domenica 3 marzo 2013

SONO L'UOMO UNIVERSO - JORGE CARRERA ANDRADE


Questa poesia di Jorge è la somma dell'intera sua vita e un alto messaggio di fratellanza e di umiltà e mi trovo a mio agio nel linguaggio usato.
All'origine della mia scelta di poesia c'è stato un  recente  scambio di mail con un amico che mi ha dato l'opportunità di spiegare il significato dell'espressione "essere un uomo di buonsenso" che io stessa avevo usato e queste, in sintesi, sono le parole che gli ho scritto:

"quando penso a una persona di buonsenso, penso a chi ha sulla sua spalla la mano di Dio."

Questa poesia rappresenta  in fondo questo essere di buonsenso, con il suo annullarsi, rendersi simile ai diversi, vivere la loro vita di fatica, di sacrificio e poter dire senza  retorica, guardando l'altro negli occhi "io sono un uomo come te".
Una frase semplice, come dovrebbe essere semplice riconoscere un uomo.






Jorge Carrera Andrade nacque a Quito il 18 settembre 1903 ed è stato considerato come uno dei più grandi poeti dell'America Latina. Durante i suoi studi liceali, scoprì una eccezionale attitudine per il verso e con altri due giovani altrettanto dotati, formò il gruppo letterario “L'idea”.
Viaggiò molto in Europa: a Barcellona studiò Filosofia e Lettere, in Francia si avviò alla carriera diplomatic e visse per qualche tempo in Inghilterra e in Germania, acquisendo una profonda conoscenza delle varie città. E' stato Console per il suo paese a Paita (Perù), Le Havre (Francia), Yokohama (Giappone) e San Francisco (USA), segretario d'Ambasciata in Venezuela, ministro plenipotenziario in Gran Bretagna.
Durante la sua permanenza negli Stati Uniti, Carrera ebbe l'occasione di imbastire relazioni con il mondo letterario americano, ed in particolare collaborò con Muna Lee, che tradusse una sua raccolta di poesie che vennero successivamente tradotte in diverse lingue, quali il francese, l'inglese, l'italiano e il tedesco e si diffusero pressoché in tutto il mondo.  Intorno agli anni sessanta rappresentò la sua nazione presso l'UNESCO.
Nel 1972 venne pubblicata la raccolta Obra poetica completa, un'antologia comprendente tutto il suo lavoro
Una volta esaurita la carriera di diplomatico, nel 1969, Carrera intraprese quella di docente universitario presso la SUNY Stony Brook, a Long Island.Trascorse gli ultimi anni di vita nella sua città nativa occupandosi della gestione della National Library of Ecuador.
Nel 1977 gli venne assegnata la più alta onorificenza letteraria ecuadoregna: il Premio National de Cultura Eugenio Espejo.
Morì l'anno successivo nella sua Quito il 7 novembre, lasciando un patrimonio di trenta volumi di poesia e letteratura.


Un ringraziamento all'amica Elvira per il blend creato a corredo della poesia, per il quale ha utilizzato immagini tratte dal web



           SONO L'UOMO UNIVERSO





Io sono l’abitante delle pietre
senza memoria, sete d’ombra verde;
il popolano di tutti i villaggi
e delle prodigiose capitali;
sono l’uomo universo,
marinaio di tutte le finestre
della terra stordita dai motori.
Sono l’uomo di Tokyo che si nutre
di pesciolini e bambù,
il minatore d’Europa, fratello della notte;
l’operaio del Congo e della spiaggia,
il pescatore della Polinesia,
sono l’indio d’America, il meticcio,
il giallo, il nero:
io sono tutti gli uomini.
Sopra il mio cuore firmano le genti
un patto eterno di vera pace e fraternità.





EL HOMBRE PLANETARIO

Yo soy el habitante de las piedras
Sin memoria con sed de sombra verde,
yo soy el ciudadano  de cien pueblos
y de las prodigiosas Capitales,
el Hombre Planetario,
tripulante de todas las ventanas
de la tierra aturdita de motores
soy l’hombre de Tokio que se nutre
de bambu y pececillos
el minero de Europa
herman de la noche,
el labrador del Congo y de l’arena
el pescador de ostiones polinesios,
soy el indio de America, el mestizo,
el amarillo, el negro
yo soy los demas hombres del planeta.
Sobra de mi corazon firman los pueblos
un tratado de paz hasta la muerte.

2 commenti:

  1. Bellissima poesia. Ciao Carla

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    1. Piaciuta moltissimo anche a me. Grazie del tuo passaggio Ipaz. Come sta Jago? Mi sembra preda dei ricordi...
      Carla

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