mercoledì 10 dicembre 2014

SONO PESI QUESTE MIE POESIE - NIKA TURBINA

Un altro autore che vale la pena di leggere a mio avviso è Nika.  La storia di questa bambina che scrive versi  potrebbe influenzarci nella lettura delle sue poesie e come Evtushenko il primo pensiero è che non sono interamente opera della bambina, che qualcuno glieli ha corretti.  Poi la ascoltiamo declamarli in vecchi video riproposti da You tube e al pari di chi la ascoltava per la prima volta, le crediamo, ciecamente.
Quella riportata è una delle sue poesie più famose e diffuse nel web ed è una di quelle  scritte a 7 anni (circa).  Eppure ci troviamo il mito di Sisifo, versi e strofe sono trattati con disinvoltura ma senza ostentazione. Ammetto che il tono è fin troppo solenne in un autore maturo, ma perdonabilissimo in una Nika al suo esordio.
Se vi interessa, esiste un libricino di poche pagine edito da Via del vento Edizioni, collana Acquamarina, con una selezione delle sue poesie e con in calce l'anno in cui sono state scritte. 



Nika Turbina Georgievna nasce a Yalta il 12 dicembre del 1974.  Sua madre, Maya Nikanorkina è un'artista, di salute cagionevole, il padre la abbandona quando lei è ancora in fasce.
La nonna Lyudmila Karpova, è un'interprete e Anatoly Nikanorkin, suo nonno, è  poeta e prosatore.
Sofferente di diabete e di una grave forma di asma, ha paura di dormire (la nonna ricorderà che dormivano tutti poco). Di notte si mette a sedere sul letto, respirando a fatica e si accorge di mormorare delle parole. Chiama allora la madre e le chiede di scrivere per lei (a quattro anni, non sapeva ancora scrivere). "Le poesie arrivavano all'improvviso, quando stavo male ed ero spaventata. E' per questo che le mie poesie portavano dolore", ricorderà poi.
Lyudmila è consapevole del potenziale di quelle poesie: la sua casa è frequentata da poeti.
Nell'hotel in cui lavora spesso soggiorna Yulian Semyonov, un noto scrittore e lei pensa spesso a come riuscire fargli leggere le poesia di Nika. Trascrive tutti i testi, nell'attesa di una occasione e questa arriva  quando Yulian le chiede un'auto.
"Non le darò un auto finchè non leggerà questi versi". 
Una frase molto grave, che le costerebbe il licenziamento e Yulian è spesso importunato da nonni e nonne convinti di avere nipoti brillanti, però cede. Si siede, inizia a leggere e trova le poesie intense e brillanti. Col suo interessamento, alcuni testi vengono pubblicati sul Pravda, un quotidiano nazionale. Nika ha solo 7 anni e continua, dapprima a dettare, poi a scrivere fino ai 12 anni. Dopo le poesie si fanno più rare, forse per un dramma familiare (la madre si risposa e ha un cattivo raccorto col patrigno e la sorellastra).
Nel 1984 esce la prima raccolta di poesie, BOZZA con una prefazione di Evgenij Evtushenko che, vinto un un iniziale scetticismo, contribuisce a organizzarle incontri in tutto il paese.
Nel 1985 le viene conferito il Grande Leone d'Oro di Venezia, nell'ambito del Festival Internazionale di Poesia "Poeti e Terra". L'unico altro poeta russo di ricevere questo premio era stata Anna Achmatova. In questo periodo visita gli Stati Uniti e incontra Josef  Brodsky.
 "Se una persona non è un idiota completo, cade di tanto in tanto nella depressione. A volte si vuole solo andarsene, chiudere la porta e mandare tutto al diavolo ", dice Niki, infatti lotta per molto tempo con la solitudine a modo suo: scappa di casa, prende sonniferi, si taglia le vene.
A Mosca frequenta corsi di cinematografia, recita in alcuni films, lavora in TV e radio ma è impressionabile, cagionevole e dai nervi fragili; nel 1990, all’età di sedici anni, si fa ricoverare in una clinica psichiatrica svizzera, sposa un professore di psichiatria, all’epoca settantaseienne ma presto torna a Mosca, dove ritrova il suo primo amore. La storia però è di breve durata e inizia a bere pesantemente. Trova un nuovo amore, un uomo d'affari, ma la loro relazione non dura a lungo. Viene ricoverata in un ospedale psichiatrico. Nel 1991 esce la sua seconda collezione di poesie  "Passi in su, passi in giù..."  e nel frattempo vengono  tradotte e pubblicate in più di dodici paesi.  A seguito di un tentativo di suicidio nella notte tra il 13 e il 14 maggio 1997,  Nika Turbina viene sottoposta a numerose e delicate operazioni, che le permettono di tornare, con difficoltà, a camminare. L'11 maggio 2002  "cade" di nuovo dal balcone del quinto piano e questa volta muore, all'età di 27 anni.
Il suo corpo rimane all'obitorio per otto giorni come un non identificato
e viene cremata ma non sepolta, sarà fatto successivamente nel cimitero Vagankovky.
Si parlò subito di suidìcidio, una versione molto romantica e di forte impatto emotivo, che richiama una frase del suo diario:
“Tutto quello che dovevo, l’ho detto da bambina nelle mie poesie. Non c’era bisogno che divenissi donna”
Ma la famiglia ha sempre sostenuto che stava superando la depressione e che pensava al futuro. Il suo corpo rimase all'obitorio per otto giorni come un non identificato, sarà seppellita più tardi.




 [Sono pesi queste mie poesie]


Sono pesi queste mie poesie,
pietre spinte lungo una salita.
Le porterò stremata
allo strapiombo.
Poi cadrò, viso nell’erba,
non avrò lacrime abbastanza.
Smembrerò la strofa
scoppierà in singhiozzi il verso
e si pianterà nel palmo
con dolore anche l’ortica.
L’amarezza di quel giorno
tutta trasmuterà in parola.

(1981)



Тяжелы мои стихи


Тяжелы мои стихи,
Камни в гору.
Донесу их до скалы,
До упору.
Упаду лицом в траву,
Слёз не хватит.
Разорву строку свою,
Стих заплачет.
Больно врежется в ладонь
Крапива.
Превратится горесть дня
Вся в слова.


1 commento:

  1. Il dolore, nel mondo, gravato sulle spalle degli innocenti, ha raggiunto un peso insostenibile.

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