domenica 20 novembre 2011

NULLA - CEES NOOTEBOOM

domenica, 20 marzo 2011
 
 
Bene, che ne dite di una poesia un pò diversa, adesso? Una poesia d'autore, come sempre, sorprendente, come sempre, e velata  (o  venata?) di amarezza?
Io l'ho amata subito, appena letta. Argomento simile al "Congedo del viaggiatore Cerimonioso" Caproniano, ma conclusioni dissimili.  Giorgio ha una rassegnazione calma, quasi amata, un tono leggero ed ironico. Cees invece, pur facendone uso, si macera dentro  ricordi non condivisi, nel rimpianto di una vita da lupo solitario.


http://www.begeerte.be/docs/doc_164.jpg
Cees Nooteboom è nato all'Aia nel 1933.
Perde il padre in tenerissima età, durante un bombardamento aereo e con la famiglia è costretto a sfollare in campagna. Forse proprio da questo momento il viaggio e il senso dell’altrove acquisteranno per lui un’importanza così grande da diventare modello esistenziale e metafora letteraria per i romanzi futuri.
Dopo la guerra, all’età di tredici anni, studia in collegi francescani, carmelitani e domenicani. Qui svilupperà il suo amore verso la cultura classica ed un gusto per estetica che permea i suoi scritti , ma anche una certa  ribellione verso tutte le forme rigide dell’esistenza.
Traduttore di poesia spagnola, catalana, francese, tedesca, è  anche uno degli scrittori più originali dell'Olanda, anticipando con il suo Philip e gli altri, uscito nel 1955, la letteratura "on the road" di Kerouac. La sua vita di marinaio lo ha portato dall'olanda alla Spagna, all'Europa, all'oriente e l'America ed a fare del viaggio il suo modo di vivere.
Più volte candidato al Nobel, sarà il protagonista della diciassettesima edizione di Dedica, il festival letterario organizzato dall'associazione Thesis, che si svolgerà a Pordenone fino al 26 marzo. Altre informazioni sulla manifestazione QUI


http://www.mondonauticablog.com/wp-content/uploads/2007/11/veliero.jpg

NULLA

La vita
dovresti poterla
ricordare
come un viaggio all’estero

e con amici o con amiche
parlarne poi
e dire

è stata bella, no?
la vita,
e vedere frammenti di donne, segreti
e paesaggi

e lasciarsi poi ricadere soddisfatti
ma i morti non possono lasciarsi ricadere.
E nemmeno nient’altro possono fare.



NIETS

Het leven
je zou het je moeten kunnen
herinneren
als een buitenlandse reis
en er met vrienden of vriendinnen
over na moeten praten
en zeggen
Het was toch wel aardig,
het leven,
en flarden zien van vrouwen, geheimen
en landschappen

en dan tevreden achteroverleunen
maar doden kunnen niet achteroverleunen.

En ook verder kunnen ze niets.

 

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#1  23 Marzo 2011 - 12:41
 
dall'incontro con Strand ( e Jago) tre poesie una più bella dell' altra:
la poesia fa bene alla poesia?

Ales
utente anonimo
#2  23 Marzo 2011 - 20:00
 
La BUONA POESIA fa bene alla poesia.
Ricordi i caffè letterari di Parigi, a Monteparnasse, dove si ritrovavano nei vari periodi e nei vari anni gran parte dei poeti argentini, inglesi, tedeschi, insieme ai francesi?
Ed anche i pittori vi si ritrovavano per parlare di pittura e, guarda caso, tutti hanno dipinto e scritto quadri e pagine splendide; anche per un personaggio di poco spessore, discutere, respirare di poesia in mezzo a loro, lo ha reso comunque un autore apprezzabile.
L'incontro con Strand è stato un bel momento, anche se io lo avrei apprezzato più informale, da fine lezione, quando il visiting professor chiede: "Qualche domanda?" e non solo una celebrazione del grande poeta, anche se per Mark ci sta tutta, la celebrazione, intendo.
Ma non avere la padronanza delle lingue divide, purtroppo (altro motivo per cui quei poeti stranieri venivano in europa: a Parigi, ma anche in Italia, Roma soprattutto). Non ci resta che affidarci ai traduttori come Abeni, veramente straordinario,  confidando che siano tutti come lui.


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