sabato 19 novembre 2011

SUL TAVOLO - ANDREW MOTION

martedì, 09 marzo 2010
SUL TAVOLO - ANDREW MOTION

Chiedo scusa per non aver nessuna notizia di carattere biografico.
Sono pronta a integrare qualora trovassi qualche notizia. Se avete qualche riferimento, ve ne sarò grata.


http://www.radley.org.uk/OR/Lusimus/Lus4/images/Andrew-Motion.jpg


Dopo avere trascorso nove anni come «poeta laureato» britannico, Andrew Motion si sfoga in una intervista sull'«Independent»: «Le pressioni di questo incarico hanno avuto un effetto destabilizzante», confessa Motion che a maggio cederà finalmente il posto al suo successore. Un sollievo, dato che il povero poeta, schiacciato dalle sue responsabilità, ha smesso di comporre: «Potrei parlare di un vero blocco dello scrittore. Se si conduce una vita pubblica e si diventa il "portavoce" della poesia, la mente razionale prende il sopravvento, con effetti disastrosi per la miscela vitale necessaria per scrivere versi».
Si, perchè in Inghilterra esiste la figura del "Poeta laureato" (ma anche negli Stati Uniti  esiste questa figura) ed è recentemente passata dalle mani di Andrew Motion (il ventiduesimo) a quelle della poetessa Carol Ann Duffy.
E durante gli anni del suo incarico il poeta di corte ha prodondamente trasformato l’incarico che gli era stato conferito, trovando  il tempo non solo di scrivere, ma anche di organizzare un archivio della poesia moderna inglese (dove sono raccolti non i testi dei poemi, ma la registrazione delle recitazioni fatte dai poeti stessi), di realizzare numerosi programmi televisivi (servizi speciali per la BBC e documentari) di girare scuole e centri culturali per promuovere la poesia.
Il risultato e’ che in questi ultimi anni c’e’ stato in Gran Bretagna un ritorno di interesse per la poesia, con libri che hanno raggiunto livelli di vendite inaspettati, eventi culturali che hanno fatto il tutto esaurito, scuole costrette a raddoppiare l’offerta di workshop, nuovi premi istituiti dalle autorita’ locali e migliaia di giovani che si cimentano nello scrivere e nel declamare versi.
Andrew Motion pensa che la poesia, come forma artistica, sia semplicemente molto adeguata alla realtà di internet. Questo perché la rete permette alle persone di ascoltare le poesie più volte: “Il suono prodotto dai versi è importante per la poesia tanto quanto il significato delle parole scritte nella pagina.” ha spiegato. “ è senza dubbio una forma artistica orale e il suo carattere dipende dalla sua lettura ad alta voce”.

Ecco che è nato il sito web Poetry Archive, con l’aiuto di un’associazione guidata dal poeta Jean Sprackland, con i fondi del governo, delle associazioni artistiche e dei benefattori.
Questo Archivio della Poesia, sviluppato a partire dal 1999, è stato fortemente voluto dal poeta  e da Richard Carrington, un tecnico del suono specializzato nella registrazione di voci.
E possibile così  ascoltare poeti come TS Eliot e Allen Ginsberg mentre leggono le loro opere,  stanno godendo un momento di inaudito successo.
Nell’introduzione al sito Andrew Motion spiega: "le letture sono al tempo stesso immediate nella loro attrattiva e durature nel loro impatto".
“Quando un poeta muore senza lasciare una registrazione, una risorsa preziosa è perduta per sempre e, con il passare del tempo, tale perdita si avverte sempre più acutamente”, ha aggiunto Motion.
Il solo  Poetry Archive  riceve 135.000 visitatori al mese e un milione di page hit. Il suo sorprendente successo ha portato alla conclusione che il problema della crisi della poesia non era una “questione di appetito, ma di trasmissione del messaggio”.

Naturalmente tutto questo mi trova assolutamente d'accordo. E' di sicuro impatto emozionale ascoltare la voce di un poeta che si ama, mentre legge una delle sue poesie, ma è altrettanto forte ed urgente la lettura - o l'ascolto - di una poesia che si ama, se chi legge lo fa nel rispetto della poesia.
Questo non significa leggerla correttamente, senza saltare nessuna parola, ma interpretarla con l'emozione dell'autore, non declamarla con l'enfasi del teatrante, cosa, credetemi non così infrequente.


http://www.mauriliocatalano.com/allegati_galleria/135_foto_IMG_1299.jpg



                 SUL TAVOLO


Ci terrei a precisare che ho comprato
questa tovaglia
con il suo semplice disegno ripetitivo
di fiori viola scuro non menzionati
da alcun botanico
perché mi ricorda quel vestito stampato
che indossavi
l’estate che ci siamo conosciuti (un vestito
– hai sempre sostenuto –
che non ti ho mai detto che mi piaceva).
Be’, mi piaceva, sai. Mi piaceva.
Mi piaceva un sacco, che ci fossi tu dentro
oppure no.

Come è potuto uscirsene così in silenzio
dalla nostra vita?
Detesto (proprio detesto) l’idea di qualche
altro sedere
che faccia svolazzare a sinistra e a destra
quelle pesanti corolle.
Detesto ancor più immaginarmelo sgretolarsi
in una discarica
o fatto a brandelli – un pezzo qui che pulisce
un’astina dell’olio
un pezzo là intorno a una crepa in un tubo
di piombo.

È passato tanto tempo ormai, amore mio,
tanto tempo,
ma stanotte proprio come la nostra prima
notte sono qua,
la testa leggera tra le mani e il bicchiere
pieno,
che fisso i grossi petali sonnolenti fino
a quando si mettono in moto,
amandoli ma con il desiderio di sollevarli,
di schiuderli,
persino di farli a pezzi, se questo è quanto
ci vuole per arrivare
alla tua bellissima pelle, desiderosa,
calda, candida come la luna.

 

Traduzione di Helena Sanson
dal sito di POESIA


Nessun commento:

Posta un commento