sabato 26 novembre 2011

HO SCRITTO UNA POESIA TRISTE - MARIO QUINTANA

giovedì, 06 ottobre 2011
 
 
Leggendo le poesie di Mario, si ha la sensazione che la poesia sia una cosa così semplice, in fondo, ma non è così. Innanzitutto per scrivere una poesia semplice, io credo si debba anche essere semplici.Una persona complicata crea versi complicati, almeno nella sua versione di poeta definitivo. Cosa voglio dire con questo? Che quando si inizia a scrivere dei versi che stanno bene uno di seguito all'altro, non si è ancora "poeti" ed a volte neppure dopo avere scritto la centesima o la millesima poesia. Abbiamo solo fatto pratica, sperimentato delle forme di scrittura. Ci è servito per decidere (normalmente il tutto accade inconsciamente) come disporre le nostre parole, quale sia la strada che ci pare più ampia e gradevole da percorrere e la imbocchiamo, salvo poi deviare se ci imbattiamo in una via diversa e sembri portare più lontano.
Ho scelto di postare la sua Poesia triste probabilmente perchè ha la cadenza, l'afflato, il ritmo che mi cattura prima di altre e rileggendola  per l'ennesima volta, per controllare che sia tutto a posto, ne ho una ulteriore conferma.
Volevo sottolineare ancora una volta quanto sia forte l'amore per la poesia nei paesi latini. Un intero Hotel adibito a Casa della Cultura, a lui intestata, titolo di principe dei poeti....qui in Italia sarebbe, è fantascienza.



Mario de Miranda Quintana, nasce prematuro nella notte del 30 luglio 1906 nella città di Alegrete, alla frontiera ovest del Rio Grande del Sud. Sua madre Virginia de Miranda Quintana e suo padre Celso de Olivera Quintana, gli insegnarono presto a leggere e scrivere, oltre alla lingua francese, abitualmente parlata in casa.
A 13 anni viene mandato a studiare nel Collegio Militare di Porto Alegre e qui inizia a scrivere i suoi primi lavori sulla rivista del Collegio. Una volto uscito va a lavorare, contro la volontà del padre che lo voleva dottore, presso la Livraria do Globo quale cassiere ed a 17 anni pubblica un sonetto sul giornale della sua città nativa. Nel 1925 torna a casa dei suoi e lavora nella Farmacia del padre.
Si apre per lui un periodo molto triste con la morte della madre prima e poi del padre l'anno seguente, nel '27. Ma in quel periodo vede anche pubblicati i suoi scritti sulla rivista Para Todos di Rio de Janeiro, ricevendo il premio del giornale Diário de Notícias di Porto Alegre per il suo racconto "A Sétima Passagem".
Nel 1929 entra a far parte della redazione del giornale "O Estado do Rio Grande do Sul" e l'anno seguente il giornale "O Correio do Povo" pubblica i suoi versi e ne diviene un collaboratore permanente. Mario Quintana pubblica settimanalmente "Do Caderno H" fino al 1984 e in questo periodo viene lanciato il suo libro di poesie "A rua dos Cataventos" che diverrà poi testo scolastico. Nella sua vita ottenne molti riconoscimenti: nel '66, l'onoreficenza dell'Accademia Brasiliana di Lettere e la città di Porto Alegre lo insignì della Cittadinanza Onoriaria. Nel decennio degli anni '80 un nuovo premio dell'Accademia Brasiliana di Lettere, il premio "Machado Assis" per le sue opere complete e, durante la giornata della letteratura brasiliana di Passo Fundo, il riconoscimento della Camera di Commercio di quella città. É poi l'Università Federale del Rio Grande del Sud ad insignirlo della Laurea "Honoris Causa" nel 1982, che verranno seguite dall'Università di Campinas, San Paolo, e dall'Universita Federale di Rio de Janeiro. Nell'anno seguente l'ex Hotel Majestic prende il nome e diventa Casa di Cultura Mario Quintana su proposta del Deputato Ruy Carlos Ostermann approvata all'unanimità dall'Assemble Legislativa del Rio Grande del Sud.
Per i festeggiamenti dei suoi 80 anni la casa Editrice Globo lancia la raccolta "80 anni di Poesia" e tre anni dopo viene insignito del titolo di Principe dei Poeti Brasiliani dall'Accademia Nilopolitana di Lettere. La sua opera "A Rua dos Cataventos" esce in edizione commemorativa a 50 anni dalla prima pubblicazione, nel 1992, col patrocinio dell'Università Federale del Rio Grande del Sud ed i riconoscimenti sono continuati dopo la sua morte avvenuta ad 88 anni il 5 maggio del 1994 e ancora oggi non cessano perché la sua grandezza, la poesia, ha illuminato la Cultura brasiliana ed in particolare l'anima delle persone semplici.
 





HO SCRITTO UNA POESIA TRISTE

Ho scritto una poesia triste
e bella, soltanto della sua tristezza.
Non viene da te questa tristezza
ma dai cambiamenti del Tempo,
che ora ci porta speranze
ora ci dà incertezza…
Non importa, al vecchio Tempo,
che tu sia fedele o infedele …
Io resto, unito alla corrente
guardando le ore tanto brevi …
E delle lettere che mi scrivi
faccio barchette di carta!




Eu Escrevi um Poema Triste

Eu escrevi um poema triste
E belo, apenas da sua tristeza.
Não vem de ti essa tristeza
Mas das mudanças do Tempo,
Que ora nos traz esperanças
Ora nos dá incerteza...
Nem importa, ao velho Tempo,
Que sejas fiel ou infiel...
Eu fico, junto à correnteza,
Olhando as horas tão breves...
E das cartas que me escreves
Faço barcos de papel!





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