sabato 19 novembre 2011

ANCHE LA NOTTE TI SOMIGLIA - CESARE PAVESE

venerdì, 18 dicembre 2009
 

Penso sia di chiara interpretazione questa poesia.
E l'autore ne è il protagonista assoluto, vestendo i panni ora della notte, ora del cuore; di chi implora  e di chi, febbricitante, aspetta l'alba, probabilmente di una nuova vita, quella che, alla fine, non ha avuto.
Le poesie di Pavese hanno un tono così pacato ed amorevole, che penso sia stato impossibile vederlo anche solo inquieto.
Un altro autore a cui far posto sullo scaffale della libreria.


http://www.torinoblog.it/files/2009/10/febbre.jpg




ANCHE LA NOTTE TI SOMIGLIA


Anche la notte ti somiglia,
la notte remota che piange
muta, dentro il cuore profondo,
e le stelle passano stanche.
Una guancia tocca una guancia
è un brivido freddo, qualcuno
si dibatte e t'implora, solo,
sperduto in te, nella tua febbre.

La notte soffre e anela l'alba,
povero cuore che sussulti.
O viso chiuso, buia angoscia,
febbre che rattristi le stelle,
c'è chi come te attende l'alba
scrutando il tuo viso in silenzio.
Sei distesa sotto la notte
come un chiuso orizzonte morto.
Povero cuore che sussulti,
un giorno lontano eri l'alba.


Leggi i vecchi commenti


 

#1  19 Dicembre 2009 - 08:03
 
Buongiorno Carla,
Cesare Pavese...logorato, stanco, ma in fondo perfettamente lucido, si toglie la vita il 27 agosto 1950, in una camera d'albergo a Torino, a soli 42 anni.  Lascia scritto a penna sulla prima pagina di una copia de "I dialoghi con Leucò", prefigurando il clamore che la sua morte avrebbe suscitato: "Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi".

.... anche in quel momento ha saputo lasciare un messaggio "pacato ed amorevole"  ....

Davide Laiolo, suo grande amico, in un libro intitolato "Il vizio Assurdo" parla della vita di Pavese con semplicità,   evidenziando il suo disperato bisogno d’amore, l'apertura verso gli altri, verso il mondo, verso le relazioni interpersonali; ci racconta di quel  destino di solitudine, di amarezza, di disperata sconfitta ... di quell'attrazione per la solitudine e il bisogno di non essere solo.

Spesso, ho invitato amici a leggere "Il vizio assurdo" soprattutto coloro che di Pavese parlavano senza conoscere; ebbene, alcuni hanno poi scoperto attraverso Lui la bellezza ed il piacere della poesia.

Ho approfittato un po' di questo Tuo spazio Carla, ma come già sai, Cesare Pavese è uno dei miei autori preferiti. ... e se da lassù può vedere il Tuo blog, sono certo che Ti sorride.   Massimo Milani (Max61)
 
utente anonimo
#2  19 Dicembre 2009 - 16:16
 
Il vizio assurdo, un'altro libro a cui far posto.
Se vado avanti così dovrò traslocare....
Grazie Max della segnalazione.
Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA


Nessun commento:

Posta un commento