sabato 19 novembre 2011

IL PLENILUNIO - ANTONIS FOSTIERIS

domenica, 29 novembre 2009
 
Simile nel sentimento al post che lo precede, anche se il linguaggio è decisamente più moderno dello stile prosastico, quasi narrativo di Neruda.
Ma vogliamo apprezzare anche la traduzione? Più volte l'ho sottolineato che una buona traduzione fa la differenza in una poesia ma comunque mi sento sempre in colpa con questi personaggi che restano nell' ombra ma che non possono non avere della poesia dentro.





Antonis Fostieris è nato ad Atene nel 1953. Ha studiato Legge ad Atene e a Parigi. Nel 1971 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica, Il lungo viaggio. Negli anni successivi sono usciti I luoghi dell’interiorità o le Venti (1973), Amore oscuro (1977), Il diavolo ha cantato a tempo (1981), Il tha e il na di Thanatos (1987), Il pensiero si addice al lutto (1996) e Prezioso oblio (2003), che ha ottenuto il Premio Nazionale di Poesia nel 2004. Dal 1975 al 1981 è stato direttore dell’annuario “Pìisis”. Nel 1981 ha fondato, con Thanasis Niarchos, la rivista letteraria “I léxi”, che da allora dirige. Ha tradotto Henry Miller, Boris Vian, Max Jacob, Paul Eluard. Leggendo le raccolte di Fostieris colpiscono da un lato la ricchezza di un pensiero che diventa verso nel modo più naturale, dall’altro la trama sottile di riferimenti culturali che si addensano soprattutto intorno ai filosofi presocratici, come Empedocle ed Eraclito, i filosofi dell’essere e del tempo. Affascinano Fostieris, in particolare, il rapporto dell’essere con la morte e con la lingua, attraverso cui passa sempre il confronto degli uomini con il mondo che li circonda







IL PLENILUNIO


Niente, non aspetto piú niente da te, cielo,
Dovunque mi aggrappi cado con fragore
Dal tuo tetto d’aria colmo di conchiglie
Dal mazzo arrugginito delle tue stelle;
Una luna spropositata sorge in me
S’ingrossa minacciosa sui miei crinali
Sorgerà un plenilunio a frantumarmi.


Traduzione di Nicola Crocetti

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