domenica 20 novembre 2011

BIGLIETTO DI VIAGGIO - SAMIH AL-QASIM

lunedì, 31 gennaio 2011
 
A volte penso che non ce lo meritiamo di vivere in questa parte - relativamente paciosa - del mondo.
Esistono dei paesi in cui essere prudenti uscendo al mattino non è garanzia di ritorno, come non lo è essere una persona qualunque.
In quei paesi per morire - o per esserne sfiorati -  basta trovarsi nel posto e all'ora sbagliati, essere oggetto di un odio qualsiasi (nella confusione generale, un morto in più, un morto in meno...).
Non è certo un comportamento corretto, nè una giusta logica, ma posti come quello esistono davvero e l'esortazione a non sprecare dei biglietti  verso la pace e la conoscenza, non è certo un messaggio di poco conto.







Samih al-Qasim nasce nel 1939 nella città giordana di al-Zarqa, nel periodo in cui il padre era al servizio della Legione Araba del re Abdullah. Proveniente da una famiglia drusa originaria della città di Ramah nell’Alta Galilea, frequenta la scuola elementare qui per poi trasferirsi a Nazareth, dove conseguirà il diploma di scuola superiore. La sua famiglia non abbandonò la Palestina successivamente alla Nakba del 1948.
Oltre che per l’attività di giornalista e poeta, lo scrittore si è distinto anche per essere tra i più tenaci sostenitori dei diritti dei palestinesi, da sempre in prima linea nel contrastare la condotta politica del governo israeliano. Tale dissenso si manifesta chiaramente nel 1960, quando al-Qasim rifiuta di arruolarsi nell’esercito israeliano. Nel 1967 si unisce alle file del Partito Comunista Israeliano Hadash e al termine della “guerra dei sei giorni” viene detenuto a lungo insieme ad altri membri del partito e trasportato nella prigione di al-Damoun nella città di Haifa. A causa della sua militanza politica sarà arrestato diverse volte.
Attualmente lavora come giornalista ad Haifa dove è caporedattore del giornale arabo-israeliano Kull al-Arab.

tratto dal sito ARABAISMO.IT 






BIGLIETTO DI VIAGGIO


Quando sarò ucciso, uno di questi giorni
l’assassino troverà nella mia tasca i biglietti di viaggio
uno verso la pace
uno per i campi di pioggia
uno
verso la conoscenza dell’umanità
(ti prego non sprecare i biglietti mio caro assassino ti
prego di partire…)


(trad. F. M. Corrao)
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#1  07 Giugno 2011 - 13:32
Con l'anafora (ti prego) il poeta quasi supplica il suo assasino ( che chiama in tono affettuoso caro) a non sprecare .....di partire;la destinazione: la pace, il prgresso materiale  e spirituale dell'umanità, l'arcobaleno ( i campi della speranza).
Noto un'aspirazione per un cammino comune (viaggio) ... i biglietti in genere si fanno per utilizzare un mezzo pubblico (treno/bus/aereo)  forse per dire che la pace è qualcosa che si costruisce insieme.
Spero tu stia bene Carla e ti auguro un ottimo proseguimento di settimana!!!!
ciao
Giuseppe
utente anonimo

#2  08 Giugno 2011 - 06:31
Condivido la tua chiave di lettura, Giuseppe e ti ringrazio dell'augurio prezioso che contraccambio.
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