domenica 20 novembre 2011

QUANDO PASSI - JAIRO ANIBAL BAMBINO

giovedì, 15 luglio 2010
QUANDO PASSI - JAIRO ANIBAL BAMBINO
 
Questa poesia rappresenta il mio primo incontro con questo autore e anche una delle letture più pure e cristalline che abbia mai fatto.
In questi versi in particolare ci si sente come smarriti, dentro a tanto amore: persi, proprio come quella sciarpa.
Non ne indosserò mai più una senza pensare a questa poesia e sorriderne al ricordo, come al mio solito sciocco modo.








Jairo Aníbal Niño è nato a Moniquirá (Boyacá-Colombia) nel 1941 è stato uno dei più riconosciuti e rispettati scrittori dell'America Latina.
Ha fatto esperienze singolari;  per esempio  era molto giovane quando ha compreso che l'immaginazione  è un altro modo di volare ed ancora giovane ha fatto il giro del suo paese, incontrando villaggi e città, scuole e fiumi, foreste e mare. Da adolescente invece ha fatto diversi mestieri:  autista di camion, attore, mago e apprendista marinaio, mentre  da studente universitario lo troviamo iscritto al gruppo di pittori Mancia.
Dopo quella esperienza,  ha fondato e diretto vari gruppi teatrali. Per il suo lavoro sul Monte Calvo ricevette il premio al Primo Festival Nazionale di Teatro Universitario nel 1966 e l'anno successivo quello per il miglior spettacolo della Libera V World Theatre Festival di Nancy (Francia).
Da allora i suoi lavori sono  sempre stati oggetto di riconoscimenti in varie parti del mondo: Messico, Svizzera, Spagna, Cuba ; nessuna sorpresa, quindi che alcuni dei suoi testi siano stati tradotti in inglese, francese, tedesco, portoghese, finlandese, slovacco e cinese  e che in qualità di docente abbia  presentato  il suo lavoro in tutta la Colombia ed in varie zone del Messico, Venezuela , Spagna, Costa Rica, Uruguay e Argentina. Ha insegnato in varie università ed è stato direttore della Biblioteca Nazionale di Colombia.
Jairo è deceduto il 30 agosto 2010
Informazioni tratte dal sito Biblioteca Pùblica Piloto








QUANDO PASSI


Quando passi
cade un quaderno,
un piede inciampa,
degli occhiali scivolano,
una gola si chiude,
due mani sudano,
una sciarpa si perde.
Il fatto è che
il quaderno,
il piede,
gli occhiali,
la gola,
le mani
e la sciarpa
sono pazzi di te.



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#1  15 Luglio 2010 - 12:15
Invidio umanamente la destinataria di questi versi....
T.

utente anonimo


#2  15 Luglio 2010 - 13:09

Anch'io, T.
Tantissimo.
Carla


#3  15 Luglio 2010 - 22:38
semplicemente cristallina della sua semplice verità.
sempre belle scelte le tue carla.
GRICIO


#4  16 Luglio 2010 - 08:53
Questo è uno di quei casi di cui ti parlavo:
poesia come questa saprei scriverla anch'io.
Ma al momento di provarci, mi accorgo subito di dove stia la differenza...
Ancora una scelta assai felice questa tua, Carla; complimenti!
Gianni G.
http://http://wwwnew.splinder.com/myblog/comment/reply/23013951?blog=natakarla.splinder.com utente anonimo


#5  16 Luglio 2010 - 22:29

Vero, Gianni. Sembra proprio una cosina da niente ma quanto lavoro c'è dietro? Quante stesure, quante cancellature?
Sai, questa primavera sono stata al museo Carducci e c'era una delle sue poesie manoscritte.
Con delle correzioni: ci crederesti?
Anche i grandi hanno delle prime stesure e conseguenti correzioni.
In sostanza sono state, sono persone che aspirano a migliorare le loro opere apparentemente perfette.
Carla
NATACARLA

#6  22 Luglio 2010 - 10:27
L'ho scoperto da poco questo particolarissimo scrittore colombiano, il suo libretto di poesie "mi fa male la pancia del cuore" è veramente emozionante nella sua disarmante semplicità. Meraviglioso.
Ciao Carla

Linda
lindachicco


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