sabato 19 novembre 2011

IL COLLOQUIO - ADA NEGRI

sabato, 03 aprile 2010
 

Una nuova autrce, una nuova poesia tra quelle che potrei definire indimenticabili.
Ancora un esempio di come sia possibile fare Poesia con parole semplici.

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.Ada Negri nacque a Lodi il 3 febbraio del 1870, in una famiglia molto povera. Il padre Giuseppe era manovale e la madre, Vittoria Cornalba, tessitrice. Ada passò l'infanzia solitaria nella loggia da portiera dove lavorava la nonna, osservando il costante passaggio delle persone.

Ma grazie ai sacrifici della mamma, potè studiare fino ad ottenere un diploma di insegnante elementare. Insegnò quindi a partire dal 1888, nella scuola elementare di Motta Visconti (tra Milano e Pavia) e poi a Milano. In questo periodo pubblicò le sue prime poesie, raccolte nel volume Fatalità (1892), in seguito definite poesie del Quarto Stato per via delle tematiche sociali che presentavano. Forse l’ispirazione “sociale” di Ada Negri era dovuta alla sua esperienza personale; i genitori erano stati lavoratori e custodi nella villa di alcuni signorotti e, lei bambina, potè vedere il trattamento che allora la classe borghese riservava ai contadini e toccare con mano la drammaticità della condizione dei lavoratori dal punto di vista economico e umano. La sua sensibilità e l'intelligenza contribuirono al concretizzarsi di una poesia a sfondo sociale, a volte polemica anche nei confronti di quella Chiesa che non si poneva in ascolto della voce dei più umili.
Così Ada acquisì una certa fama, ricevendo tra l’altro anche il riconoscimento di professoressa ad honorem nelle scuole preparatorie e normali, ma ormai non si sentiva più portata per l’insegnamento e si dedicò interamente all’attività di scrittrice.
Nel 1896 sposò Federico Garlanda, da cui nel 1904 ebbe Bianca, ispiratrice di molte poesie, e un'altra bambina, Vittoria, che morì a un mese di vita. Pochi anni dopo i due si separarono, ed Ada, con l’inizio della Prima Guerra Mondiale si spostò in Svizzera. Successivamente ebbe una relazione tormentata con un altro uomo , esperienza descritta dalla scrittrice nel libro di poesie Il libro di Mara del 1919, un volume scritto con inusuale franchezza per la società italiana del tempo, fortemente cattolica e conservatrice.
Strano destino quello di Ada Negri che, all’epoca in cui visse, già dai suoi primi esordi, ebbe da un lato il pieno favore dei lettori, il riconoscimento di professori, giornalisti, editori, una grande fortuna scolastica e il plauso di Carducci e della critica ufficiale, dall’altro il dissenso del Croce, che addirittura definì impoetici i suoi versi, e l’ostilità del Russo.
Ebbe molti riconoscimenti. Oltre a quello ad honorem, nel 1894 vinse il premio Milli per la poesia e nel 1931 il premio Mussolini per la carriera.
Poi la poesia di Ada fu trasformata da queste dolorose vicende e divenne più introspettiva.
Nel 1940 Ada Negri divenne membro dell’ Accademia Italiana.
Appena cinque anni più tardi, l’11 gennaio del 1945, fu trovata morta nel suo studio dalla figlia Bianca.
Ampio stralcio da: www.italialibri.net

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IL COLLOQUIO

Quando ti avrò raggiunto sulla sponda del fiume di luce
e tu mi chiederai che ho fatto tant'anni senza di te,
io ti risponderò: "Ho continuato il colloquio".
Tu riderai per dolcezza tutto il riso de' tuoi bianchi denti,
e cingerai le mie spalle col tuo gesto securo di despota.
E lungo i prati di viole che fioriscono solo pei morti
continueremo il colloquio.

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