giovedì 17 novembre 2011

AH - CHARLES BUKOWSKY

giovedì, 15 ottobre 2009
AH - CHARLES BUKOWSKY


Ho idea che quando parla di un
".... uomo seduto su una
sedia, che se la ride di
tutto quanto.
"
idealmente si riferisca a sè stesso.
Almeno questo è quanto mi suggerisce la lettura, quello che sarebbe stato il mio pensiero se avessi scritto io quelle parole.







Henry Charles Bukowski nasce il 16 agosto del 1920 ad Andernach, in Germania. Due anni dopo la sua famiglia si trasferisce a Los Angeles. La vita negli States non è facile, sono gli anni della depressione economica, la situazione familiare non è delle più felici. Racconterà le vicende della sua giovinezza nel romanzo Panino al prosciutto. Nel 1938 si diploma alla L.A. High School, subito dopo comincia a lavorare come magazziniere, ma è un mestiere che non fa per lui. Si licenzia e, dopo una violenta lite con il padre, lascia casa e va a vivere in squallide camere in affitto. Tira avanti facendo piccoli lavoretti, spendendo tutto quello che ha per bere. E’ protagonista di continue risse, vive come un barbone.
E’ il periodo più buio della sua vita. Cambia continuamente città, New Orleans, San Francisco, St. Louis, Philadelphia. Arrestato per renitenza alla leva, viene subito scarcerato. Nel frattempo scrive e manda i suoi racconti e le sue poesie alle più importanti riviste dell’epoca. Nel 1944 viene pubblicato il suo primo racconto. Le cose però non cambiano. Ha una lunga storia con Jane Baker, sono gli anni in cui viene assunto all’ufficio postale, dopo aver cambiato decine di lavori, anni raccontati nei suoi romanzi Factotum e Post Office.
Dopo una sbornia con la compagna Jane, alcolizzata come lui, è vittima di una abbondante emorragia, viene ricoverato in condizioni disperate, ma si salva grazie alle trasfusioni di sangue donatogli dal padre. Non smette comunque di bere. Va all’ippodromo, scommettere sui cavalli, rimane spesso al verde, si ubriaca regolarmente, scrive tutte le notti poesie e racconti. Nel 1959 gli vengono pubblicate otto poesie sulla rivista Harlequin. La direttrice della rivista, Barbara Frye si invaghisce di lui, gli scrive proponendogli di sposarla, lui accetta. Si separarono due anni dopo. Nel 1962, pubblica la prima raccolta di poesie, It Catches my Heart from my Hands. In questo periodo la sua ex compagna Jane viene stroncata dall'alcool e anche suo padre muore.
Lui beve sempre di più, ma collabora anche sempre più spesso con riviste letterarie underground come Epos, Outsiderl Breakthru. Nel 1964 ha una figlia, Marina, nata dall'unione con Frances Dean, una giovane poetessa. Collabora con il settimanale underground Open City, dove tiene la rubrica “Nofes of a Dirty Old Man”(Taccuino di un vecchio sporcaccione). Vuole diventare scrittore a tempo pieno, così si licenzia dall’ufficio postale all’età di 49 anni. Si separa da Linda King, la donna di cui parla nel suo romanzo Donne, viaggia di continuo per tenere i suoi reading che spesso finiscono con lui ubriaco e il pubblico esaltato. Nel 1976, alla fine di una lettura, conosce Linda Lee Beighle, la donna che vivrà con lui fino alla sua morte. Linda riesce a fargli cambiare abitudini di vita, a diminuire il suo consumo di alcool e le cose cominciano ad andare meglio. Tra una corsa all’ippodromo e l’altra scrive e pubblica Generale Tales of Ordinary Madness (Storie di Ordinaria follia), altri racconti e i suoi romanzi più famosi. Nel 1987 scrive la sceneggiatura del film Barfly, per il regista Barbet Schroeder, raccontando le vicende del giovane Hank Chinaski, interpretato da Mickey Rourke. Vive in serenità e agiatezza con Linda e una schiera di gatti nella sua villa, a San Pedro, California. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri fino a quando, il 9 marzo 1994, all’età di 74 anni, muore, stroncato dalla leucemia.
- L'articolo scritto da Fernanda Pivano in occasione della morte di Bukowski sul Corriere della Sera





AH



Non finirà mai, non ci saranno
soccorsi né pietà né cose vive,
andrà tutto avanti, inutilmente, percorso
di menzogne e vecchie abitudini,
continuerà così, vita di un corpo
senza testa, rifacendo sempre lo stesso
cammino, ripetendo gli stessi trucchi,
sognando sogni già sognati,
come in una montagna deserta,
e nonostante miliardi di esseri
non ci sarà un solo vero uomo,
soltanto eterni rifiuti, e saranno veri
soltanto gli animali, soli depositari
di grazia e puro spirito,
saranno loro gli ultimi, gli autentici,
gli onesti, brace e significato
profondo, il lupo avrà cuore
e la pantera polmoni
e l’aquila occhi, e l’ultima
guerra sarà un uomo seduto su una
sedia, che se la ride di
tutto quanto.

da “La Canzone dei folli” – Traduzione di E. Franceschini


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#1  15 Ottobre 2009 - 18:05
Lo sguardo disincantato e ironico di Bukowski, la consapevolezza di una deriva esistenziale, la nostra, e l'innocenza degli animali, la loro fedeltà alla terra e al loro sconosciuto destino...
Che violenta tenerezza e che lucidità, che sobrietà (!) in questi versi...
Mauro
Utente: maurogermani maurogermani

#2  15 Ottobre 2009 - 19:42
Mauro, sei diventato un assiduo frequentatore, vedo.
Grazie della tua presenza e dei commenti illuminanti.
Per me la poesia è una questione chimica, come lo sfiorare una mano, o annusare un profumo.
C'è una ragione per la quale me ne innamoro, ma lo scopro sempre dopo,  quando ne faccio una seconda, o terza o decima lettura, che scopro il perchè di tanto amore.
Ma inizialmente non mi chiedo perchè: l'amo e tanto mi basta.

Utente: NATACARLA NATACARLA 


1 commento:

  1. La poesia d'amore di Bukowski che mi piace più di tutte

    Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
    quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
    quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
    quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
    quando Dio creò Me creò Me
    quando Dio creò la scimmia stava dormendo
    quando creò la giraffa era ubriaco
    quando creò i narcotici era su di giri
    e quando creò il suicidio era a terra.

    Quando creò te, distesa a letto
    sapeva cosa stava facendo
    era ubriaco e su di giri
    e creò le montagne e il mare e il fuoco
    allo stesso tempo.

    Ha fatto qualche errore Dio
    ma quando creò te, distesa a letto
    fece la cosa più bella dell’Universo.

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