giovedì 17 novembre 2011

SILENZIO - DAVID H. LAWRENCE

lunedì, 26 ottobre 2009
 

Una nuova e diversa (?) versione del silenzio.
Per adesso le colleziono. Prima o poi ne farò una sintesi.


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Nasce a Eastwood (Inghilterra) nel 1885.
Figlio di un minatore e di una maestra, dopo la laurea, nel 1909 pubblica i suoi primi versi sulla rivista "English Review". Il suo romanzo d'esordio, Il pavone bianco, esce nel 1911.
Già nel suo libro Figli e amanti del 1913, si nota che la sua narrativa è basata sulle intense esperienze emozionali dei personaggi: attrazione sessuale, collera, delusione, amore.
Nel 1912 Lawrence fugge con Frieda von Richthofen Weekley, figlia di un nobile tedesco e moglie di un suo ex professore.
La loro burrascosa storia d'amore serve allo scrittore come ispirazione per numerose sue opere come L'arcobaleno (1915) e il suo seguito Donne innamorate (1921).
I personaggi di questi romanzi sono particolarmente spregiudicati e procurano al primo romanzo la censura per oscenità e al secondo l'accusa di istigazione al vizio.
Per quanto riguarda la poesia, vanno segnalati il volume giovanile Poesie d'amore (1913), e la raccolta Uccelli, bestie e fiori (1923).
Nel 1919 l'insorgere della tubercolosi, costringe lo scrittore a viaggiare in continuazione alla ricerca di un clima più favorevole. Queste peregrinazioni sono fonte d'ispirazione per altre opere, come Mare e Sardegna (1921) e Il serpente piumato (1926), romanzo composto durante i soggiorni nel Messico (1923-1925).
Dal 1926 Lawrence vive prevalentemente in Italia e nei pressi di Firenze (o secondo altre fonti in Liguria, a Spotorno) nasce la sua opera più discussa, L'amante di Lady Chatterley (1928), storia (forse autobiografica) di un rapporto particolare fra una ricca signora e il guardacaccia del marito. Il romanzo pubblicato per la prima volta da un piccolo editore fiorentino, Pino Orioli, viene censurato per molti anni in quasi tutti i paesi del mondo.
Muore a Vence in Provenza nel 1930.

Dal sito POESIE & POETI


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SILENZIO



Da quando ti ho persa, sono ossessionato dal silenzio;
i suoni le lor piccole ali agitano
un attimo, poi all'onda s'abbandonano
dalla stanchezza, che dondola senza rumore.

Sia che per strada la gente
passeggi con monotono brusio
o sospiri il teatro e sospiri
con un profondo respiro roco,
o agiti il vento un groviglio di luce
sul fiume nero, profondo,
o gli ultimi echi della notte
facciano rabbrividire l'aurora,
io avverto il silenzio che aspetta
di poter bere tutto ancora
nella sua estrema totalità svuotando
il rumore degli uomini.





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#1  26 Ottobre 2009 - 07:00
 
Veramente bella... se ti va, mi trovi su www.giulioforteprot.splinder.com
Utente: giulioforte Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. giulioforte 
 

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