domenica 20 novembre 2011

NON TI HO MAI AMATA TANTO - BERTHOLD BRECHT

domenica, 27 marzo 2011
 
L'Enciclopedia Grazanti della Letteratura scrive, a proposito: "Anche l'opera di Brecht lirico, forse anche più alta di quella teatrale, ha le sue radici nel linguaggio drammatico; e per questo è tanto spesso monologo, ballata, Lied. Ma è anche urto di affermazioni, dialettica abbreviata. Più la parola è nuda, corrente, oltraggiosamente "prosastica", più riceve dalla violenza dell'illuminazione cui è sottoposta la capacità di giungere all'incandescenza."
In effetti la forza dirompante, se mi passate il termine, di questa poesia sta proprio nella pacatezza del tono, frutto della semplicità del prosastico a contrasto con i contenuti crudi .

Il bosco m' inghiottì,
i volti dietro di me lentamente / sbiadivano nella sera
i grandi uccelli / che a sera, .........., hanno fame.


La drammaticità della guerra gioca a nancondino con le sue parole e contrasta con quel morbidissimo "ma soeur", lasciato cadere a fine strofa, così musicale, così malinconico.
Tutto questo fa di Brecht un maestro.





Berthold Brecht (il nome sarà trasformato in Bertholt all'epoca del sodalizio con Arnolt Bronnen) nasce il 10 febbraio 1898 ad Augusta, in Germania, da una famiglia della recente borghesia. Dal 1919 scrive critiche teatrali per il giornale socialista Ausburger Volkswille e nello stesso anno si avvicina al movimento spartachista. La sua prima commedia di successo è Trommeln in der Nacht [Tamburi nella notte], scritta nel 1920 e rappresentata a Monaco nel 1922; nel 1927 esce la prima raccolta di poesie, Hauspostille [Libro di devozioni domestiche] e Brecht matura la conversione al marxismo. Nel periodo 1929-32 scrive vari drammi didattici, in cui si propone di diffondere il materialismo dialettico, di contribuire a rovesciare il regime, di "trasformare" anziché di interpretare la realtà. Si lega al partito comunista, benché non vi sia iscritto. Dopo l'incendio del Reichstag (27 febbraio 1933), lascia la Germania nazista con la famiglia; in maggio i suoi libri vengono bruciati. Dal 1933 al 1947 risiede in esilio in Danimarca, Svezia, Finlandia, Unione Sovietica e Stati Uniti. Del 1935 è Furcht und Elend des dritten Reichs [Terrore e miseria del Terzo Reich], nel 1939 scrive Mutter Courage und ihre Kinder [Madre Courage e i suoi figli] e compone la raccolta delle sue maggiori liriche, Svendborger Gedichte [Poesie di Svendborg].  Il 30 ottobre 1947 compare davanti al "Comitato per le attività antiamericane"; ottenuto il visto lascia gli Stati Uniti e si stabilisce in Svizzera, poi nel 1948 giunge a Berlino Est attraverso la Cecoslovacchia (gli è rifiutato il passaggio attraverso la Germania Federale). Nel 1949 fonda il "Berliner Ensemble", che diverrà una delle più importanti compagnie teatrali, e fino alla morte si dedica soprattutto all'attività di regista. Da tempo malato, muore il 14 agosto 1956 per un infarto cardiaco.

Sintesi dal sito di Chiara Scionti scritto in occasione della sua tesina di maturità.






NON TI HO MAI AMATA TANTO

Non ti ho mai amata tanto, ma soeur,
come quando ti ho lasciata in quel tramonto.
Il bosco m' inghiottì, il bosco azzurro, ma soeur,
sopra stavano sempre le pallide costellazioni dell'Occidente.

Non risi neppure un poco, per niente, ma soeur,
-io che per gioco andavo incontro ad un oscuro destino-
mentre i volti dietro di me lentamente
sbiadivano nella sera del bosco azzurro.

Tutto era bello in questa sera unica, ma soeur,
-non fu mai più così dopo nè prima-
certo: ora mi restavano solo i grandi uccelli
che a sera, nel cielo oscuro, hanno fame.




Ich habe dich nie je so geliebt

Ich habe dich nie je so geliebt, ma soeur
Als wie ich fortging von dir in jenem Abendrot.
Der Wald schluckte mich, der blaue Wald, ma soeur
Über dem immer schon die bleichen Gestirne im Westen standen.
Ich lachte kein klein wenig, gar nicht, ma soeur
Der ich spielend dunklem Schicksal entgegenging
Während schon die Gesichter hinter mir
Langsam im Abend des blauen Walds verblaßten.
Alles war schön an diesem einzigen Abend, ma soeur
- Nachher nie wieder und nie zuvor –
Freilich: mir blieben nur mehr die großen Vögel
Die abends im dunklen Himmel Hunger haben.

Kennt ihr noch eins/welche?
Vielen Dank schonmal im vorraus!


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