sabato 19 novembre 2011

IO TI CHIESI - HERMAN HESSE

mercoledì, 10 febbraio 2010
 
 
In apparenza anche per questa poesia potrebbe valere quello che ho detto per la poesia di Cortàzar, un paio di post  fa, ma qui c'è un diverso modo di scrivere.
E' un fare colloquiale, questo sì, ma nelle sue poesie Cortàzar non si aspetta risposte.
Ha la sua esigenza di dire e la soddisfa, soddisfacendo il nostro senso del sublime.
Hesse invece ci propone una sequenza del suo vissuto - quanto reale o immaginario poco importa - che lo ha colpito e che ce ne rende partecipi, come una confidenza tra amici.
Riusciamo a vedere il sopracciglio aggrottarsi per concentrarsi, valutare e mediare una risposta tra quella del cuore e quella della mente. Ne esce una figura di donna volitiva, virile e materna allo stesso tempo, tutto quello, insomma che una donna è (o dovrebbe essere).


http://www.galileicrema.it/intraitis/documenti/presentazione/seraleSirio/stella002.jpg




IO TI CHIESI


Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste




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#1  30 Aprile 2010 - 10:31
 
poesia molto bella!!!dlicata!
utente anonimo





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