogli nel cassetto della scrivania.
Pochi mesi prima di morire, espresse il desiderio che le sue cose tornassero a Livorno, ma anche il dubbio per la realizzazione. "Ne rimasi indispettita e gli risposi con la cattiveria con cui si macchiano talvolta i figli".
Ci ha raccontato della sua integrità, che lo ha penalizzato in molte occasioni in cui gli sarebbe stato invece possibile uscire dall'ombra e della sua innata modestia:
"Mi accontenterei di aver scritto un solo verso che fosse poesia"
confermando la cura del verso e le diverse versioni di cui ha parlato anche il Prof. Greco, suo amico.
Più che un parlare del poeta, comune a tante celebrazioni, è stato raccontato di un Caproni uomo ed è stato raccontato da persone che lo hanno conosciuto ed amato.
Lo stesso Santini, ha raccontato in un aneddoto che incontrandolo il poeta gli chiese "Com'è Livorno? E' cambiata?"
Non so se sia vero anche per i milanesi, i romani o i napoletani, ma per noi livornesi, più ci s'allontana, più la nostra parlata dialettale si acuisce, più la nostalgia ed il bisogno di tornare si fanno forti.
Non tagliamo mai del tutto i ponti, anche se viverci, tutto sommato, non sia tanto diverso da vivere in qualsiasi altra città, anzi diciamo che ci sono altre città molto più attraenti.
Ma a Livorno ci sono i Livornesi e questo batte qualsiasi altra cosa.
Infine una ultima annotazione di quanto detto dalla signora Silvana.
"E ieri sera prima di addormentarmi in albergo, sentendo il rumore del vento così forte, ho pensato - una sciocchezza, me la perdonerete spero - che fosse il pensiero di mio padre..."


Altre città Caproniane lo stanno commemorando con iniziative che io personalmente, da Livornese, invidio.
Tra le tante, a Genova inizieranno delle letture caproniane: una a settimana, per la durata di due mesi.
Altre città hanno coinvolto i ragazzi delle scuole.
Mi addolora la sensazione che noi non abbiamo fatto abbastanza.
Ma ci sarà modo di porre rimedio in occasione del centenario dalla nascita: un appuntamento che ci siamo dati con la Signora Silvana noi del Centro Culturale Giorgio Caproni e soprattutto le autorità presenti.
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#1  22 Febbraio 2010 - 14:38
Mi ha colpito molto la frase della figlia quando ha associato il vento notturno al pensiero di Giorgio Caproni: è molto suggestiva, evoca la magia di una presenza in occasione dell'evento, il covegno dell'indomani.
E poi per me Livorno col vento, quanti ricordi e altre suggestioni...
E un'altra cosa, anche mio padre è morto il 22 gennaio...
Mauro
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#2  22 Febbraio 2010 - 18:27
Suggestioni che un giorno mi racconterai, spero.
Ti confesso che proprio il suo intervento mi ha molto commossa.
Gli altri oratori hanno detto cose belle e lusinghiere, ma in fondo ero andata proprio per lei.
Tuo padre: il 22 gennaio...???
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#3  22 Febbraio 2010 - 19:18
L'anno scorso, il 22 gennaio 2009, nove anni dopo mia madre.
Si erano conosciuti proprio a Livorno, la città di mia mamma, in tempo di guerra. Mio padre però non era livornese, ma della provincia di Cremona.

Le suggestioni... Il vento ricorre spesso nella mia poesia ed anche in "Livorno" (vedi ad esempio pag. 22 del mio libro...)

22... Neanche a farlo apposta...Un numero che a me dice parecchio e che evidentemente ritorna... C'è anche in "Luce del volto"...

Mauro
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#4  22 Febbraio 2010 - 20:58
La cerco (nella Luce, intendo).
Invece per me il vento ha un valore ambiguo: quando soffia davvero ne sono infastidita, atterrita quasi: sembra che mi voglia strappar via qualcosa, mentre con meno violenza è seduttore e tentatore.
Ma l'idea che il vento possa contenere voci (e quindi anime)  non mi è strana.
In un post del 1° dicembre 2008 scrivevo:
"Le giornate di vento sono estremamente fastidiose, alcune volte non sai come difenderti.
Quel giorno, il vento era sferzante, come se volesse attirare la mia attenzione, chiamandomi con ogni folata che mi scivolava sulla faccia."
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#5  04 Luglio 2011 - 14:30
Gentile Natakarla,
la foto di Giorgio Caproni è stata eseguita da me come
può vedere nel mio sito www.dinoignani.net , se vuole può continuare ad usarla ma sarebbe giusto che mi citasse quale autore.
La ringrazio,
dino ignani.
utente anonimo

#6  04 Luglio 2011 - 20:21
Gentile Signor Dino, sono più che contenta di citarla quale autore della fotografia.
L'ho scelta, tra le tante in rete proprio perchè mi aveva colpito l'espressione risoluta di Giorgio, il suo violino sullo sfondo (tra poco tornerà qui, nella sua città natale, dono dei suoi figli alla città). C'è un profondo senso di rispetto in quella foto, come in tutti gli altri suoi scatti fatti ai vari poeti.
Evidentemente non è successo per caso che Lei abbia eseguito quella fotografia, per questo Le sarei grata volesse lasciarmi un piccolo aneddoto, se esiste, in merito a quella foto, al suo incontro col poeta.

Io ho preso questo scatto  da questo sito:
http://4.bp.blogspot.com/_RMOeWhBNJ5Q/SERNAYXYS3I/AAAAAAAAB0o/uKCGxiOjopE/s320/giorgio_caproni.jpg

dove però non riesco più ad entrare.
Non mi sto giustificando: tutt'altro. Anzi, le dirò che detengo anche un altro suo scatto, a Margherita Guidacci e che provvederò a sottotitolare anche quella fotografia.
Nel caso volessi usare una sua foto in futuro, La posso contattare? Ho visto degli scatti interessanti.
Grazie anticipate per la Sua cortesia.

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