sabato 19 novembre 2011

NON ANDARTENE AMORE - RABINDRANATH THAKHUR (TAGORE)

domenica, 28 marzo 2010
 
 
Come si fa a non apprezzare la semplicità del verso? E questa ne è solo un ulteriore esempio,  un connubio tra il sentimento d'amore, la paura di perderlo (quante volte l'abbiamo provato?) e la semplicità, il candore dell'esprimerlo.
D'altra parte il Nobel non lo danno a chi versifica a vanvera.


 http://www.partecipiamo.it/Aforismi_e_citazioni/religione/immagini/tagore.jpg


Conosciuto anche con il nome anglicizzato di Tagore, nacque a Calcutta nel 1861. Di famiglia nobile, illustre anche per tradizioni culturali e spirituali, nel 1877 fu inviato a studiare di ritto in Inghilterra dove rimase tre anni e ebbe i primi contatti con la cultura occidentale. Nel 1901 creò a Santiniketan (= asilo di pace) presso Bolpur, a 100 chilometri da Calcutta, una scuola dove attuare concretamente i propri ideali pedagogici: gli alunni vivevano liberamente, a immediato contatto con la natura, e le lezioni consistevano in conversazioni all'aperto, secondo l'uso dell'antica India. Lo stesso Thakur vi tenne conferenze di natura filosofica-religiosa. La scuola si fondava sugli antichi ideali dello Ashram (Santuario della foresta), affinché, come diceva, «gli uomini possano riunirsi per il supremo fine della vita, nel la pace della natura, dove la vita non sia solo meditativa, ma anche attiva». Sono idee che maturerà nel tempo e che diffonderà anche in europa e nel mondo occidentale attraverso giri di conferenze.
Molto dura per lui fu la perdita della moglie, e di due figli, tra il 1902 e il 1907: nel 1902 la moglie, nel 1904 la figlia, nel 1905 il padre, nel 1907 il figlio minore. La fama di Thakur, grandissima in India, cominciò a diffondersi anche in europa an che grazie alle traduzioni fatte da lui stesso delle proprie li riche, ciò che attirò l'attenzione tra l'altro di William B. Yeats e di Ezra Pound.
Nel 1913 ebbe il nobel per la letteratura.
Morì a Calcutta nel 1941.
Il "Gitanjali" fu la prima raccolta di poesie tradotta in inglese nel 1912 e curata direttamente da Yeats. Si tratta di 103 canti di offerta, composti tra il 1907 e il 1910. Di fronte al dolore e alla sofferenza anche personali, Takhur riesce a scuotersi nella poesia che ha la forza della fede religiosa: «tu mi hai fatto eterno, a tuo piacere. Questo fragile vaso continui a svuotare e a riempire di vita sempre fresca».
Thakur usò sempre la lingua bengali, che seppe adattare alle sue multiforme esigenze, da quelle della poesia a quelle della narrativa e della saggistica, imprimendole una nuova e decisa modernità di espressione.

Le motivazioni del premio nobel: "because of his profoundly sensitive, fresh and beautiful verse, by which, with consummate skill, he has made his poetic thought, expressed in his own English words, a part of the literature of the West".
Sintetizzato da Antenati

http://farm3.static.flickr.com/2257/2316037331_fa5d556599_o.jpg





NON ANDARTENE AMORE

Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte e ora i miei occhi
sono pesanti di sonno.
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non andartene, amore, senza avvertirmi.

Mi sveglio e stendo le mani per toccarti. Ti sento e
mi domando: "E' un sogno?"
Oh, potessi stringere i tuoi piedi col mio cuore
e tenerli stretti al mio petto!
Non andartene, amore, senza avvertirmi.



Leggi i vecchi commenti



#1  02 Aprile 2010 - 05:47
 
Buongiorno Carla, è la bellezza di un sentimento che si culla nella semplicità di questi versi.  Max61
utente anonimo
#2  05 Aprile 2010 - 12:00
 

No, Max, è il  terrore di accadimenti questo.
Tema svolto con delicatezza, ma anche con angoscia.
Quella con cui dobbiamo fare i conti.
Carla

Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA 


 

Nessun commento:

Posta un commento