sabato 19 novembre 2011

IL VIAGGIO DEFINITIVO - JUAN RAMON JIMENEZ

venerdì, 25 giugno 2010
 
 
Si annoda ai due versi finali di Adam del post precedente, quest'altra poesia di Ramon.
In questa scrittura abbonda la congiunzione "e".
Ricordo ancora una lezione a scuola, probabilmente delle superiori - i miei amici mi potrebbero venire in aiuto nel ricordo -  dove l'insegnante ci spiegava  l'uso della "e"  che faceva Ungaretti nelle sue poesie, proprio nel verso di incipit.
Diceva: è come se il poeta scrivesse la sua poesia pertendo da un certo punto di un ragionamento interiore.
Mi è sempre rimasta impressa questa  considerazione; in primo luogo perchè ho sempre amato molto Ungaretti e se avete letto i miei post alle sue poesie, ve lo ricorderete, e poi anche perchè mi sono sempre chiesta quale fosse stato il pensiero che stava prima della poesia.Ma poi tutto finiva lì. Ero solo affascinata dal suo saper scrivere, convinta come ero di essere estremamente arida.
Ma questa è una storia diversa.
E, sapete? Ho rispolverato i vecchi testi delle medie (Dialogo Aperto - Edizioni Paravia)  e - miracolo ! - Ramon era già là, nero su bianco, ma completamente ignorato, con il suo Nobel per la letteratura del 1956. Gli si preferivano altre letture, più propriamente "nostrane", in una sorta di intolleranza per il verso straniero, di razzismo culturale (o solo beata ignoranza).


http://casa.atuttonet.it/images/2009/06/dscn1024.jpg



IL VIAGGIO DEFINITIVO

E me ne andrò. E resteranno gli uccelli
a cantare:
e resterà l'orto, col suo albero verde
e col suo pozzo bianco.
Ogni sera il cielo sarà azzurro e placido:
e suoneranno, come questa sera,
le campane del campanile.
Moriranno quelli che m'amarono,
e la gente si rinnoverà ogni anno:
e in quell'angolo del mio orto fiorito e incalcinato
il mio spirito errerà, nostalgico...
E me ne andrò: e sarò solo, senza focolare, senza albero
verde, senza pozzo bianco,
senza cielo azzurro e placido...
E resteranno gli uccelli a cantare



1 commento:

  1. Quanta tristezza, ma tanta verità, in questa stupenda poesia.

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