domenica 20 novembre 2011

LA POESIA CHE NON HO SCRITTO - RAYMOND CARVER

domenica, 21 novembre 2010
 
Raymond è uno scrittore indubbiamente interessante ed innovativo.
Non ho ancora avuto modo di leggere i suoi romanzi, solo dei brevi passaggi, delle meditazioni sullo scrivere.Il mio interesse è incentrato e concentrato sulle poesie e questa di Carver rispecchia molto quelle sue meditazioni.
Usare le proprie parole, non di altri, perchè quelle non risulterebbero nostre, intralcerebbero il nostro brano (o il nostro verso).
Insomma, un nuovo libro da mettere nella lista dei miei desideri.
Entrando proprio nell'ambito stretto della poesia,  è un esempio di quanto meravigliosa possa essere quella prosastica.
Io non faccio differenza tra le due; a me basta vedere e riuscire ad assaporare quello che l'autore vuole dire.
Insomma, leggere con le orecche e ascoltare con gli occhi (citazione non mia, ma di cui non ne ricordo la paternità. L'ho sentita in alcune recenti conversazioni sulla poesia).





Nato a Clatskanie, Oregon, e cresciuto a Yakima, di famiglia umile (la madre cameriera e il padre un affilatore della segheria Wauna), fin dalla giovane età si barcamenò tra le più disparate occupazioni, coltivando al tempo stesso la  passione per la lettura e la scrittura.
Raymond trascorse i primi tre anni della sua vita nella piccola cittadina di Clatskanie fino a quando, dopo lo scoppio della guerra, la sua famiglia, che risente ancor di più dei disagi economici che essa aveva portato, decide di trasferirsi, nel 1941, a Yakima, 300 km più ad est nello stato di Washington
Nel 1955, terminati gli studi,  Carver si sposta a Chester, piccola cittadina della California settentrionale nella Contea di Plumas, per raggiungere il padre che vi si era trasferito ed inizia a lavorare insieme a lui, ma nel novembre dell'anno successivo,  non sopportando i turni troppo pesanti della segheria e il lavoro a stretto contatto con il padre, sofferente di disturbi nervosi, ritornerà a Yakima, impiegandosi come fattorino in una farmacia.
Il 7 giugno del 1957, Raymond sposa Maryann Burk, ancora diciassettene e il 2 dicembre nascerà la piccola Christine Rae nello stesso ospedale dove il padre era stato ricoverato nel reparto di Psichiatria. L'anno successivo nascerà il secondo figlio Vance Lindsay.
Raymond desidera fare lo scrittore senza iscriversi ad altri corsi, ma la giovane moglie lo incita a raggiungere un livello di studi superiore e così si iscriverà dapprima ai due anni propedeutici all'Università di Walla Walla, nello stato di Washington, e più tardi al "Palmer Institute of Writing" ad una scuola di scrittura per corrispondenza.
Ma non saranno gli unici ed ultimi.
Raymon si sposterà di stato in stato, di città in città; spesso per motivi di lavoro, per riuscire a manterene la sua famiglia e realizzerà sempre nuovi e significativi incontri.
Il più importante a Chico, a dei  corsi di creative writing tenuti da Gardner - che diverrà suo maestro e mentore - al Chico State College e successivamente ad Arcata, nella contea di Humboldt dove conosce il professor Richard Day e dove si laurea nel 1963.
La borsa di studio ottenuta dopo la laurea per un master presso un seminario di scrittura creativa, il quotato Iowa Writers' Workshop non è sufficente per la famiglia, così affronta un nuovo trasferimento, questa volta a Sacramento dove rimarrà fino al 1967 anno della morte del padre.
Iniziano i suoi problemi con l'alcolismo che si protrarranno per dieci anni, prima di potersi dire risolti, ma nel frattempo si separa dalla moglie.
E' del 1979 il suo incontro con Tess Gallagher, poeta a sua volta che sarà sua compagna per tanti anni e che alla fine sposerà in seconde nozze.
A questa rinnovata tranquillità, seguiranno pubblicazioni di nuovi racconti inserimenti in antologie e numerosi riconoscimenti .
Nel marzo del 1988 gli sono diagnosticate delle metastasi al cervello e viene sottoporsi a un ciclo di radioterapia a Seattle.
Pur in cattive condizioni fisiche e cosciente del suo male, Carver non smise di lavorare, lasciando scritto in un appunto:
« Vorrei avere ancora un po' di tempo. Non cinque anni, e nemmeno tre, non potrei sperare così tanto — ma se avessi anche solo un anno. Se sapessi di avere un anno. »
Tess scriverà nel suo libro-diario:
« Nei dieci mesi che hanno preceduto la morte di Ray abbiamo combattuto una battaglia strenua, ma nel maggio del 1988 sapevamo già che non avremmo vinto.... Perciò, tra maggio e agosto, abbiamo dovuto fare i conti con il fatto che stavolta non l'avremmo scampata, e accettarlo. È stato molto, molto difficile. Ma è stato anche, paradossalmente, un periodo di trascendenza. Non eravamo così immersi nell'angoscia di una fine come ci si potrebbe aspettare. La chiusura del nostro tempo insieme sembrava inspiegabilmente e in maniera piuttosto strana infonderci nuovo vigore e rendere ogni momento più importante di quanto avremmo mai pensato potesse essere »
Ricoverato al "Virginia Mason Hospital", venne dimesso dopo poco tempo e morirà nella sua nuova casa di Port Angels il 2 agosto alle 6 e 20 del mattino.




LA POESIA CHE NON HO SCRITTO

Ecco la poesia che volevo scrivere
prima, ma non l'ho scritta
perché ti ho sentita muoverti.
Stavo ripensando
a quella prima mattina a Zurigo.
Quando ci siamo svegliati prima dell'alba.
Per un attimo disorientati. Ma poi siamo
usciti sul balcone che dominava
il fiume e la città vecchia.
E siamo rimasti lì senza parlare.
Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.
Così felici ed emozionati. Come se
fossimo stati messi lì
proprio in quel momento.

 

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