domenica 20 novembre 2011

ASPETTAMI ED IO TORNERO' - KONSTANTIN M. SIMONOV

venerdì, 20 maggio 2011
ASPETTAMI ED IO TORNERO' - KONSTANTIN M. SIMONOV
 
"Nel febbraio 1942, quando i tedeschi erano stati respinti da Mosca, la Pravda ha pubblicato una lirica che ha immediatamente conquistato il cuore delle nostre truppe: è 'stato" Wait for me ". I soldati hanno imparato a memoria i suoi versi, li hanno ricopiati seduti fuori in trincea, ed inviati  come lettere a mogli e fidanzate,,ma è stato trovato anche nei taschini degli uccisi e dei feriti. Nella storia della poesia russa, è difficile trovare una poesia che abbia avuto un uguale impatto sul popolo ed ha fatto dell'ufficiale sovietico e poeta russo -. Konstantin Simonov -. un poeta famoso in tutto il mondo "
(Gli Editors introduzione di Selected Poems di Simonov, 1964)
Dedicata alla giovane attrice Valentina Serova, suo grande amore, la poesia è espressione di sentimenti personali, un momento di auto-inganno: sapeva che Valentina non lo avrebbe aspettato molto a lungo, così come  molti prima di lui, il poeta, ha espresso quello che voleva credere.  E come espressione della nazionale fiducia in sé, è stata una poesia molto importante.
Direi che nella poesia ci sono anafore ben spese. Il passo della poesia, mi ricorda molto quella di Aridis Ti amo là contro il muro distrutto; si insinua prepotente e spazza tutto quello che c'era prima, con una forza espressiva sorprendente  che divampa nella quartina di chiusura.




Konstantin Simonov nacque il 28 novembre 1915, a San Pietroburgo come Kirill; lo cambiò solo successivamente in Konstantin, a venticinque anni. Sua madre era nata principessa in una delle più antiche, ma non ricche, famiglie della nobiltà russa, quella degli Obolensky. Suo padre prese parte attivamente alla guerra civile come Comandante dell'Armata Rossa, rimanendo subito ucciso. La madre si risposò con un altro ufficiale dell'esercito, un veterano della guerra col Giappone del 1905, non più in servizio attivo, ma istruttore alle accademie militari.   Simonov ricevette l'istruzione secondaria presso varie scuole della provincia, soprattutto in Ryazan e Saratov,  finendo la scuola nel 1930. Tra il 1930 e il 1934 frequentò l'università lavorando contemporaneamente come tornitore a Saratov ed a Mosca. Nel 1934 iniziò gli studi di Lettaratura all'Istituto di Gorky, conseguendo la laurea nel 1939. I suoi primi versi sono stati pubblicati nel 1934, ma continuò a scrivere poesie per tutto il 1930, per arrivare a pubblicare il suo primo libro Versi, 1939 nel 1940; molti di quei versi furono ispirati dalla sua esperienza di corrispondente di guerra in Mongolia. Già membro del Partito Comunista, nel 1941 fu richiamato in servizio militare come corrispondente per la rivista Stella Rossa, divenendo popolare per i suoi dispacci di guerra e ricevendo tra gli altri, il Premio Stalin.Dopo la seconda guerra mondiale Simonov viaggiò a lungo come membro di delegazioni sia letterarie che giornalistiche, visitando Giappone, Cina, Stati Uniti e Europa occidentale. E' principalmente conosciuto per la sua poesia sulle sofferenze che la guerra provoca, sia agli uomini in guerra che alle loro famiglie. Anche se non innovativa infatti, questa comunica una pietà personale per i suoi soggetti ed il suo stile prende spunto da un linguaggio colloquiale e ritmi di conversazione.
Anche i suoi romanzi sono degni di nota. Il più celebre è Giorni e notti (1944) che tratta del coraggio delle forze sovietiche durante l'assedio di Stalingrado, senza però limitarsi alla pura raffigurazione di atti eroici, descrivendo le profonde emozioni di uomini così provati.
La sua prosa esibisce una economia di stile e un senso di azione drammatica insolita nei romanzi di guerra scritti nel  periodo della guerra fredda che, in genere, glorificavano il governo e avrebbero dovuto funzionare come propaganda per il sistema sovietico.
Vinse per sei volte il premio Nazionale di poesia Russa
Per tutto il 1970 ha servito come segretario dell'Unione degli scrittori. Morì a Mosca nel 1979.





ASPETTAMI ED IO TORNERO'

Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c'è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.

Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell'anima mia...
Aspettami. E non t'affrettare
a bere insieme con loro.

Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.



В.С.
Жди меня, и я вернусь.
Только очень жди,
Жди, когда наводят грусть
Желтые дожди,
Жди, когда снега метут,
Жди, когда жара,
Жди, когда других не ждут,
Позабыв вчера.
Жди, когда из дальних мест
Писем не придет,
Жди, когда уж надоест
Всем, кто вместе ждет.
Жди меня, и я вернусь,
Не желай добра
Всем, кто знает наизусть,
Что забыть пора.
Пусть поверят сын и мать
В то, что нет меня,
Пусть друзья устанут ждать,
Сядут у огня,
Выпьют горькое вино
На помин души...
Жди. И с ними заодно
Выпить не спеши.
Жди меня, и я вернусь,
Всем смертям назло.
Кто не ждал меня, тот пусть
Скажет: - Повезло.
Не понять, не ждавшим им,
Как среди огня
Ожиданием своим
Ты спасла меня.
Как я выжил, будем знать
Только мы с тобой,-
Просто ты умела ждать,
Как никто другой.


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#1  17 Agosto 2011 - 15:48
Ho le lacrime agli occhi.
utente anonimo

#2  17 Agosto 2011 - 16:03
A volte è veramente difficile parlare di una poesia e questa ne è proprio un esempio. Non si può dire che è bella questa poesia. Il pensiero che hai lasciato, credo sia l'unico esprimibile possibile.
Grazie (ovviamente a nome di Konstantin, di cui mi faccio interprete).
NATACARLA





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