domenica 20 novembre 2011

HA INDOSSATO LA CAMICIA - A'ISHA ARNA'UT

martedì, 01 febbraio 2011
HA INDOSSATO LA CAMICIA - A'ISHA ARNA'UT
 
Non so molto di questa autrice e la rete non mi aiuta.
Mi rimanda un laconico "nata in Siria nel 1946", ma c'è altro dietro questo nome e data di nascita.
Una forza prorompente e disarmante al tempo stesso dei versi, il disagio di una vita che accomuna tante donne raccontata con  semplicità e limpidezza.
Sensibilità differente per cultura e vissuto, ma potrebbe non essere nostra sorella?


                                                                           Donna allo specchio – Anna Breda 


HA  INDOSSATO LA CAMICIA...

  
Ha indossato la camicia, ha preso l'ombrello
non ha detto parola
nemmeno io.

Dopo che se n'è andato
sono rimasta innanzi allo specchio
ho estratto la lingua
per vedere se erano rimaste impigliate delle parole.
Purtroppo ho visto solo muscoli e vene.

Ho ritirato la lingua
sono scoppiata a ridere
la risata non è una parola - poi ho infranto lo specchio.

Da quel momento
ho continuato a infrangere specchi
invano
cercandone uno
che non riflettesse
più, uno specchio
che infrangesse me.



dal libro Non ho peccato abbastanza. Antologia di Poetesse arabe contemporanee.
  
Mondadori, collana  Piccola biblioteca Oscar



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#1  01 Febbraio 2011 - 06:35
Non la conoscevo...
non è affatto male (se si trascurano gli echi fortemente Prevertiani).
Ciao, u.
utente anonimo

#2  01 Febbraio 2011 - 08:03
Gli echi di Colazione al Mattino, vero?
Hai ragione: echi. A'isha però va oltre. Veste la poesia di un sorriso di fondo, mentre Jacques resta desolato e affranto; l'uno ci mostra il momento  e ce ne offre l'emozione vissuta (tra l'altro, mi sono sempre chiesta come mai mi suoni così femminile quella poesia),  l'altra cerca in sè la responsabilità, nel controllare la lingua e cerca di punirsi "infrangendo l'immagine", cioè annullandosi.
Sono contenta di averti potuto offrire una poesia nuova, dato che è rarissimo che tu non conosca un autore.
Caro u, grazie per lo spunto di riflessione.
Utente: NATACARLA NATACARLA

#3  03 Febbraio 2011 - 11:10
Buongiorno, Carla, oggi sono a casa, quindi non ti salverai dai miei  commenti. Ho cercato anche io sul Web  tracce di Aisha Arnaut, in effetti non c ' è molto,  ho trovato solo questa poesia, la conoscevi?

IL PASSAGGIO DEI SENSI di A’isha Arna’ut (Siria)
1
Dove finisce l’onda
e dove inizia il mare?
Dove finisce il corpo
e dove inizia l’ombra?
Dove finiscono le tenebre
e dove inizia la luce?
Le parole respirano fuori dalla loro cornice
i sensi si increspano e si distendono
simili a un oceano di un cerchio
il cui centro è inesistente.
3
Non siamo altro che una
delle probabilità dell’esistenza.
La nostra vita
è un buffo insieme di dubbi
un equivoco di possibilità concesse.
Mi rivolgo a ciò che è informe
procedo verso il nascondiglio.
Quando cercherò di raccogliere l’esperienza?
Come potrò trovare l’imbarcazione
nell’annullamento del tempo e dello sviluppo che retrocede?
10
La luce non ha forma
l’onda non ha confini
l’io non ha facciate
la passione non ha orizzonti.
Sii luce
onda
passione.
Sii te stesso.

Ciao e vienimi a trovaresui miei blog ( orgogliosamente primi nella ricerca Google blog "Mark Strand"
Ales


  P. S.( il mio nick name è Iago, quando vuoi ti spiego perchè,)
utente anonimo

#4  03 Febbraio 2011 - 23:16
Lungi da me, salvarmi dai commenti: mi servono quasi quanto la poesia.
Riflettendo sui commenti, soprattutto negativi, trovo nuove sfaccettature alle poesie, pensieri che ampliano (o amplificano) un mio scritto.
Per risponderti conoscevo l'ultima di quelle poesie; quella antologia è da comperare.
Carla
Utente: NATACARLA NATACARLA

#5    04 Febbraio 2011 - 05:36
Sì, penso che la comprerò.  Anche a me non dispiacciono  critiche
e commenti, aprono nuove prospettive,  a volte la naturale vicinanza con i nostri scritti e le nostre esperienze ci impedisce di vedere cose che un lettore esterno, da un angolo visuale diverso,  riesce a percepire.
Vista l' ora ti auguro un felice risveglio e una buona giornata.
Ciao, Ales
utente anonimo

#6     09 Febbraio 2011 - 22:20
Karla, ma vuoi postare qualcosa???
Troppo impegnata con i figli?

Ti mando questa di Nordbrandt

Il nostro amore è come Bisanzio
dev’essere stata
l’ultima sera. Dev’esserci stato
immagino
un alone sui volti
di chi si affollava nelle vie
o sostava in piccoli gruppi
agli angoli delle strade e delle piazze
e parlava a bassa voce

un alone che doveva ricordare
quello che ha il tuo volto
quando scosti i capelli
e mi guardi".


Come vorrei, Carla, che lei mi guardasse ancora, vedo ancora i suoi occhi...

Ciao,
Ales
utente anonimo


1 commento: