domenica 27 ottobre 2013

LA CASA DEL TEMPO PERDUTO - CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE


Senza dubbio, il tempo perduto non può più appartenerci, ma è possibile tornare sui nostri passi e agguantare ancora una manciata di giorni, di ore o di minuti? La logica ci dice che anche se torniamo indietro subito, si possono limitare i danni di una scelta sbagliata, ma il tempo in cui abbiamo maturato la scelta è andato per sempre. Il pensiero di Carlos sembra volerci portare in quella direzione, però descrive la casa come "coperta di edera per metà e l'altra sono ceneri", dove l'edera è ancora vita, e la cenere morte. Forse non proprio tutto è perduto se la casa è solo "condannata" e, appunto non ancora morta.









Carlos Drummond de Andrade nasce a Itabira, nello stato di Minas Gerais, Brasile il 31 ottobre 1902 nono figlio di una famiglia di proprietari terrieri in decadenza. Inizia gli studi nella città di Belo Horizonte e nel collegio gesuita di Anchieta da dove fu espulso per "insubordinazione mentale"dopo un incidente con il professore di portoghese. Su insistenza della famiglia, si laurea in Farmacia nel 1925, ma è una carriera che non intraprenderà mai.
Nello stesso anno sposa Dolores Dutra de Morais, la prima o la seconda donna a lavorare come impiegata a Belo Horizonte. Insegna Geografia e Portoghese nel Ginnasio sud-americano di Itabira, ma viene chiamato da Alberto Campos a lavorare come redattore capo del Diario de Minas. Nel 1927 diventa padre per la prima volta, ma il figlio sopravvive solo poche ore. L'anno successivo nasce invece Maria Julieta, che sarà la grande compagna della sua vita.
E' solo di pochi anni prima (1922) l'inaugurazione della
"Semana de Arte Moderna" o "Settimana 22" tenutasi a San Paolo nel Teatro Comunale di San Paolo dal 11 al 18 di febbraio. Fu l'avvio del movimento Modernista che, ispirato al futurismo di Marinetti,  si riproponeva  il rinnovamento delle arti e delle lettere. Tra i suoi esponenti vi erano Oswald de Andrade, Manuel Bandeira e Mario de Andrade; (con questi ultimi poeti intratterrà una fitta corrispondenza) e Carlos aderisce a questo movimento fondando con altri poeti e scrittori di Minas Gerais "A Revista", l'unico organo di divulgazione del Modernismo della regione che però ebbe breve vita.
Nel 1934 si trasferisce a Rio de Janeiro, divenendo capo di gabinetto di Gustavo Capanema, Ministro dell'Educazione
, che conobbe nel collegio di Belo Horizonte. Con lui rimase fino al 1945 per prendere servizio al Patrimonio Storico e Artiscito  Nazionale e ritirandosi nel 1962.
Numerosi i libri pubblicati e le traduzioni. Muore il 17 agosto 1987 a Rio de Janeiro per l'aggravarsi dei suoi problemi cardiaci, a distanza di soli dodici giorni dalla morte dell'amata figlia, vittima di cancro e verranno sepolti nella stessa tomba al Cimitero São João Batista di Rio de Janeiro.
E' considerato uno dei più grandi poeti brasiliani del Novecento.







LA CASA DEL TEMPO PERDUTO

Ho battuto al portone del tempo perduto, nessuno ha risposto.
Ho battuto una seconda volta e un'altra volta e ancora un'altra.
Nessuna risposta.
La casa del tempo perduto è coperta di edera
per metà; l'altra metà sono ceneri.


Casa dove non abita nessuno, e io battendo e chiamando
per il dolore di chiamare e non essere udito.
Semplilcemente battere. L'eco restituisce
la mia ansia di socchiudere questi palazzi gelati.
La notte e il giorno si confondono nell'attendere,
nel battere e battere.


Il tempo perduto certamente non esiste.
È la gran casa vuota e condannata.




A CASA DO TEMPO PERDIDO

Bati no portão do tempo perdido, ninguém atendeu.
Bati segunda vez e mais outra e mais outra.
Resposta nenhuma.
A casa do tempo perdido está coberta de hera
pela metade; a outra metade são cinzas.

Casa onde não mora ninguém, e eu batendo e chamando
pela dor de chamar e não ser escutado.
Simplesmente bater. O eco devolve
minha ânsia de entreabrir esses paços gelados.
A noite e o dia se confundem no esperar,
no bater e bater.

O tempo perdido certamente não existe.
É o casarão vazio e condenado.




 





3 commenti:

  1. Questa poesia è semplicemente meravigliosa..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo. Trovo che le poesie dei poeti sudamericani e quelli di lingua spagnola e portoghese abbiano qualcosa in più rispetto agli altri. Forse dipende dall'amore per la poesia che pervade quei paesi.
      Grazie del passaggio.

      Elimina
  2. Ciao, sono Davide ed ho appena realizzato un widget per inserire un aforisma nelle pagine di un sito o di un blog. Ho visto il tuo blog, mi sembra carino ed attinente al widget. Se vuoi vederlo vai a questo indirizzo http://www.laforisma.it/widget/istruzioni.html Se hai bisogno di chiarimenti puoi mandarmi una mail a davide@viaggiaresognare.it

    RispondiElimina